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Pagelle Rally WRC

Discussione in 'WRC - World Rally Championship' iniziata da F150, 23 Agosto 2011.

  1. F150

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    Come promesso, sono riuscito a pubblicare le pagelle proprio entro la scadenza che avevo fissato. Venerdì prossimo dovrei invece terminare quelle del Tour de Corse. Successivamente, nel mese di luglio, andrò in vacanza, ma cercherò allo stesso modo di trovare del tempo per scrivere; allo stato attuale, la situazione è la seguente (pagelle mancanti):
    WRC X 2
    Acropolis + New Zealand
    IRC X 2
    Tour de Corse + Rally Ypres
    CIR X 1
    Rally Adriatico
     
  2. F150

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    Ormai, da quando ho lanciato questa idea delle pagelle, è passato quasi un anno. La scelta nasceva dal numero esiguo di utenti e di messaggi, nel desiderio di creare qualcosa di innovativo. Come potrete vedere, le prime risalgono al Rally di Germania 2011: veloci, rapide, sufficienti per riassumere una gara in poche parole, con una piccola premessa. Oggi, quasi con un rapporto di diretta proporzionalità rispetto agli utenti, la corposità delle pagelle è andata ad aumentare notevolmente. Il team è ora più grande, il sito viene spesso citato da altri forum. Ecco, dall'intenzione di condivere solo qualche spunto, si è passati alla voglia di comunicare "nel profondo", andando oltre al superficiale. Ricordo ancora la critica dI Sgorbini, giornalista di Autosprint, ad un vecchio articolo sulla "crisi delle serie minori del WRC", piuttosto sgradevole ed infondata. Certo, io ho sempre conservato una piccola passione verso lo stile di scrittura e il lessico, ma a proposito di passione (scusate il gioco di parole), ritengo che essa sia l'elemento che costituisce questo forum, senza troppi vincoli, tanto per intenderci, "di denaro". Così che vengano apprezzate o meno, volevo proprio porre l'attenzione sull'importanza, per un sito, di non limitarsi a riportare informazione interessanti sì, ma che vanno, sempre a mia onesta opinione, analizzate nel dettaglio, nel particolare e perchè no, anche con un pizzico di "parzialità". Così è nato l'Editoriale, che dalle Pagelle del Rally Tour De Corse, avrà anche un piccolo titolo: non solo si parlerà della gara, ma anche di un particolare elemento di dibattito; vedremo che cosa spunterà.
    Rispetto all'estate del 2011, è cambiato il format, ma l'intenzione, con qualche ritocco, è nel fondo sempre la stessa, quella di provare a interpretare un rally e condividere infine il risultato, per come possibile, vista la difficoltà, come si scriveva nel primo messaggio, di dare un giudizio preciso.
    Come ricordavo sopra, avviso, che sarò assente da sabato 30 giugno fino al 14 luglio 2012; se troverò del tempo, proverò comunque a collegarmi al sito, quando possibile.
     
  3. F150

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    PAGELLE RAPIDE DEL RALLY ACROPOLIS 2012

    CLASSIFICA ASSOLUTA

    Citroen WRT

    Loeb 9,5

    Hirvonen 8/9

    Ford WRT

    Latvala 8,5

    Solberg 7

    Citroen WRT Junior+Qatar

    Al Attiyah 6,5

    Neuville 7,5
    Skoda

    Ogier 8+

    Mikkelsen 7,5

    Ford M-Sport+Adapta+Czech

    Ostberg 7,5

    Tanak 6

    Novikov 6/7

    Prokop 7

    PWRC

    Gorban 8+

    Aksa 7/8

    Trivino 7

    Guerra jr. 7

    Bertelli 6,5

    Fuchs 7/8

    CLASSIFICA MISTA

    Al Rajhi 7

    Al Kuwari 6

    Araujo 5/6

    CLASSIFICA SQUADRE

    Citroen 10

    Ford 7,5

    Mini 6
    Copertina dedicata al messaggio esemplare lanciato da Tamrazov, che ha messo, per questo scopo, da parte gli sponsor, come del resto raramente accade.
     
    #83 F150, 21 Luglio 2012
    Ultima modifica: 21 Luglio 2012
  4. F150

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    PAGELLE DEL RALLY DELLA NUOVA ZELANDA 2012

    WRC 2013/2015: Un ritorno al passato?

    In occasione del Rally della Nuova Zelanda, la tematica proposta riguarda certamente l'ingresso ormai sempre più vicino e probabile di due costruttori asiatici: Toyota e Hyundai. Incluse, come di consueto, le pagelle sintetiche e link al forum, con l'analisi completa.
    PREMESSE GENERALI
    Abbiamo parlato "in lungo e in largo", in occasione di altre pagelle dello stato attuale del WRC, una serie che non gode attualmente di grande rilievo, ma si appresta a fare, probabilmente, il salto di qualità, grazie ad un regolamento che piace.
    Inutile spendere troppe parole in questo spazio: il mercato automobilistico è l'indice più attendibile per valutare questi ingressi e, come sappiamo, la Corea del Sud e il Giappone, dopo le annate buie del 2008/2010, si sono rilanciate grazie all'innovazione e all'audacia nel proporre prezzi vantaggiosi e modelli all'avanguardia. Metafora, invece, di un'Europa, sempre nel settore automobilistico, più in difficoltà, nella quale spicca solo la Volkswagen, che infatti segue il prototipo del Medio Oriente, fondato su una politica commerciale più versatile. Un dato che vale più di mille parole? Vendita di auto in Giappone, nell'ultimo mese, +36% rispetto a luglio del 2011, a conferma di una nazione, che, dopo il terremoto, ha la grinta per ripartire. Senza perderci troppo nei dettagli, se il WRC si mostra pronto, affidabile e serio, le squadre pronte a farne parte ci sono. E' un segnale molto positivo, perchè finalmente spezza il monopolio Citroen-Ford. Il rischio di perdere quest'ultima fra i costruttori, la Prodrive altrettanto a rischio e la casa francese pronta a lasciare facevano pensare al peggio. Invece, c'è la concreta opportunità di assistere ad una "maxi sfida" a cinque nel 2014: non è da escludere che la Peugeot subentri al posto della Citroen stessa.
    Una nota su questo annuncio, che ha anche un valore emotivo. Non dimentichiamoci che è arrivato poco dopo un paese devastato dal terremoto e dalla tsunami, per cui rappresenta per il Giappone la voglia di riabbracciare una certa normalità. Per gli europei rappresenta una sfida di un marchio importante che vuole vincere.



    LA RASSEGNA STAMPA

    Per tutti coloro i quali non hanno seguito dettagliatamente la vicenda, ecco un riassunto sul ritorno di Hyundai e Toyota:

    http://www.rally.it/wrc-hyundai-dateci-2-3-anni-e-entreremo-nel-motorsport/

    http://www.rally.it/toyota-yaris-nel-wrc-dal-2014/

    UN RITORNO AL PASSATO?

    BIENNIO 1999/2000

    Squadre

    Come si diceva, non è pura follia considerare lo schieramento eventuale del 2014 il medesimo del 1999/2000. Più di dieci anni fa, il WRC era certamente un mondo diverso, che si lanciava verso una nuova era, ormai comunemente definita con il protagonista della stessa, nonchè Sébastien Loeb. Quel biennio citato, rappresenta uno degli ultimi e grandi momenti del mondiale rally, nonostante l'abbandono in linea di Lancia e poi di Toyota, quest'ultima proprio nel 1999, per dedicarsi alla Formula 1, progetto che non regalerà certo le soddisfazioni offerte dal rally. Per la Toyota, la partecipazione al WRC è stata gloriosa, quattro titoli piloti e tre costruttori. Come dire, allora anche il costruttori era un campionato sensazionale, che poneva i suoi pilastri proprio nello sviluppo della vettura. Senza quindi andare troppo a fondo, è forse meglio ricordare gli ultimissimi anni della casa giapponese, segnalando in particolare il fenomeno del ciclo: allora, la Toyota Team Europe era un team che si dirigeva il pensionamento, nella convinzione di aver offerto un contributo di spicco alla serie massima, con le più giovani Mitsubishi e Subaru arrembanti, affamate di titoli pronte a prenderne l'eredità. Alla fine degli anni 90', prendeva forma la Citroen, con l'esperimento Bugalski-Puras-Loeb. Già un decennio fa circa, la casa francese possedeva quella flessibilità da imporre un nuovo schema, che prediligeva anche una squadra giovani, dove prendeva forma, appunto l'otto volte iridato. Due parole anche per la Hyundai: se per la Toyota si può parlare di ingresso in grande stile, per i coreani si tratta di riscatto dopo il disastro, fallimento, debacle, chiamatela come preferite, della Accent: mai i suoi piloti, anche di spicco, fra cui anche Loix, sono riusciti a raggiungere il podio, mentre nel costruttori, i coreani raggiunsero al massimo il sesto posto, solo davanti a Skoda nei primi anni.

    BIENNIO 2014/2015
    La domanda più immediata è sicuramente la seguente: "Che storia farà il biennio citato?". Ne parleremo in modo più approfondito nelle valutazioni, ma prendiamo in considerazione, prima di tutto, che mai la storia si ripete, anche se le analogie sono, forse anche con una sfumatura di sorpresa, tante. Insomma, proviamo a definire un WRC del futuro: la Citroen è "in forse" e chissà, potrebbe svolgere il ruolo di quella Toyota che ormai non è più interessata ad investire in un campionato in cui ha veramente speso tutte le sue energie. Poi viene la Ford, presenza ormai pluridecennale nel trofeo mondiale, ma che stenta a spiccare il volo, anche a a causa della forte crisi piombata in Ford, sempre più vicina all'abbandono. C'è la Prodrive, ad un bivio fra il perdere un programma appena iniziato e senza dubbio coraggioso, ma ben riuscito e il recupero di questo; la Volkswagen schiererà tre vetture dal 2013 e sarà la linfa vitale, quasi con certezza, del WRC. Insomma, le combinazioni sono tante e il risultato, al termine di questo stravolgimento, potrebbe essere il trionfo, senza se e senza ma, della riorganizzazione della serie; tuttavia, i dati su cui si posa la realtà, sono ancora pochi. E le due novità? Le new entries, se confermate, ammettono di essere pronte a investire nelle risorse umane e materiali, ma... 1- Gli avversari, in primis Citroen, hanno un monopolio che, come vedremo, si potrà spezzare solo in un modo; 2- La strada del successo, è molto lunga, in particolare per i coreani, che comunque hanno poca esperienza nel settore: guai ad affidarsi solo al fattore "denaro"; come ha fatto la Proton, che per ora nulla ha raccolto; 3- La pazienza, quindi, è la virtù dei forti, gli europei hanno in mano, dal canto loro, il pieno possesso degli strumenti umani e non esiteranno, almeno inizialmente, ad evitare un loro rientro prepotente. Traendo le conclusioni opportune, un mondiale a cinque, sarebbe il sentìero giusto: è l'opportunità da cogliere al volo per il mercato asiatico, per ridare quella credibilità che negli ultimissimi anni è stata un pò persa.

    VALUTAZIONI FINALI

    COMMENTO E CONFRONTO:

    Il WRC è un ciclo continuo?
    Non ho dubbi sul fatto che in 16 anni, si potrebbe vedere, grossolanamente, un ciclo che si ripete, con un confronto diretto e ben delineato fra le case europee ed asiatiche. Intanto, comunque vada a finire questo progetto, che nei fatti, non è neppure iniziato, l'elogio è d'obbligo verso tutti coloro i quali rimanderanno le parole ai fatti: non lo affermo da "partigiano" del rally, bensì da sostenitore verso chi si rivela ardito e deciso nella politica di mercato, proponendo così una maggiore concorrenza nel settore sportivo. Insomma, il WRC è un ciclo che si ripete? Con diverse modalità, sì, ma è il normale effetto della logica. Quando una serie funziona correttamente, non c'è ragione che possa giustificare l'assenza delle punte dell'automobilismo. Facciamo un ragionamento molto pratico: la Lancia, ai suoi tempi gloriosi (tuttora c'è molta nostalgia...) era certamente una squadra dalle ampie disponibilità economiche, che si trovava a lottare con le altre "grandi" del mondiale. Dopo un periodo in salita, sembra che il WRC, rinnovandosi, ha rinfrescato la sua posizione, così come avvenne dopo l'abbandono delle Gruppo B: un passaggio non facile inizialmente, ma che in seguito ha dato i suoi prosperosi frutti.

