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Il destino di un rally è questione di centimetri

Discussione in 'Discussioni Generali' iniziata da Luca Rally90, 7 Febbraio 2011.

  1. Luca Rally90

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    Vorrei iniziare il messaggio di oggi con un saluto a tutti i lettori e un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno visualizzato e commentato il mio blog fino a oggi. Il mio ringraziamento lo faccio perché sono sicuro che non tutti sono d’accordo con quello che scrivo, ma con i loro commenti ampliano il raggio d’azione del mio blog. Dico ciò perché questa settimana tratto di un argomento delicato, della quale ci sono milioni di opinioni diverse e tutte accettabili. Si tratta della Ronde di Andora. Inizio ricordando la dichiarazioni di Kubica al sabato sera, quando era allegro e disse che era alla Ronde di Andora per rivedere vecchi amici. Il suo atteggiamento “disponibile”, non circondato da bodyguard, sempre sorridente, ha fatto “innamorare” tutti gli appassionati che almeno per il 70% era lì per lui, con tutto il rispetto per la lista degli iscritti. Sull’incidente non vorrei aggiungere altro, se non che è stato un errore del polacco che andava troppo forte con le gomme fredde, purtroppo. Commento negativamente la scelta degli organizzatori di continuare la gara, visti i momenti di tensione vissuti. Vi riporto la frase di Morelli, il manager di Kubica: “Se fosse stato 10 cm più a sinistra, sarebbe uscito senza un graffio dalla vettura. Se fosse stato 10 cm a destra, ora non sarebbe più tra noi”.
    Il destino di una gara balla tra 10 cm…se fosse stato seduto 10 cm più a sinistra andavamo tutti a berci una bella birretta dal paninaro di Testico, se fosse stato seduto 10 cm più a destra andavamo alla Chiesetta di San Lorenzo a piangere un altro “martire” un anno dopo Ballerini? Mi dispiace ma ci sarebbe voluto un po’ più di “tatto”, la ronde è una gara a sé e anche se salta la classifica finale non vengono compromessi i campionati. Gli appassionati che sono rimasti sulle prove speciali (non discuto la loro scelta, io me ne sarei andato) hanno assistito a 2 passaggi (dopo il primo) di 8 km mentre in tutto il mondo si parlava di quella gara solo per un incidente drammatico. Concludo dicendo a quelli che (giustamente) dicono che se fosse successo un incidente simile a un altro pilota qualsiasi la gara non si sarebbe fermata. Capisco questa dichiarazione (io stesso faccio parte dei signor nessuno) ma credo che uno la fama se la conquista con ogni mezzo: sudore, bravura o soldi. Kubica ha la fama grazie a uno di quei tre principi ed è a livello mediatico un gradino sopra tutti gli altri iscritti di ieri. Meritava dunque una tutela a parte, soprattutto visto che rischia la carriera, non è che rischia di avere un livido e basta. Visto che in Italia i rally sono poco (e male) considerati, cerchiamo almeno di trattare bene i famosi che portano almeno 2 telecamere nei rally, si chiamino loro Valentino Rossi, Capitan Ventosa o Paris Hilton (come dicono le leggi della fama). Anche per Paris Hilton i 10 cm sono fondamentali (la chiusura ironica non toglie la drammaticità del contenuto, auguro a Robert di riprendersi presto e di poter fare in futuro una vita serena, anche se fosse lontana dalle corse, in un’isola deserta.)
     

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