    Il passato, ad ogni modo, non va confuso con il presente...
    Giusto trarre spunto dal passato, ma non bisogna fare confusione: ad ogni periodo storico, si attribuisce un'identità. Evidentemente, il destino di questo sport è legato molto ai risultati economici -conclusione ovvia, ma spesso non considerata- e in questo senso il WRC, per fungere da "calamita", deve proseguire su questa strada, che piaccia o meno. Per intenderci, il campionato mondiale, così come il rally, in generale, oggi non è più spettacolare come un tempo, è quanto mai tecnico, sulle rotaie; tuttavia non può ma deve esserci quella competizione fra le squadre sana, a volte ai limiti del regolamento, che distingueva il mondiale. Bisogna imparare da quei rally, per costruire un futuro, naturalmente, che mantenga intatta la prospettiva di questo sport. Adesso andiamo a vedere le prospettive generali di questo "plastico":..

    PROSPETTIVE FUTURE: Come sarà, in conclusione, il WRC?
    Chiaramente, si può immaginare il campionato del mondo solo in linee generali, ma è altrettanto lampante che, qualunque sia il risultato, questo offrirà risultati positivi, specie nell'ambito della concorrenza e della competitività: Segnalo questo articolo (http://www.rally.it/forum/f24/wrc-creativita-7088.html), che prova a dare una risposta a questo stallo totale dell'innovazione nel WRC. Da nostalgico, si sente la mancanza di un rally fatto di confronto non solo sul cronometro, ma anche in fabbrica. Ecco, quando è assente la concorrenza, assioma fondamentale, di conseguenza ne trae vantaggio colui il quale possiede il monopolio: ad oggi, in questa situazione, si trova la Citroen, favorita da una Ford in procinto di abbandonare la serie, oserei dire poco motivata. Invece proviamo a ritrarre l'ingresso delle due squadre citate: quando il duello è a cinque punte, senza dubbio nessuno è disposto a lasciare nulla al caso. Ciò implica quindi più spettacolo, lotta al vertice accesa, voglia di emergere per le nuove entrate. Risultato? Un campionato efficiente, che potrà fregiarsi finalmente del suo reale titolo mondiale. Fino ad ora, Loeb ha vinto per effettivo talento, ma anche grazie al demerito degli avversari, incapaci di mettere "i bastoni fra le ruote" del tandem francese. A proposito della nazionalità, sarebbe anche la giusta circostanza per lanciare talenti, spesso bloccati dalla "balaustra" del budget. Altrettanto plausibile è un aumento della sponsorizzazione della serie e magari l'occasione definitiva per conquistare un promoter, sempre nell'ottica di ridare slancio al mondiale. Da considerare anche la nascita dei maxi-team privati, sicuramente qualcuno ricorderà il Jolly Club, ormai definitivamente estinti con la morte della Stobart. Il primo passo è stato già fatto, comunque, percorsi più lunghi e "attraenti" che potrebbero anche far tornare quei locali molto competitivi a corto di fondi; solo in Finlandia avviene l'ingresso di questi nella prova mondiale e per citare un esempio, Ketomaa è riuscito a strappare un posto da privato con la Ford. C'è voglia di tornare al vero rally. Questo quadro di salute del WRC è potenzialmente utopistico, ma è anche la fusione, per l'appunto ideale, di passato, presente e futuro, spesso troppo distanti fra loro.

    PAGELLE RAPIDE

    TOP TEN

    Loeb 9

    Hirvonen 8,5

    Solberg 7,5

    Novikov 7/8

    Neuville 7,5

    Sordo 6/7

    Latvala 6-

    Araùjo 6+

    Block 6+

    Stohl 6

    PWRC

    Ligato 9

    Aksa 7/8

    Gorban 7,5

    Trivino 7

    Linari 6+

    Karlsson 7,5

    SWRC

    Paddon 8-

    Andersson, Al-Rajhi, Oleksowicz s.v.

    RITIRI

    Tanak 5+

    SQUADRE

    Citroen 10 e lode

    Ford 5

    Mini 6


    CLASSIFICA DELLA TOP TEN

    Sébastien Loeb 9
    Trovare parole, ormai, per raccontare il Loeb del 2012 è sempre più difficile. Pare quasi che ogni campionato sia lo specchio di un altro. Invece ogni dominio ha una sua storia e delle peculiarità differenti, da una stagione all'altra. Fino alla gara del Portogallo, contornata dal ritiro del francese, abbiamo assistito ad un equilibrio interessante, con quattro piloti in gioco. Poi dall'Argentina, ha dettato il passo e, come si suol dire nel gergo del ciclismo, è andato in fuga. Come in Nuova Zelanda, non si è verificata una condizione per cui un singolo rally si concludesse "In volata". Il tris di successi è quindi frutto di un gioco di squadra perfetto e ben calibrato; gli appassionati storceranno il naso, i giochi di squadra penalizzano il vero confronto. In senso tattico e strategico, però, la Citroen si rivela al top del livello. Difficile, ad ogni modo, definire l'atteggiamento della casa francese, visto che negli ultimi due rally, il team si è trovato nelle circostanze di poter dominare. Scelta teoricamente accettabile, ma non nei fatti, considerando il vantaggio costruito: pare così che ogni vittoria venga conservata molto attentamente. Anzi, il team order è arrivato ancora una volta in modo ufficiale; i sostenitori di Matton, comunque, potranno dire di aver allontano i rischi provocati dalla pioggia. A proposito di quest'ultima variabile, la stagione 2012 si caratterizza ormai per i rally costantemente bagnati; un particolare che dovrebbe amalgamare i valori schierati in campo ed invece ha favorito il predominio del duo Loeb-Hirvonen, più accorto e attento. Congelamento delle prime due posizioni a parte, l'otto volte iridato è stato assolutamente, nelle prime due giornate, il più competitivo. E' opportuno premettere che la sfida è sempre stata in casa, sin dalle qualifiche, quando prevedendo il rischio di precipitazioni, i piloti hanno scelto di partire in testa; un predominio rafforzato dalla scelta pneumatici azzeccata, che quindi ha condotto gli ufficiali a monopolizzare 10 PS su 15, 7 in mano a Loeb, il quale, inizialmente ha rimontato sul compagno di squadra con successo, per merito di una innovativa combinazione di mescola morbida e dura e poi ha preservato il risultato per il resto del percorso. Si possono spendere parole rispetto a ciascuna performance, ma credo che già da questo riassunto si possa dedurre il contenuto fortemente tattico di questa prova, che in ottica strategica, è chiaramente un pilastro fondamentale. Una doppietta che pesa come un macigno, perchè è la terza consecutiva. Quando il pilota deve fare la differenza e "pedalare", sempre per rimanere nel gergo ciclistico, la Citroen possiede il giusto tandem; quando invece bisogna concentrarsi sulle sfumature organizzative, la squadra fa quadrato ed offre ai propri piloti i giusti mezzi per concorrere al vertice. Insomma, Loeb ancora una volta al vertice, ha saputo giocare benissimo le sue carte e si conferma il miglior interprete della serie, ma in questo singolare frangente, non si tengono da conto voti più alti del nove, giacchè il successo è stato influenzato, in modo rilevante, da un'impeccabile condotta da parte del team, confermata poi dallo stesso Loeb. Quinta vittoria in campionato, già al pari dell'anno scorso e spicca il volo in campionato a +27






     
  5. F150

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    Mikko Hirvonen 8,5
    Un discorso alquanto analogo a quello fatto per Loeb: una prova molto buona, convincente, anche se poco briosa e brillante, ma almeno c'è la consolazione che in Citroen ha la possibilità di riprendersi in piena forma, la Ford sembra quasi un lontano ricordo del passato. Adesso è assicurato fra le posizioni alte della classifica, che contano. Tuttavia, un aspetto negativo c'è: è quasi stato consacrato scuderio del francese, Hirvonen, pur essendo un top driver, non ha quel ritmo per battere sul campo Loeb. Infatti, pur tenendo in considerazione il blocco della sfida interna nel rally oceanico, nella decisiva prima giornata non ha sostenuto la leadership in gara che aveva abilmente catturato nelle prime fasi a Latvala. Così dopo un buon inizio, ha solo rincorso il vincitore delle ultime otto stagioni del mondiale, senza portare a compimento il suo assalto, poi definitivamente arrestato, come si diceva inizialmente. Hirvonen, sa cogliere tutti i risultati buoni e raccoglie tutt'ora quanto può racimolare; può risultare interessante un paragone fra i punti salienti dell'Hirvonen 2011 e 2012, specie guardando all'atteggiamento mostrato in questo rally. Si può istituire un confronto fra l'Hirvonen capo squadra della Ford, che per vincere, dopo lo scotto del 2009, non ha puntato sulla velocità pura, ma sui punti in classifica. Rischiare è certo necessario per un pilota, per poter ambire in alto; malgrado ciò, la costanza negli ultimi anni si è rivelata fattore determinante; se nel 2011 era il mezzo per recuperare un divario raggiungibile solo per vie estreme, oggi, per il finlandese, implica gestire una quantità di punti decisamente maggiore, per staccare proprio gli avversari della sua ex squadra e permettersi di correre per la vittoria finale. In conclusione, il Rally Nuova Zelanda non dice nulla di nuovo: manca qualcosa per ottenere il primo successo e bissare quello annullato in Portogallo, ritratto dell'intera stagione, una mescolanza fra difesa e contrattacco.

    Petter Solberg 7,5
    In Nuova Zelanda Petter Solberg non è stato particolarmente perspicace, a partire dalla scelta controcorrente delle gomme dure, rifiutata da Latvala e adottata dal norvegese, opzione quanto mai penalizzante nelle prime quattro prove, precedenti al parco assistenza, sufficienti per escluderlo dalla lotta alla vittoria, avendo subito un distacco di ben un minuto e mezzo. Archiviato questo errore, che in condizioni impervie, fa parte della "partita" in gioco, ha sicuramente disilluso le speranze di vederlo rimontare, in quanto non ha tentato quell'azzardo che spesso comprende nella sua condotta di gara. Infatti, dopo i quattro cronometri disastrosi, pur migliorandosi, ovviamente, nella seconda fase, non è mai stato tanto incisivo per poter ambire ad un assalto "In grande stile", sul binomio di testa. Difficile comunque imputare colpe, la Ford è parsa in inferiorità anche tecnica, oltre che nel settore gestionale della gara, nei suoi aspetti globali. La partita, adesso, è assolutamente dura, ma Solberg è chiamato ad una sfida tanto importante quanto avvincente: ripartire dalla Finlandia da zero, e ricostruire ciò che è stato perso per strada, specie nelle ultime gare e deve logorare, in senso figurato, naturalmente, i suoi avversari per cercare la rimonta, la quale senza alcun dubbio sarà tribolata: ciò non implica che in sei gare non possa portare alla Ford almeno l'orgoglio di aver ricercato la rincorsa. Il nuovo team con Solberg, che dal 2013 potrebbe avere un altro pilota a fianco, a patto che la casa dell'ovale blu partecipi, si deve formare nel tempo. Il 2012 può essere una premessa, almeno per ridare vigore, per cambiare mentalità. Perchè questa Fiesta può crescere e ripresentarsi, assieme al team, al norvegese e con tutti gli errori, più forte di prima. Ci vuole più smalto e lucidità...

    Evgeny Novikov 7/8
    Prima si parlava di un nuovo pilota della Ford; indubbiamente lui è il candidato in lizza numero due, proprio dietro ad Ostberg. Secondo perchè, rispetto al norvegese, è mancato in qualche occasione, prestazionalmente è costante, nell'insieme di gara, ma non nei risultati in campionato; alterna degli ottimi piazzamenti nella top five a dei rendimenti incolori. Il bottino annuale prevede già una piazza d'onore che contribuisce all'ottimo, seppur temporaneo, quinto posto in classifica. Il vero Novikov, che aspettiamo da anni, un tempo maldestro, oggi assume tutt'altra sagoma. In Nuova Zelanda ha così consolidato la sua posizione, con quarto posto che ha il sapore della mezza vittoria: si è egregiamente difeso da Solberg nella parte centrale della gara, dovendosi poi arrendere a causa di un passo insostenibile. Il russo, però, trova alle sue spalle nomi di spicco, che, a differenza di quest'ultimo, hanno beneficiato di vetture evidentemente più efficaci, non possiamo non menzionare Neuville, che pur conquistando tre PS, ha pagato caro un setup non particolarmente stabile nelle prime due tappe, rincorrendo così in quella finale, senza però centrare l'obiettivo. Una prova quindi convincente, le cui fondamenta sono solide: l'ingrediente del successo è stata, ancora una volta, la costanza, che fino all'anno scorso era il tallone d'Achille di Novikov.

    Thierry Neuville 7,5

    Finalmente! Il suo secondo quinto posto ha origine da una prova non brillantissima, certo non paragonabile, nell'approccio alle prime PS, alle precedenti, ma se non altro, ha chiuso il suo primo rally nel WRC senza alcuna "disavventura", diciamo così. Iniziamo così il commento affermando che Neuville è un elemento del mondiale rally interessante ma ancora da scoprire. Come si accennava, "ha messo del fieno in cascina", non solo una top five, ma anche 3 PS, che ne ridimensionano la visione d'insieme della sua performance, positiva, ma che presenta alcune lacune. Certo, il Rally Nuova Zelanda nasconde molte insidie, specie sul bagnato, ma il suo, resta un esordio in gara decisamente negativo, ai margini della top ten, dopo aver disputato le primissime prove in quarta posizione. Feeling negativo o forse messa a punto ottimale: non è, d'altro canto, il primo ad aver sofferto difficoltà. Seconda giornata altrettanto poco convincente, insufficiente per andare a rincorrere Tanak in quinta posizione. Il belga, tuttavia, nell'ultimo giorno ha speso con energia tutte le sue forze (ed ovviamente, quelle della sua vettura) andando a ripescare l'estone, generando pressione all'avversario, il quale successivamente è uscito di strada. Si è dichiarato soddisfatto ed ha, nonostante qualche tempo non del tutto soddisfacente, assolutamente ragione. All'anno del suo debutto, ha surclassato i piloti junior a parità di conoscenza dei percorsi. Insomma, fino ad ora, è il "Rookie of the Year", che già ad osservare le prime gare, sembra pronto per agguantare un podio e chissà, forse il posto da ufficiale in Citroen di Loeb...
    Dani Sordo 6/7
    Sordo ci ha abituati, forse troppo spesso, a prestazioni ben superiore al potenziale della vettura: è così che il sesto posto non comunica alcuna sensazione. La Mini si presenta con un programma scarno e fino ad ora, nulla si è compreso dell'effettivo potenziale di questa Countryman WRC, che affidata ad Araùjo e Nobre, come team ufficiale, ha solo trovato cocenti crolli in classifica. Vedere lo spagnolo vincere tutto in Portogallo, dopo aver utilizzato il Rally 2, impressionava, specie dopo l'arrivo del sostanzioso e ricco pacchetto aerodinamico firmato Prodrive. Su asfalto, Sordo e Mini hanno composto un binomio tutto da seguire, con al suo fianco Meeke, perso poi nel 2012. Ripresa l'attività, con un secondo posto al Montecarlo, lo sviluppo è stato un pò incostante, causa la penuria di fondi. Il rally in Oceania poteva rappresentare il punto di svolta sullo sterrato, per far salire in alto, finalmente questa coppia che piace per la sua audacia, la grinta e la voglia di proseguire, nonostante l'atteggiamento da parte di BMW. Invece, qui si è verificata la caduta. Nulla di preoccupante, un rally atipico, che non è il giusto termometro per una vettura, la quale è comunque rimandata ai prossimi appuntamenti: deve crescere ancora, perchè la vetta di un monte la si conquista solo con impegno, talento e tempo ( oltre che, ahimè, denaro, appunto carente). Tornando alla gara, Sordo sin dall'inizio ha incontrato difficoltà rillevanti, trovandosi nella mischia dei privati a causa di tempi che non sfondano la barriera della top five. Anzi, il suo avvio si aggira proprio attorno all'ottava posizione, così come nella tappa due, dove non è avvenuto nessuno stravolgimento, nè sul cronmetro, nè in classifica. Solo in conclusione, come del resto sono riusciti altri piloti, ha trovato un'andatura accettabile, giunta in ritardo per pensare ad una top five. Sesto grazie ai ritiri, tanti aspetti negativi da curare, ma se non altro ha conquistato il traguardo a punti da gennaio, a seguito di una sfilza di ritiri ed incidenti.

    Jari-Matti Latvala 6-
    Non che ci fossero ormai speranze mondiali per Latvala, ma quella del finlandese è stata un'occasione sprecata per aiutare il compagno di squadra, obiettivo da egli stesso dichiarato come primario. Visto l'errore di Solberg nella scelta degli pneumatici, è rimasto sin dalla prima PS da solo a lottare contro la Citroen, in nettà superiorità tecnica. Sfida che, ad ogni modo, si preannunciava interessante, tutta da giocare con la pioggia. Dopo la prima PS, vinta da Latvala, la posizione arretrata di partenza ha avuto la funzione della "doppia lama": dopo una partenza con il fondo appena umido, dalle prove successive l'intensificarsi della pioggia, ha penalizzato il finlandese, che ha trovato il fondo più scivoloso e viscido. Gara danneggiata, ma non "distrutta", in quanto, nonostante ciò, ha saputo mantenere il contatto saggiamente, in vista di un contrattacco nelle giornate seguenti. Accortezza che è venuta meno sulla PS7, nella quale, uscendo di strada, è rimasto impigliato in una rete; ammontare complessivo del distacco subito pari a quasi cinque minuti, sei posizioni perdute nella classifica assoluta. Per quanto aggressivo, il recupero è servito solo per rimediare un paio di posizioni e la consolazione di aver segnato con Solberg una doppietta nella Power Stage. Latvala è chiaramente fuori da giochi, ma come già detto per il norvegese, è fondamentale cambiare approccio ad ogni gara, attaccare senza se e senza ma, costruendo la gara sui diretti avversari, evitando strategie decisamente opinabili, come avvenuto in questo rally. Intanto, il distacco aumenta...

    Armindo Araùjo e Ken Block 6+
    Miglioramento netto rispetto alle gare precedenti di questa stagione: pur essendo d'obbligo l'arrivo a punti, finalmente entrambi si sono rivelati più "equilibrati" nella condotta di gara, conservando quel passo necessario per poter viaggiare abbastanza regolarmente in top ten. Il portoghese ha bisogno di questi risultati, essendo ufficiale Mini (una formalità, a dire il vero); dal momento in cui dovrebbe rappresentare il volto nuovo di un campionato, è naturalmente necessario raggiungere buoni risultati su terra, per poter quindi trovare una posizione stabile in campionato: non giungono infatti punti dal rally del Messico. Sarà probabilmente positiva la seconda parte della stagione su asfalto, dove ha dimostrato buone qualità sin dall'anno scorso. Una prova che generalmente si può classificare come buona; un aggettivo che calza bene anche per la performance di Block, il quale, nel 2012, ha assolutamente voltato pagina rispetto alle magre figure dei due anni di debutto appena passati, concretizzando in punti le due gare fino ad ora portate a termine. E' entrato quindi nella lotta per i posti che contano l'americano: questo ridotto programma, rende decisamente meglio delle nove gare disputate nel 2011. Araùjo e Block, al di là dei comunque evidenti limiti, sono due esperimenti del WRC che cominciano ad entrare in funzione...

    Manfred Stohl 6
    Sei per l'austriaco, che torna nel WRC dopo cinque anni di stop dal mondiale: nel frattempo, è cambiata radicalmente la generazione delle vetture ed è assolutamente giustificata la sua prestazione, che per quanto modesta, allo stesso modo ha guadagnato l'ultimo punto in palio della classifica. Lo ha ammesso, tornando nel mondiale ha espresso solo due propositi: concludere la gara e "divertirsi", se lo si considera il verbo più proprio. Come si diceva, è una partecipazione del tutto straordinario, che non ha metro di giudizio, dal momento in cui non ha ambizioni stagionali, specie in un rally così difficile, a partire dalle condizioni atmosferiche. Il piazzamento avrebbe avuto maggior spazio di dibattito se collocato nelle prime otto posizioni...
     
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    CLASSIFICA PWRC

    Marcos Ligato 9
    In seguito ai problemi avuti in casa, rally peraltro valido per il PWRC, Ligato ha finalmente spezzato il tabù della vittoria e con questo risultato si infila a testa alta nella lotta per il titolo Produzione, che dopo un inizio a dir poco disastroso, due iscritti, è ritornato ad un livello più che sufficiente, lontano dai 21 partecipanti complessivi del 2011 (sia parziali, che a pieno a programma), ma ad ogni modo, la lista iscritti assicura sempre spettacolo fra le N4. Anzi, rispetto al dominio di Paddon del 2011, tutto è cambiato: sei piloti in lizza per il titolo, con gli ultimi di questo gruppo, Ligato e Fuchs, (5° e 6°) sono in realtà i più arrembanti della serie e probabilmente pronti a rimontare e a ridimensionare la classifica provvisoria. L'argentino, con questo splendido successo, come si diceva, si è riportato in gioco, ha rispettato le aspettative riposte nel suo talento, evidenziato in una performance eccezionale: primo dalla PS di apertura fino alla fine. Questo è un mondiale Produzione aperto, dove i distacchi fra il primo e il secondo in ciascuna prova si limitano ai secondi, mentre nel 2011 venivano costruiti su cifre ben più impressionanti. A eccezione della Nuova Zelanda, dove Ligato ha sempre mantenuto il pieno possesso della leadership. Un dominio assoluto insomma, che mette in rilievo l'esperienza dell'argentino, poco fortunato nell'esperienza WRC di un decennio fa. Evidentemente, i rally locali non bastano a Ligato: c'è voglia di competere in alto e questa prova del mondiale conferma tutta la bontà del suo grado agonistico: nonostante i 25 punti di ritardo in classifica, dal Rally di Germania, si comincia a lottare "sul serio". L'asfalto metterà in difficoltà quasi tutto lo schieramento, composto da terraioli, in particolare sudamericani. Potranno fare la differenza solo gli europei e ciò aumenterà la competizione, senza alcun dubbio...

    Subhan Aksa 7/8
    Una piacevole sorpresa del settore asiatico/oceanico. Aksa conosce questa fascia di rally fra Estremo Oriente ed Oceania, ha già partecipato nel mondiale produzione, ma con risultati modesti. Ritornato nella serie "per rimettersi in gioco", è riuscito fino ad ora a conquistare due piazze d'onore in appena tre partecipazioni. Non appare un vero pretendente al titolo, il Rally Nuova Zelanda ha messo in evidenza la costanza dell'indonesiano ma altresì la difficoltà di riuscire a battere i veterani del Produzione, fra cui Guerra, Gorban e Fuchs, le tre punte della serie, i quali si trovano decisamente a loro agio sulle N4. Manca quindi quell'incisività assolutamente fondamentale per strappare una vittoria agli avversari, anche se il ritmo regolare e positivo potrebbe aiutarlo a rimanere nella lotta fino alla fine. Il terzo posto provvisorio offre al pilota asiatico la possibilità di gestire con più flessibilità le prossime gare, per poter magari attaccare nel finale, anche se, come si diceva, non è ancora maturato abbastanza per impensierire i giganti della serie, che a loro volta, si sono messi in evidenza per incidenti imbarazzanti nonchè penalizzanti, complicando il corso del campionato.

    Ricardo Trivino 7 e Valeriy Gorban 7,5
    Due piloti spettacolari come Trivino e Gorban hanno mantenuto la loro tipica aggressività in questo rally, regalando una lotta decisamente combattuta. Il primo, pur senza commettere errori, ha subito un distacco pesante, tanto grave al punto da essere ripreso dal pilota ucraino, dopo un'uscita di strada, grazie ad un ritmo "martellante", comunque insufficiente per recuperare il podio. Trivino non ha mostrato un gran potenziale, mentre Gorban, secondo me, è l'indiziato numero per il titolo: ovunque consistente, riesce ad imprimere un ritmo al rally spesso troppo efficace per gli avversari. Sbaglia, il che fa parte della sfida, ma ha il potenziale tecnico per vincere con la sua Mitsubishi IX, la quale tutt'ora si rivela al pari anche della successiva, la X Evo.

    ALTRI

    Linari 6+

    Karlsson 7,5
    CLASSIFICA SWRC

    Hayden Paddon 8-
    Non abbiamo dubbi, lo ha mostrato in ogni prova, è lui comunque il vincitore di questo rally, anche nei fatti, molto probabilmente. Quei tempi segnati dagli avversari nelle ultime due giornate significano poco, ma in buona fede, crediamo che Paddon fosse il più veloce in casa, ha comunque lottato al vertice. Non possiamo però negare, che i 33 minuti di vantaggio hanno semplificato il corso del rally per il pilota oceanico. Sin dalle prime battute, si è trovato in una situazione vantaggiosa, da cogliere al volo: con tutti i rivali out, ha portato la sua vettura al termine, con ottimi tempi, ma senza quella pressione che spesso conduce all'errore determinante. Seconda vittoria fra le S2000, ormai si profila una sfida a tre: Andersson-Paddon-Breen. E' un Paddon competitivo, ma il dominio dell'anno scorso sembra sempre più lontano, evidentemente il salto di categoria lo ha portato con i piedi per terra...

    ALTRI

    Per Gunnar Andersson, Yazeed Al-Rajhi, Maciej Oleksowicz, Alister McRae : s.v.
    Rocambolesco ritiro di tutti i pretendenti al titolo S2000, che passo dopo passo, si completa con una lista iscritti tuttora magra, ma in crescita: non sufficientemente, basti notare che a causa della variabilità del meteo, ben quattro piloti sono stati condotti all'errore! Al di là del fatto curioso, l'evento implica per questi equipaggi l'obbligo di andare a riprendere Paddon, il quale, grazie alla sua seconda vittoria, si è portato in testa alla classifica, con la possibilità, almeno temporanea, di gestire gli avversari. Se non altro, è la giusta occasione per ridare vitalità alle S2000, per accendere il confronto, che sarà, d'ora in poi, ben più serrato, certo non caratterizzato da questi "regalini", se così possiamo chiamarli.

    CLASSIFICA RITIRATI

    Ott Tanak 5+
    Se pensiamo a tutti i punti persi, Tanak si troverebbe, con una condotta di gara meno irruente, a cavallo della top five. E' un talento puro, lo ha dimostrato sin dal 2011, nel campionato WRC, sia nell'ultima gara disputata con la WRC in Gran Bretagna. Sin dall'inizio ha conservato la quinta posizione, senza muoversi da essa, grazie ad un ritmo molto efficace, costante, forse fin troppo al limite per l'estone. Eppure, arrivati alle battute finali, Tanak è sembrato ormai pronto ad afferrare un quinto posto fondamentale per compensare le precedenti prestazioni, ma soprattutto per rivitalizzare la sua stagione e il morale stesso, fondamentale per proseguire nella seconda metà verso la strada giusta. Analisi non valida perchè ancora una volta ha dato prova di non riuscire ad imporre un passo distribuito in modo uniforme nel corso della gara, incappando in sconvenienti uscite di strada. Non dimentichiamo che è compreso nel progetto della Ford dei giovani: attualmente, con questi risultati, fra il trio Ostberg-Novikov-Tanak, l'ultimo ad essere considerato è proprio l'estone, in quanto inconsistente: infatti, manca proprio l'elemento chiave necessario alla casa dell'ovale blu.

    CLASSIFICA SQUADRE

    Citroen 10 e lode
    Da molto tempo ho escluso questo voto nel ventaglio di scelte, ma dopo una sequenza così positiva di gare, la Citroen merita a pieni voti questa lode, simbolo di una scuderia completa sotto ogni punto di vista: tattica, strategia e potenziale tecnico. Non aggiungiamo il valore aggiunto commerciale, dal momento in cui Citroen gestisce benissimo le risorse umane, con una squadra piloti efficace. La freddezza di fronte alla variabilità degli eventi è la chiave della vittoria quest'anno, dal momento in cui il WRC è funestato dalla pioggia. Diciamo, con poche parole, è una squadra a tutto tondo, inarrestabile sotto ogni punto di vista. Come si diceva negli spazi relativi ai piloti, Loeb ed Hirvonen lavorano in sincronia, giocano in una vera squadra, senza aspri confronti pressapoco letali per il costruttori, 2011 Loeb-Ogier docet. Non è quel che Matton vuole. Diciamo così la casa francese assume la sagoma di quella Ferrari che ad inizio dello scorso decennio, conquistò tutto, nessuno riuscì neppure ad impensierirla, salvo evenienze eccezionali. Un sistema, naturalmente, il quale pone le sue basi sull'idea del top driver, leader incontrastato nel team, aiutato da un fedele gregario. Niente rivoluzioni, insomma. Come si accennava, gli appassionati storceranno il naso di fronte a questo modello, che garantisce poco confronto e rivalità; non dimentichiamo però qual è la posta in palio, il team portacolori francese non lascia nulla al caso e la sua esperienza, si evince proprio da questi rally più difficili da un punto di vista dell'interpretazione. L'altra faccia della medaglia appunto è la Ford (5), che in questo rally ha sbagliato tutto. Anzi, la sensazione è che gli errori vengano compiuti da inizio stagione e che nulla sia andato per il verso corretto. Nel frattempo, la Citroen, non aspetta e monopolizza il bottino a disposizione...

    Mini 6
    Sei per la Mini, che in sostanza, viene rimandata al prossimo appuntamento. Poco convincente ed incisiva, in un rally altrettanto vago: neppure Sordo, comunque, non è riuscito a portarla in alto. Quel pacchetto aerodinamico di marzo è ancora tutto da scoprire, ma evidentemente manca il balzo di qualità sullo sterrato, a mancare sono purtroppo i fondi. La Countryman, ad ogni modo, ha un buon potenziale, su asfalto può dire la sua, lo ha spesso mostrato, rispetto ad una Ford che pecca in direzionalità e precisione. Siamo tutti in attesa di novità, se queste arriveranno...

    SPAZIO DEDICATO AGLI UTENTI

    Rally Nuova Zelanda 7
    Sette, non di più. Il Rally della Nuova Zelanda offre percorsi spettacolari, veloci e anche piuttosto insidiosi. Però, nella sostanza, la gara non ha offerto nulla di esaltante: fece meglio l'Australia, che si alterna con l'altro stato oceanico, nel 2011, con i ritiri mozzafiato di Loeb ed Ogier...

    La pioggia come presenza costante nel WRC
    ?
    Che cosa ne pensate di questa pioggia? Ha alimentato il giusto spettacolo oppure ha fin troppo mescolato i valori in campo?

    PAGELLE

    WRC

    Loeb ?

    Hirvonen ?

    Solberg ?

    Novikov ?

    Neuville ?

    Sordo ?

    Latvala ?

    Araùjo ?

    Block ?

    Stohl ?

    Ketomaa ?

    Tanak ?

    SWRC

    Paddon ?

    Andersson ?

    Al Rajhi ?

    Oleksowicz ?

    PWRC

    Ligato ?

    Aksa ?

    Trivino ?

    Gorban ?

    Linari ?






     

     
     

     
     
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    Stasera pagelle sintetiche del Rally San Crispino, più avanti arriveranno quelle del San Marino e poi nuovamente pagelle rapide per il Sibiului Rally. Con gli eventi di fine agosto/inizio settembre, l'ideale sarebbe ricollocarsi in linea ai rally, vista l'importanza di questi, quali Barum Czech Zlin, Adac Rally Deutschland, Wales Rally e anche San Martino di Castrozza...
    Naturalmente, buona lettura!
     
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    PAGELLE DEL RALLY DI FINLANDIA 2012
    WRC. FIA-Red Bull: un palese conflitto d'interessi.

    Premessa all'articolo:
    Il titolo è eloquente, nonchè suggestivo. Penso che l'obiettivo di chi scrive per passione, giornalista o appassionato che egli sia, debba essere sempre quello di scavare a fondo ed osservare l'altro volto della medaglia, ciò che magari viene dato per scontato. Socrate, noto filosofo ateniese, sviluppava l'arte retorica, mettendo in discussione la tesi che l'interlocutore difendeva, ribaltandone l'argomentazione. Ecco perchè, può essere interessante imbattersi in questa lettura: rivedere un aspetto, da tutt'altra prospettiva. Proverò quindi a rendere questo commento/analisi il più piacevole possibile. Seguiranno pagelle brevi e link a quelle complete. Buona Lettura!

    L'imparzialità, un valore spesso dimenticato.
    Imparzialità, una parola che purtroppo è sempre meno sinonimo di sport. Non è necessario guardare solo al rally, per comprendere che lo sport è sempre più legato al business ed al marketing. Ebbene, in questa attività, rafforzatasi negli anni, non c'è nulla, in principio, che possa danneggiare o lesionare la salute dello sport, anzi come andremo a vedere, si verifica un meccanismo di introiti, fondamentale, che offre la giusta scintilla per permettere al motore di avviarsi, per spiegare con una metafora automobilistica. E' tuttavia evidente che l'ingresso di questi può rafforzare la probabilità che l'equità, verso tutte le squadre, possa, in qualsiasi modo venir meno, specie se talvolta, viene a crearsi il cosiddetto conflitto d'interessi, fra la federazione in questione e la figura commerciale legata ad essa. In questa occasione, andiamo ad analizzare il caso della Red Bull, che tutti, come ben saprete, ha stretto un patto con la FIA, in seguito ad aver vinto l'asta per svolgere il ruolo di promoter, fondamentale per la sopravvivenza della stessa serie; battuta anche Eurosport, il quale supportà attualmente IRC e WTCC. Tuttavia, nemmeno i più ingenui, non si saranno accorti della presenza della casa austriaca dell'energy drink in due campionati di spicco: WRC ed F1; non vogliamo approfondire troppo l'aspetto relativo alla regina dell'automobilismo, in quanto non ci riguarda direttamente, ma verrà spesso citata per la sua ingombrante presenza in esso. Sono state abbastanza note le vicende sugli scandali di carattere tecnico, i quali si sono rivelati regolarmente e solamente inerenti alla Red Bull. Andiamo quindi ad osservare, molto rapidamente, i benifici comportati, comunque, da un promotore di rilievo, con un bilancio fortemente in attivo, qual è l'azienda austriaca.

    I benefici:
    Non è il caso di riassumere in punti chiave i vantaggi, in quanto sono tutti fondati "in linea teorica", è ancora troppo prematuro prevedere lo sviluppo di questa partnership. Procedendo, le agevolazioni, per uno sponsor così "pesante", sono svariate, a partire dall'effetto calamita verso le imprese, di qualsiasi genere, che intendono investire su un campionato il quale, in sostanza, ha un difetto di fondo: la visibilità, fin troppo scarsa. Ecco che le recenti crisi WRC, in materia di diritti televisivi, di liste iscritti, di partecipazioni ufficiali, se non si possono certamente eliminare con la "bacchetta magica", è comunque d'uopo cercare di ammorbidire queste complicazioni, sorte a cavallo fra 2011 e 2012, per provare a rilanciare il settore promozionale/ pubblicitario, che pur sempre in principio, sulla carta, dovrebbe dare stimoli ai restanti comparti. Ecco che la fetta più golosa, è stata senza dubbio proposta da Dietrich Mateschitz, patron dell'impresa. I retroscena, però, lasciano spazio a diverse interpretazioni...

    Red Bull: un percorso nello sport vincente.
    Beninteso, dobbiamo riconoscere, con i dovuti onori, il merito alla Red Bull di aver seguito un sentiero vincente nel mondo sportivo e in particolar modo automobilistico, prima nei panni pubblicitari, in seguito come presenza attiva, al punto tale che esistono dei campionati realizzati dal marchio medesimo. Ricordiamo quindi che supporta Citroen nel WRC in modo assai influente, è il main sponsor, il quale di fatto funge da pilastro, da fondamenta, che mantiene in piedi la struttura rallystica. In pista, si possono menzionare una quantità innumerevole di partecipazioni, ritengo che ormai gli enrgy drink abbiano preso il posto di quei dominatori delle livree del passato, i marchi essenzialmente produttori di sigarette e prodotti inerenti il tabacco. C'è però un esempio che spunta, che emerge rispetto agli altri: la Formula 1. E' innegabile che dal 2009, la Red Bull sia protagonista della realtà automobilistica celebre fra molti appassionati. Possiamo infatti evocare i due titoli costruttori, artigliati nel 2010 e nel 2011. In conseguenza a quanto appena affermato, dobbiamo analizzare, senza troppo soffermarci, su un lato dei successi che non brilla.

    FIA: Credibilità zero, crollo verticale del suo successo...
    In sostanza è proprio questo il problema: la Fia e la Red Bull non sono degli "incensurati", si sono già imbattuti in scandali i quali hanno messo in seria discussione la credibilità dell'automobilismo. Non parliamo semplicemente di un guaio interno alla F1, ma all'intero globo della Federazione, che rispecchia la sua immagine anche in altri campionati, fra cui lo stesso WRC. Ecco il discorso è anche questo: il marketing è fondamentale, ma come può essere promosso quando la FIA medesima si è resa protagonista di vicende molto dubbie? Il proprio impegno nel definire regole chiare e precise, la fermezza e l'intransigenza nell'applicare i regolamenti, sono solo le principali mosse che rendono una società sportiva apprezzata da un punto di vista esterno. Con una metafora, quale utilità avrebbe investire in uno stato fallace, privo di serietà? Paragonate i due sistemi e fate le dovute conclusioni. La Fia ha spesso esitato nell'applicare le norme vigenti, anche di fronte ad una RBR palesemente illegale. Nel frattempo, io propongo la mia visione dei fatti...

    Il commento:
    Insomma, ho offerto ai lettori un impasto della situazione attuale, da una prospettiva, diciamo così, realistica. Giusto consegnare i dovuti meriti, mettere in evidenza i benifici, ora proviamo però a certificare, in modo definitivo, l'avvenimento. Ho il timore, tuttavia, che sommando una figura in difficoltà ed in crisi con una in ascesa, il risultato sia scontato. L'aiuto di Red Bull, potrebbe avere un costo per la FIA, così come appare agli occhi di tutti che la federazione non è altro che il giocattolo delle grandi squadre. Da un decennio a questa parte, ne hanno ampiamente abusato per favorire e raggiungere il proprio scopo. Si dice, tuttavia, che il fine non giustifica i mezzi. Non qui, a quanto pare. Perchè se c'è una forza superiore, che ha in pugno più potere della stessa organizzazione, allora in tal caso i ruoli si invertono, per quel che concerne le scelte. Si può parlare di impotenza, di giogo, volendo estremizzare il concetto. Si può invece guardare allo svolgimento con più fiducia, sempre con un occhio di riguardo però agli "inciuci" possibili, tanto per citare un termine di carattere politico, qual è del resto la Fia. E' una sfida politica, non sportiva. Ritornando a questo sguardo, il WRC potrebbe seriamente rialzarsi, anzi, è indubbio che il sostegno porterà, a livello micro, una ventata di fiducia. Ma facciamo attenzione, perchè qualunque sia il futuro, come del resto si ipotizzava un ingresso del Qatar nella sponsorizzazione principale Citroen, l'organo principale potrebbe comunque essere influenzato. Appare, a mio avviso, qualunque sia l'esito di questo evento, paradossale, che un'impresa sponsorizzi colui il quale concede gli strumenti alla stessa. Vale a dire, con una metafora calcistica, che una finale mondiale di calcio venga giocata mediante un arbitro della medesima nazionalità di una delle due squadre. Fra i tifosi, sorgerebbero dei dubbi sull'imparzialità di giudizio...

    LINK ALLE PAGELLE COMPLETE:

    http://www.rally.it/forum/f24/pagelle-rally-wrc-5159-9.htm

    PAGELLE SINTETICHE:

    WRC- PRIMI NOVE CLASSIFICATI

    Loeb 9,5

    Hirvonen 8,5

    Latvala 7,5

    Solberg 7

    Ostberg 7+

    Tanak 7-

    Rantanen 7

    Ketomaa 6,5

    Prokop 6+

    S2000-MISTO

    Ogier 8,5

    Andersson 7,5

    Breen 10

    Lappi 8,5

    Kruuda 7,5

    Paddon 7

    Mikkelsen 6

    ESTERNI ALLA ZONA PUNTI-MISTO

    Neuville 7-

    Bresolin 6/7

    Atkinson 6

    Novikov 6

    WRC ACADEMY

    Evans 9

    Tidemand 8+

    Reeves 6/7

    Fisher 5+

    Ahlin s.v.

    SQUADRE

    Citroen 10 e lode

    Ford 5


     

    BREVE PREMESSA ALLE PAGELLE DEL RALLY DI FINLANDIA
    *Breve riassunto e/o introduzione alla gara.

    Diciamo che con il Rally di Finlandia, viene definitivamente omessa la parte della cronaca di gara. Troppo "pesante" e poco fluida. Piuttosto, può risultare interessante un'analisi di ampio respiro, un commento per ciascun pilota "su misura". Vi introduco quindi al Rally di Finlandia 2012, proponendovi qualche perla, un pò di "amarcord", che magari un pò tutti conosciamo, ma che messo in relazione al presente, può proporre alcuni spunti di argomentazione. Il rally Finlandia porta Loeb a classificarsi definitivamente fra i migliori anche nella gara che fino a qualche anno fa, era considerata un gioco interno ai piloti locali, si tratta della terza vittoria, seconda consecutiva. Bisogna solo spezzare il tabù della Svezia, dove comunque ha ottenuto un successo. Per tal motivo, propongo un commento -almeno per quel che concerne Loeb- il quale vuole scavare un pò nell'immediato passato, ma contemporaneamente mettere in luce i motivi di tale successo. Buona Lettura!

    CLASSIFICA DEI PRIMI NOVE CLASSIFICATI


    Sébastien Loeb 9,5
    Spendere parole per Loeb risulta sempre più difficile. Si può raccontare la sua performance, mettendola a confronto con l'intera carriera in Citroen, perchè la vittoria in Finlandia è una perla. Certo, se pensiamo al fatto che ci sono possibili protagonisti, quali Ogier e Sordo, fuori dai giochi per differenti motivi, il 2012 è iniziato decisamente con i favori dei pronostici per Loeb. Hirvonen, lo storico rivale dell'otto volte iridato, ha provato in diverse occasioni l'assalto al titolo, senza riuscirci, a causa anche di una Ford Fiesta un pò acerba, ma anche a causa di un approccio in gara prudente. Con l'ingresso del vice campione in Citroen, si è dimezzata la possibilità di innescare una lotta al titolo. E' evidente, la casa francese punta sul leader di squadra, perchè è quest'ultima a funzionare grazie al primo. In altre parole, un meccanismo che deve funzionare in modo reciproco. Chiunque conosca un pizzico di F1, può aprire un collegamento allo storico binomio Schumacher-Ferrari, il quale funzionava proprio secondo il sistema appena descritto. Come dire, i grandi successi ottenuti insieme non sarebbero stati ottenuti con l'assenza di un singolo elemento, in quanto fondamentale per costruire quel trio di componenti necessario, ovvero: Vettura-Pilota-Squadra. Loeb, a differenza dei suoi predecessori, ha condotto il team al successo, cucita, in poche parole, su misura. Il team Junior ha successivamente portato Ogier in Citroen, dando vita ad una scuderia dei sogni tutta francese, la quale, tuttavia, è durata appena un anno. Impossibile la convivenza fra i due "galli". In questo campionato si è spesso notato, Loeb si è imposto sul finlandese, ma quest'ultimo spesso ha perso l'occasione di duellare, a causa di ordini provenienti dalla casa pluricampione mondiale. Ecco, questa premessa conduce al Rally di Finlandia, lo spartiacque del WRC. In effetti, in casa, dal team mate, si attendeva una risposta, la quale è mancata, a sorpresa, considerando anche le dichiarazioni del francese, intenzionato a gestire. Invece, in primo luogo bisogna premettere che è stato un gioco interno fra i due driver in discussione; in secondo luogo, sin dall'inizio Sébastien Loeb ha controllato la gara, con distacchi peraltro molto limitati e contenuti. E' una performance che consacra, in via definitiva, Loeb in questo campionato. Se talvolta, in particolar modo nel 2009 e nel 2011, la sua posizione scricchiolava, anche per via di alcuni stravolgimenti, oggi, nel 2012 è ben salda. Non ho mai sostenuto chi ha proclamato con fin troppo largo anticipo Loeb per la nona volta campione, ma in effetti, nella sostanza, è stato il più consistente, sotto ciascun aspetto. Anche nei rally più ostici, la Scandinavia è l'esempio eccellente, ad eccezion della gara svedese, si è confermato al top. A dimostrazione tuttavia, di un WRC attualmente privo di stimoli, dal momento in cui Hirvonen ha rinunciato ad essere il top driver della Ford per puntare ad una vettura più competitiva. Perfino nell'università del rally, il Mille Laghi, ha dominato, seppur sul filo dei secondi. Tre vittorie in Finlandia, unico europeo riuscito nel tentativo; un altro record è stato battuto, adesso potrebbe accarezzare l'idea di abbatterne un altro, ovvero il numero di vittorie consecutive, che appartiene al pluricampione stesso, fermatosi a quota sei, quando il mondiale, nel 2005, era composto da 16 gare. Mi auguro che nel 2013, grazie a Volkswagen, possa riaprirsi la lotta. Ad ogni modo, in molti direbbero "il solito Loeb" per raccontare il Rally Finlandia con una singola proposizione, la quale in effetti raccoglie benissimo le parole fino ad ora utilizzate, le quali, ad ogni modo, si ramificano per accomunarsi nel medesimo concetto. Loeb, contro i rivali del passato o del presente che siano, si veda Solberg od Ogier, è riuscito, regolarmente, a conquistare il suo campionato. Spesso accade che l'arrivo di nuovi cadetti, portatori di freschezza alla serie, rimettano in discussione dei campioni, ma evidentemente, il francese, è un caso "endemico", unico nella sua specie, esclusivo.


    Mikko Hirvonen 8,5
    Hirvonen -ottimo secondo-, rischia di essere ricordato o definito, come si preferisce, per l'appunto, eterno secondo, quasi a ricordare quel Dani Sordo che non ha mai cancellato il tabù della vittoria. Mi sono dilungato nel confrontare la gara in Finlandia di Loeb con l'intera carriera: costruire una vittoria in casa degli scandinavi, lo sappiamo, è un'impresa di grandi proporzioni, specie guardando ai nomi del passato. I grandi finlandesi, Gronholm, Makkinen Alén, Kankkunen. Spesso i numeri sono impersonali, ma quando sono così significativi, hanno un gran valore, anche quando pescati singolarmente. Se tuttavia mi soffermo per leggere i nomi europei, mi accorgo allora che la pasta di Loeb, è tutt'altra, specie ricordando le grandi imprese di Sainz e Auriol. Passando alla realtà concreta, più che astratta, questo breve slancio conduce ad Hirvonen, vale a dire che il vice campione 2011 si è trovato, sin dalla vigilia dell'appuntamento extra-continentale, di fronte ad un rivale - lo ricordiamo, il peggiore è il proprio compagno di squadra- così arduo da sconfiggere. In realtà, ha tallonato l'alsaziano, lasciando per strada una manciata di decimi per prova. A dire il vero, il grande ma altrettanto irrisolto problema, è la ricerca immediata del ritmo, del passo gara. Basti pensare che in tre prove, mi riferisco alle tre iniziali, si è deciso l'intero rally, dal momento in cui egli ha accumulato un distacco maggiore a quello finale, per l'appunto in appena 30 km. La difficoltà dei percorsi è aumentata, è ritornata la Ouninpohja che attrae una gamma decisamente ampia di appassionati, per il suo fascino "rallystico". Certo, che ben si intenda, nulla nel mondo dell'automobilismo si decide allo start di un evento, ma peccare, per un solo istante, di sufficiente incisività, ha un prezzo altissimo, con un Loeb che, anno dopo anno, aggiunge un tassello in più al proprio Palmares e alle proprie doti, dimostrandosi, per quanto veterano, un driver in crescita. Difficile ricordare nell'immediato passato un rally che ha le sembianze di un gran premio, a causa dei distacchi ristretti nell'insieme della top ten, limitati da circa dieci secondi in prove di 15 km in media. Immaginiamo quindi che cosa possa significare trovare il ritmo in ritardo per un top driver. L'anno scorso c'era spazio per gli exploiter, anche locali, ma il 2012 sembra calzare appositamente ed esclusivamente per gli ufficiali, in particolar modo la Citroen. Succede quindi che i piloti posti sotto pressione, ovvero i diretti incalzatori, siano costretti ad applicare un inseguimento ad oltranza. Hirvonen è stato l'unico a riuscire nel tentativo, ma il francese ha scongiurato ogni tentativo di rimonta. Al di là quindi delle attenuanti, a mio giudizio, emerge proprio dai dettagli, dalle finezze, da quei particolari microscopici, ancor prima che macroscopici, il vero vincitore di un evento, il talento puro. E' insomma, colui il quale riesce improvvisa e contemporaneamente raggiunge quella perfezione che appartiene a pochi. Ahimè, da questi aspetti, si denota la vera, ma ampia differenza da Loeb rispetto al restante schieramento. Hirvonen, comunque, merita un voto alto in quanto è stato l'unico realmente capace di ridurre al minimo questa differenza, ad un livello assai limitato, ma il nove resta distante, per prove di questo carattere. Inoltre, una grande occasione di rimonta è stata gettata al vento, per quel che concerne il campionato.
     
  9. F150

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    Jari-Matti Latvala 7,5

    Difficile imputare troppe colpe al binomio Ford, specie a Latvala, il quale ha dato l'impressione di voler raggiungere la testa della gara a qualsiasi costo, per difendere l'onore della casa dell'ovale blu. Di fronte ad una Citroen che riesce ad inanellare una doppietta dietro l'altra, pare ad ogni modo evidente che due specialisti della Finlandia, quali Latvala (in primis) e Solberg, non siano riusciti ad agganciarsi alla lotta. E' stata, in altre parole, una prova molto tecnica, che nonostante la sua difficoltà, come si accennava in precedenza, ha visto distacchi ridotti fra gli ufficiali. Per lo schieramento Ford, è stata una rincorsa inutile; alla vigilia, le premesse invece indicavano proprio quest'ultima come favorita, per poter tentare l'ultimo nonchè disperato al titolo mondiale. D'altro canto, da un punto di vista strategico, le scelte compiute dal comparto strategico sono state assolutamente corrette e condivisibili: tallonare, in quanto a posizione di partenza la Citroen, inserendosi fra le due vetture avversarie. Qualcuno potrà considerare poco aggressiva la scelta, ma sicuramente coerente: troppi sono stati gli scotti recenti, a partire dall'ultimo rally in Nuova Zelanda. Imprevedibile, inoltre l'incolore prestazione della Fiesta, la quale evidentemente rischia di accumulare un gap di carattere addirittura tecnico. Un esempio, è la sospensione portata da Citroen ad-hoc per l'appuntamento dei Mille Laghi, che risponde nel modo ottimale alle sollecitazioni e ai frequenti bump tipici della Finlandia. Da osservare altresì il divario che è cresciuto con un'aliquota quasi fissa, puntuale, regolare, come dire che per Solberg & Latvala è stato impossibile scavalcare i propri limiti. Quest'ultimo ha offerto il massimo di sè stesso, guidando in modo pulito e come egli stesso ha dichiarato, ai limiti delle proprie forze. Volendo offrire un feedback, direi che questo Latvala piace, direi quasi trascinatore, mattatore della squadra, ma queste valutazioni si compiono annualmente e vengono, con puntualità, deluse dallo stesso. Il binomio è sempre stato appassionante, Ford assieme ai suoi piloti, comunica al meglio con il pubblico, ma sembra una storia destinata a svanire, senza aver conquistato neppure un campionato "in coppia". La Volkswagen, il probabile e successivo passo in avanti del vice campione 2010, è assolutamente fondamentale per voltare pagina. Perchè ormai fra l'essere un incompiuto ed un campione c'è poco spazio.

    Petter Solberg 7

    Il Solberg delle ultime gare non fa più sognare. Se ad inizio stagione si è imbattuto in rimonte spettacolari in seguito ad una sequenza non proprio "fortunata", caratterizzata da forature, negli ultimi rally è totalmente mancato. Proprio nel momento in cui doveva invece mostrare l'effettivo potenziale che risiede nel norvegese. Quest'anno ha colto solo qualche podio, ma la performance mostrata nel ventaglio di inizio stagione non si è ripetuta, quando, per l'appunto, si è avvicinato il momento di posare delle fondamenta su una rimonta non di tipologia "tattica", alle quali spesso ci ha abituato, quanto più che altro su un recupero "strategico", complessivo, concernente l'intera classifica; invece, come nel 2011 (tuttavia giustificato da una vettura privata), il crollo prestazionale è stato verticale a metà dell'opera. Perchè se la Ford si è trovata in palese difficoltà in Finlandia, Solberg ha ulteriormente danneggiato il risultato della squadra, senza imporre un ritmo decisivo, risolutivo; anzi, ha subito l'iniziativa del compagno Latvala, il quale se si trova a suo agio in casa, proviene tuttavia da una stagione difficile. Inizialmente, il campione mondiale 2003 si è presentato come la guida della casa dell'ovale blu stessa, grazie alla sua nota esperienza. La Ford rappresenta per il norvegese il secondo tentativo in una casa ufficiale, in seguito al percorso intrapreso con la Subaru. E' una chance, in altre parole, da non buttare. La possibilità di vincere ancora un numero limitato di gare c'è tuttora; però bisogna osare e rischiare. E' un prerequisito assolutamente essenziale, specie supponendo che in Finlandia (ndr, anche in Germania) la prova di Solberg & Ford è stata condotta all'insegna dell'arrendevolezza e remissività. Forse uno dei cali più bassi degli ultimi anni, specie del 2012. Si può ancora ridimensionare la prospettiva di quest'anno da ufficiale: il norvegese, dal suo canto, è capace di sfoderare prestazioni impreviste, il Rally Acropolis 2011 non è affatto lontano nella memoria...

    Mads Ostberg 7+

    Gara dopo gara, Ostberg diventa sempre più una figura di peso, una fetta del WRC "che conta". La sua presenza ormai regolare nella top five dimostra la sua completa attitudine verso il passaggio ad una squadra ufficiale, scelta attesa da fin troppo tempo. Ha preso il posto di quel Solberg che sapeva "stuzzicare" i grandi. Quest'ultimo verrà ricordato per la sua tenacia, mentre, attualmente, il pilota M-Sport è protagonista di una progressione eccezionale, straordinaria. Non conta ritiri, nè presenze esterne ai primi cinque; una crescita verticale, tutta in discesa, la quale lo conduce certamente ad ambizioni ben maggiori di quelle attuali. Merita di essere ancora evidenziata una prova, che se pescata singolarmente, può apparire molto simile, in quanto a condotta, a quelle precedenti del 2012, il cui punto di forza è la regolarità, ma è altrettanto nota la difficoltà del Rally di Finlandia. In altre parole, con dei locali peraltro molto agguerriti, il quinto posto è da incorniciare. Così come la serie di podi ottenuti nel corso della stagione. Direi che ha raggiunto il culmine della sua maturazione; per ricollegarci, all'incipit del commento, possiamo quindi concludere affermando che Ostberg è un pilota completo in ogni sfaccettatura; lo ricordiamo, come Novikov, per un inizio di carriera molto turbolento; oggi, proprio come quest'ultimo, si distingue per una visione di gara "da veterano", senza rinunciare ad un ritmo che convince. Ragionando, più in dettaglio, sulla performance finlandese, è stato più volte ribadita l'impossibilità di agguantare gli ufficiali, unici a mantenere un passo gara forsennato. Escludendo la foratura, il cui gap si può quantificare in 40 secondi, il distacco sul passo competitivo di due minuti appare in assoluto contenuto e non troppo dilatato. Consideriamo infatti, che quella di Ostberg, è stata una prova condotta in solitaria: troppo lontani i due team di testa, così come gli altri privati, a conferma dell'argomentazione svolta in alto. E' stato un rally che ha premiato solo coloro i quali si sono avvicinati maggiormente alla perfezione; obiettivo attualmente irraggiungibile. Su terra, tuttavia, compete con la Mini ufficiale di Sordo. In classifica, si può infilare davanti ad entrambe le vetture delle casa madre Ford, ottenendo un risultato storico, fin troppo evidente per non essere considerato. Un'opinione riassuntiva? Ostberg è ciò che serve alla Ford, concretezza, il primo dei grandi problemi che attanagliano la squadra gestita da Wilson.

    Ott Tanak 7-

    Detto di Ostberg, l'inseguitore diretto di Ostberg in gara, non è altrettanto efficace in ottica campionato. Vale a dire, è un successo tattico, non strategico. Tanak è uno dei piloti più interessanti, ricorda qualche volta Galli, competitivo su asfalto, terra e neve, ma spesso fin troppo irruente per poter ambire a risultati di classifica ambiziosi. L'estone ha impressionato nella serie SWRC, sfiorando il successo, conteso con un pilota dall'elevato valore come Hanninen. Oggi, in seguito alle prove disputate, abbiamo un quadro chiaro della situazione: siamo di fronte ad un driver, che in termini di potenziale, esprime il meglio di sè. Come dire, per essere al debutto, non ha deluso le aspettative...ma solo parzialmente. Sono troppi gli errori che si contano di gara in gara, la sua posizione in classifica, esterna alla top ten, ne è la testimone principale. Una sola top five per un pilota che invece ha mostrato anche di poter sfoderare tempi da top driver (ndr, si veda Rally di Germania). Ad ogni modo, 7- rispecchia un voto di fiducia all'estone: spesso abbiamo valutato le sue performance appena sufficienti proprio per due aspetti che non trovano il giusto equilibrio. Essendo il Rally di Finlandia, come già definito "uno spartiacque", è assolutamente possibile che sia in grado di agguantare un podio entro la fine del 2012. Poi, è noto quanto sia competitivo il mondo del WRC ed emergere è fondamentale; per poterlo fare, naturalmente, bisogna ricercare risultati sul modello del sesto posto finlandese, un ottimo punto di partenza. E' ancora in corsa per un sedile da ufficiale, anche se del trio Ostberg-Novikov-Tanak, sembra in assoluto il meno favorito, a partire dalla precaria esperienza.

    Matti Rantanen 7

    I locali, ancora una volta, si distinguono nel migliore dei modi in casa. Forse non come nel 2011, quando Ketomaa e Rantanen diedero spettacolo nella prima PS, sorprendendo le attese iniziali. Quello fu un fuoco di paglia, in quanto successivamente i due si ritirarono in due incidenti separati, peraltro piuttosto violenti.Come già detto,l'audacia dei finnici è unica nel campionato. Sono quasi una categoria a sè stante. Partecipano da protagonisti e se consideriamo l'andamento della gara di Rantanen, l'obiettivo è stato colto nel pieno del suo significato. Non è stato, appunto, un guizzo, una prova da outsider locale, bensì una performance dettata nonchè regolata dal desiderio di raggiungere al traguardo con un passo competitivo. Un numero sempre più ampio di locali, compromette sempre di più il raggiungimento di risultati di altissimo prestigio e rilievo, come il quinto posto ottenuto tre anni fa. Esprimendo il concetto in poche parole, si può dire che i locali del Mille Laghi, a ciascun appuntamento, non deludono mai le attese, anche in un'occasione come questa, dominata dai più esperti. Una conferma che si ripete negli anni e che ha portato il connazionale di Rantanen, Ketomaa, a disputare un piccolo programma insieme a Ford nel WRC. In sunto, la costanza, ancora una volta, ha premiato.

    Jari Ketomaa 6,5

    Se abbiamo chiuso il commento relativo a Rantanen concludendo che la costanza premia, effettivamente si potrebbe dire lo stesso per Ketomaa. Tuttavia, dobbiamo tener da conto lo spessore del locale, che si è sempre messo in luce nelle gara mondiale in Finlandia e se non altro, in occasione dell'appuntamento casalingo. Anche perchè in un totale di quattro gare fino ad ora disputate, solo due sono state concluse in zona punti. Possiamo certamente affermare che confrontando l'andamento stagionale con l'ultima performance, quest'ultima è sicuramente quella che spicca, ma d'altronde, la ventunesima posizione attuale in classifica generale, è in assoluto inaccettabile da un driver che in linea teorica, si colloca ad un livello medio. E' quindi l'occasione giusta per fare il punto della situazione, il cui, allo stato momentaneo, vede Ketomaa al di sotto delle aspettative riposte in egli. Si prospetta quindi un'uscita dal WRC nel 2013 e magari un ritorno al contesto dell'Estremo Oriente, dove può rilanciarsi, in funzione della carenza di feeling con la vettura e con gli pneumatici, ricordiamo, DMACK.
    Martin Prokop 6+

    Sempre per proseguire il discorso sulla regolarità, Prokop raccimola altri due punticini proprio grazie alla retta del passo gara, la quale indica con molta precisione il progresso del pilota ceco, che con un'impressionamente miglioramento, in quanto effettuato per piccoli passi, torna dopo una gara di stop in zona punti. Credo che quest'anno, per figurare nelle prime posizioni, ancor più che negli anni passati, sia sempre più secondaria l'importanza della prestazione assoluta. Il 2011, il 2012, evidenziano una serie di piloti come Prokop, i quali puntando a raccogliere punti colgono puntualmente la top ten; è un sistema favorito senza dubbio dal nuovo calcolo dei punti proposto dalla stagione appena passata. La Finlandia aiuta quindi il ceco: la settima posizione, rafforzata dal nono posto appena ottenuto, davanti ad almeno quattro piloti nettamente superiori in termini di velocità pura, quali Neuville, Sordo, Al Attiyah e Tanak. Una risposta secca a chi lo accusava di essere entrato nella categoria regina fin troppo presto.

    CLASSIFICA S2000

    Sébastien Ogier 8,5

    Penso che ormai sia sempre più chiaro ed evidente l'elevata classe di guida di Ogier. Chi avrebbe mai scommesso a fine 2011 su un suo impegno con la casa tedesca? E' un'affermazione un pò profana, azzardata, da prendere con le pinze, ma il francese vuole chiaramente seguire le gesta del suo connazionale, che sul campo lo ha sconfitto con decisione. Iniziare da zero è stata la parola d'ordine, per seguire le gesta del driver, diventato ormai un grande nemico. Difficile dire se nei prossimi anni ci sarà una lotta fra i due: certo è che Ogier si è posto l'obiettivo di costruire una squadra attorno a sè. A partire dal 2012, rampa di lancio per Volkswagen e per lo stesso francese, per posare delle fondamenta sia sul progetto da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista strategico sarà importante dare vita ad un gruppo di lavoro efficiente. L'unica, ma grande certezza, per ora, si chiama proprio Sèbastien Ogier, il quale, nonostante il mezzo dai notevoli limiti, qual è una S2000 vicina al pensionamento, entra in zona punti da ben cinque gare (ndr, sei con il Rally di Germania, 6° assoluto) e per l'appunto in Finlandia, evento che annualmente è segnato dalla presenza di numerose WRC, grazie ad un comportamento molto omogeneo lungo il percorso, che ha consentito all'ex pilota Citroen di battere sul campo diverse WRC, seppur tallonato a lungo da diversi locali, fra cui Esapekka Lappi su S2000; tuttavia, la visione complessiva di gara di Ogier ha avuto la meglio, a dimostrazione che sono una serie di valori a rendere il pilota superiore; senza dubbio il pilota Volkswagen è maturato sotto diversi punti di vista e non abbiamo allo stesso modo riserve sulla bontà del suo futuro programma.

    Per Gunnar Andersson 7,5

    Andersson è senza dubbio il simbolo di una Proton (8+), la quale, nonostante la perdita di un "pezzo grosso" qual è Basso, ha puntato tutto sullo sviluppo del mezzo, il quale a sua volta ha mostrato già la sua bontà, ma fin troppo colpito da "guai" di carattere tecnico, di svariata natura. Invece oggi Andersson si avvia ad essere il pilota più accreditato del Super2000 World Rally Championship (SWRC) per il successo finale, dal momento in cui si è mostrato complessivamente superiore a Breen e Paddon, diretti rivali per il titolo, oltre che disporre di un ridotto vantaggio di punti, sei, contro il diretto inseguitore. In Finlandia ha gestito in modo ineccepibile la sua performance, senza puntare, come i drivers citati, al risultato assoluto in modo frenetico è un pò frettoloso. Emblema di un Andersson da considerarsi ormai un vero veterano della sua specialità. Promosso Salo (6+), ma non a pieni voti: troppo evidente il gap a parità di mezzo.

    Craig Breen 10

    Il dieci di Breen non è affatto simbolico. Apprezziamo in primo luogo il coraggio, assolutamente encomiabile: non avrei mai pensato di vedere l'irlandese, a meno di due mesi dalla tragedia del Targa Florio, tornare in PS. Penso che sia una sensazione difficile da esternare, per tutti. In secondo luogo, sono le modalità con cui è rientrato nella serie a impressionare. Dopo poche prove di "rodaggio", si è subito lanciato alla caccia della leadership. Una freddezza, nonchè un equilibrio psicofisico unico nel suo genere. Breen conserverà e meriterà un piccolo spazio nella storia del rally, indipendentemente dal risultato, per essere stato indomito nel compiere una scelta di vita. E' un discorso che vuole andare oltre al commento, perchè la situazione vissuta da Breen è da "Libro Cuore". La resistenza di carattere psicologico riporta alla mente di ciascun individuo anche le sollecitazioni morali a cui è un posto un pilota. In uno sport sano qual è il rally, la solidità in quest'ambito è sempre stata forte: la solidarietà ne è un elemento portante. Si è ritirato dopo uno spaventoso rollio, ma di fronte alla prova disputata, non ha praticamente importanza: lo stupore non è stato ancora del tutto smaltito...

    Esapekka Lappi 8,5

    In molti si sono affrettati a definire Lappi una stella nascente del rally e in effetti, il nono posto all'Ouninpohja, percorso che distingue i buoni piloti da quelli eccellenti, si veda capitolo Galli, il nono posto in PS, in un rally con un numero elevato di WRC e soprattutto di veterani, ne dimostra assolutamente il livello agonistico. Si legga l'articolo seguente, che riassume efficacemente i cinque punti principali della gara (
    http:/.rally.it/wrc-finlandia-ecco-i-5-punti-chiave-del-2012/). Per capire i fenomeni, bisogna sempre studiare le cause, ciò che avviene precedentemente al fatto in questione: la risposta verrà subito offerta. Esapekka Lappi è il dominatore della stagione 2012 della serie nazionale finlandese. Certo, essa non raccoglie tutti i talenti locali, ma ad ogni modo l'emersione è avvenuta già diversi mesi fa. Senza che nessuno, in Europa, se ne accorgesse. Il duello con Ogier è una delizia, un dessert. Un combattimento da "gran manico". Combattività è l'ingrediente, per fortuna, tuttora primario nel rally. Il futuro, per questo ventunenne, è tutto in discesa. La gara in Germania ne è una prova, essendo del tutto eccezionale.
    ALTRI:

    Karl Kruuda 7,5

    Hayden Paddon 7

    Andreas Mikkelsen 6
     
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    CLASSIFICA MISTA

    Piloti esterni alla zona punti:


    Thierry Neuville 7-

    Sette meno è il voto che trovo nel giusto compromesso fra la performance offerta, molto buona e l'ennesimo crash, che ha intralciato il probabile buon esito della prova. Ormai Neuville è una certezza sul ritmo gara: si può affermare senza timore di incappare in un'analisi superficiale o troppo riassuntiva, che il belga della Citroen è una presenza fissa nella top five, in quei cinque posti che per un mondiale così competitivo, sono molto stretti: quattro/cinque vetture ufficiali ne occupano abitualmente quasi tutti i posti, poi vanno considerati quei privati che il WRC lo conoscono bene al punto tale da poter ampiamente prevalere. Si veda Ostberg e Novikov. Detto di Tanak, precendetemente, l'ex driver di Kronos Bel-Lux non è semplicemente un outsider, un pilota che "inventa", come si suol dire nel gergo, prestazioni inaspettate. E' una figura che si addice più all'estone (ndr, si veda il Rally di Germania). Con appena quattro risultati in zona punti, ha mostrato costanza nei tempi cronometri, in tutti gli appuntamenti: tuttavia, solo ad eccezione del Rally di Nuova Zelanda, ciascun evento è stato funestato da incidenti e problemi di varia natura. L'irruenza, certamente, è parte di ciascun pilota giovane. Risulta quasi inutile, per la sua ovvietà, il discorso secondo cui un debuttante debba dare il massimo per mettere in evidenza il proprio talento. E' naturale e quindi Neuville, sarà, ad ogni modo, giustificato in questa prima stagione. Il passaggio dall'IRC è stato brusc. Ciò che più interessa, o almeno incuriosisce gli appassionati è il suo futuro. Sarà capace di ottimizzare o per meglio dire, concretizzare un potenziale nascosto, che di fatto, deve ancora esplodere? La risposta non è affatto scontata: drivers quali Ostberg e Novikov sono riusciti nel salto di qualità, ma ci sono altri esempi di un fallimento. Il belga, comunque, con la gara finlandese, ribadiamo, è l'università del rally per eccellenza, si conferma un pilota di ampie prospettive. Lo sterrato, che non ha mai "digerito" in passato, oggi è invece un pilastro del suo repertorio. Cresciuto senza se e senza ma.
    Edoardo Bresolin 6/7
    Un mezzo punto in più perchè questa vettura per l'italiano è quasi una novità, ad eccezion fatta per il Rally della Marca che ha disputato a giugno con la Fiesta WRC. In realtà il suo inizio non è stato particolarmente convincente, anzi, insufficiente, per via del distacco a tratti imbarazzanti, dal momento in cui ha subito anche l'iniziativa di diverse R2. Poi è iniziata un avanzamento positivo, attraverso il quale ha scalato la decisamente ripida montagna composta da avversari altrettanto agguerriti, raggiungendo l'ambizioso obiettivo della top 20, con la Fiesta RRC. Il dato più interessante è quello che poi conferma, certifica che Bresolin necessita solo della giusta esperienza dei tracciati internazionali. Lodevole, ciò nonostante, il coraggio di uscire dai confini nazionali per il WRC, peraltro in Finlandia. L'obiettivo traguardo è stato conseguito. Adesso deve accendersi la "cupidigia" per piazzamenti rimarchevoli, target che si può agguantare in Galles, dacchè la lista iscritti si è rivelata molto povera. E' comunque piacevole, come già si accennava precedentemente, che ci sia ancora una categoria di piloti giustamente supportato, come Bresolin, che scelga gli sterrati impervi dell'Europa per quella che attualmente si può catalogare come "avventura". Nel futuro, visto il passo discreto, allineato a quello di diversi driver di buon livello, si potrà parlare di una seria esperienza, magari con la WRC...
    Chris Atkinson e Evgeniy Novikov 6
    Un sei politico, diciamo. Perchè la classe non scompare, perchè sono due piloti dal "piede pesante", che nonostante l'assenza del primo dalle competizioni che contano, quelle del WRC e il secondo, pur considerando il periodo complesso che sta attraversando. Certo, il sei include la croce e la delizia di entrambi, una performance solida, la quale ha consetito ad entrambi di entrare senza difficoltà nella top 8 e contemporaneamente due uscite di strada distinte, considerevoli nel danno, che hanno, ancora una volta, evidenziato le insidie nascoste dal percorso del Mille Laghi. Atkinson ha dichiarato di voler proseguire nel WRC, dopo una stagione di successi nell'APRC, mentre Novikov, è chiaramente in ricerca del secondo sedile della Ford. Chi la spunterà? Cicerone diceva "Ognuno prepara la propria fortuna". A buon intenditore, poche parole...
    ALTRI:

    Ken Block 6-

    COMMENTO RIASSUNTIVO-WRC ACADEMY

    Elfyn Evans 9
    Si chiama Evans il candidato al titolo Academy più quotato; esce sempre più di scena Fisher, favorito dai pronostici pre-campionato e, a sorpresa, è spuntato un pilota britannico fino ad ora non troppo conosciuto. Certamente meno di Fisher, che ha già lottato per la serie nel 2011. Bisogna subito premettere che il livello della stessa si è comunque abbassato, la perdita di "manici" come Breen, Kaur e l'asfaltista Lemes-Macias, ne ha impoverito il numero complessivo e successivamente, si è facilmente denotato l'ampio regresso da un calo d'interessi verso la stessa. Senza divagare troppo nel commento, il monopolio Ford ne ha danneggiato l'efficienza, così come l'efficacia. Ciò non vuole certo sminuire la gran gara svolta dai protagonisti, anzi, è sono indubbie le qualità e le virtù di questi equipaggi, che si lanciano in un'avventura tutt'altro che facile. Evans ne è l'esempio, dal momento in cui ha dominato dall'inizio alla fine l'evento. Attenzione a valutare superficialmente la categoria, che seppur non consigliabile rispetto ad altri campionati, gode, qualunque sia la sua salute, dei migliori percorsi al mondo. Tidemand ( 8+), Reeves (6/7), Fisher (5+), Ahlin (s.v.) ne sono gli indiscussi protagonisti e fra questi, nonostante la discontinuità di prestazione, ci sono a dispetto di ciò che è stato appena affermato, buoni elementi per il futuro.

    CLASSIFICA SQUADRE

    Citroen 10 e lode
    Poco da discutere, Citroen è indisturbata nella sua vincente opera. A dirla tutta, solo la neve svedese e il diluvio portoghese ne hanno messo in discussione la leadership. Gare atipiche, da duelli "rusticani", un survival, in altre parole. Quando però sono emersi i valori tattico/strategici di squadra, la qualità tecnica di una vettura, nei suoi comparti aerodinamici e meccanici, oltre che le doti purissime, la sensibilità, la pulizia di guida, la velocità assoluta dei piloti, probabilmente i migliori nel WRC nel raggruppare insieme queste abilità. Non dimentichiamo, infatti, che Loeb e Hirvonen sono senza alcun dubbio i più esperti della categoria, coloro i quali conoscono meglio la realtà mondiale. Il dieci è giustificato dalla doppietta in una località come la Finlandia, che per consuetudine vede una lotta aperta anche alle Ford ed ai locali. Invece la lode vuole trasmettere tutta la completezza della performance della casa francese, un dominio costruito sulla superiorità tecnica, in questa occasione. Latvala e Solberg "le hanno provate tutte", come si suol dire, senza successo. La nuova sospensione posteriore, made in Mestelan-Pinot, dt Citroen, molto flessibile e reattiva rispetto alle forti sollecitazioni provocate dai bump finlandesi, è la metafora di una stagione che non ha storia per la Ford. Anche grazie all'eliminazione della vecchia regola sull'ordine di partenza, una sorta di balance of performance. Di questo però, ne parleremo in un prossimo articolo. Ahimè, ne paga la competizione; siamo tutti in attesa di Volkswagen, Toyota e chissà, forse anche Hyundai...

    Ford 5

    A questo punto la situazione per la Ford è sempre più negativa, l'unica speranza di tenere in piedi la lotta al titolo era proprio rappresentata dalla Finlandia, fondo sul quale i piloti dell'ovale blu potevano fare la differenza e limare il distacco dai primi, per slanciarsi in classifica e ritornare alla rincorsa del duetto di testa; invece questa è stata l'occasione per sprofondare nel buio pesto, perchè sappiamo anche che questa Fiesta, a causa di problemi non ancora noti, sull'asfalto è in difficoltà, con due piloti che non sono certo gli asfaltisti per antonomasia; probabilmente Sordo, con una Mini anche discretamente competitiva, punterà al podio e farà il gioco della Citroen (ndr. l'andamento descritto si è parzialmente verificato, Sordo ha infastidito Solberg stesso, nell'ADAC Rally Deutschland, salvo poi fare ricorso al Rally 2). Penso che manchi proprio maturità nella squadra: i piloti in Finlandia sono stati impeccabili, la scelta delle posizioni di partenza è stata giusta, si è puntato ad uno schieramento alternato con Citroen, anzichè tentare strategie piuttosto opinabili, si veda capitolo Nuova Zelanda. Con le Ford che giocano a danneggiarsi a vicenda, fra privati e ufficiali, il risultato mi è sembrato già evidente dalle prime battute del 2012. Anzi, più correttamente, possiamo dire che la Ford, nel WRC, è più vulnerabile, nelle decisioni irrevocabili, in tutti i settori nel quale è possibile valutarla. Al punto tale che il terzo posto di Solberg in classifica è tutt'altro che in cassaforte...
    SPAZIO DEDICATO AGLI UTENTI


    Rally Finlandia 2012-----7,5 (Voto utenti-----?)
    Sette e mezzo al Rally Finlandia 2012: per la spettacolarità dei percorsi, nonchè per la difficoltà, il sette è "politico". Infatti, a dispetto di ciò, la gara, nella sua valenza agonistica, ha offerto ben poche emozioni, pochi colpi di scena, a parte qualche eccezione nelle retrovie.


    Red Bull nuovo promoter WRC-----3 (Voto utenti-----?)

    Sono di parte, ma la parzialità talvolta è frutto di interessanti dibattiti. Il tre è simbolico, ma non troppo. E' quasi una media fra le speranze, che spesso si trasformano in illusioni, degli appassionati e tra il maxi-conflitto d'interessi che sta per scoppiare. Questa è la mia valutazione, ma d'altro canto, la Fia non la pensa ugualmente. De gustibus non est dispuntandum, sui "gusti" non si discute. Semplicemente una differenza di visioni; ma non si può essere ignari del rischio che si corre, in merito alla salute dello sport. A voi l'opinione.


    PAGELLE


    WRC


    Loeb ?


    Hirvonen ?


    Latvala ?


    Solberg ?


    Ostberg ?


    Tanak ?


    Rantanen ?


    Ketomaa ?


    Prokop ?


    S2000


    Ogier ?


    Andersson ?


    Breen ?


    Lappi ?


    Mikkelsen ?


    Kruuda ?


    Paddon ?


     

    CL. ESTERNI ALLA ZONA PUNTI


    Neuville ?


    Atkinson ?


    Novikov ?


    Bresolin ?


    WRC ACADEMY


    Evans ?


    Tidemand ?


    Fisher ?


    Reeves ?


    SQUADRE


    Citroen ?


    Ford ?


     

     
     

     

     

     

     

     

     

     

     
     
  11. F150

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    PAGELLE DEL RALLY DI GERMANIA 2012
    WRC. Qualifying Stage: il rifiuto ad un "balance of performance".

    INTRODUZIONE

    In questa occasione, propongo un breve articolo sulla Qualifying Stage, introdotta nel 2012 per lo sterrato e per la neve, favorendo quindi le squadre più competitive ed offrendo la possibilità a queste di scegliere la posizione di partenza. Ecco, qualunque sia la propria opinione in merito a questa scelta, non si può negare che questa è in controtendenza rispetto a quanto fatto in altri sport, ovvero equilibrare i valori in campo, per offrire più spettacolo. Tuttavia, in molti ripudiano questo format e anzi, si pone una domanda tanto importante quanto di difficile risoluzione: la spettacolarità, specie nei rally, si può "barattare" con lo sport puro e genuino?
    *
    In fondo all'articolo sono presenti, come di consueto, pagelle rapide e link a quelle complete. Buona Lettura!

    Applicazione del Balance of Performance
    Sebbene non venga utilizzata una vera traduzione dell'espressione, si può chiaramente definire come "bilanciamento tra prestazioni", quindi sul significato, abbiamo ben poco da discutere. Più interessante invece, è la sua applicazione, che copre i più ampi spazi dell'automobilismo. Anzi, il suo utilizzo è molto flessibile: può essere considerato tale anche il tetto di spesa delle squadre, scelta diffusa ovunque, la cui funzione, oltre che quella di ridurre i costi stessi, vuole anche offrire la possibilità a squadre pi ù piccole di essere agevolate nel passaggio al campionato medesimo. Si veda, ad esempio la Formula 1. Tuttavia noi lo intediamo tale come una vera ricerca dell'quilibrio, che vada a sopperire, almeno in parte, le carenze tecniche. Non è il caso di compiere digressioni troppo larghe, ma il modello a cui mi riferisco è quello applicato nelle serie turismo: le vetture vengono, molto semplicemente, zavorrate in funzione dei risultati ottenuti. Generalmente, si fissa un limite, per lasciare una finestra di spazio a quelle squadre che hanno un netto predominio tecnico. In alcuni campionati invece si raggiunge anche un decimo del peso totale in eccesso. Così, a mia opinione, si perde di vista la concezione di sport e spettacolo in un miscuglio il cui equilibrio è decisamente precario. Con questa breve infarinatura voglio condurre i lettori ad un'analisi: come può funzionare questo meccanismo nel rally?

    Balance of Performance nel WRC
    Riprendendo dalla domanda soprastante, giungiamo quindi ad un quesito: è possibile paragonare questo meccanismo ad uno scenario così differente qual è il WRC? Assolutamente sì, in quanto, come già sintetizzato nel titolo di apertura, è stato già impiegato: invito tutti a rileggere il seguente articolo
    (http://www.rally.it/la-fia-ripensa-l-ordine-di-partenza-nel-wrc-solberg-facciamo-un-sorteggio/) del 2011, arricchito dai commenti dei manager. Nel 2008 è stata presentata la regola attraverso la quale si rispetta per la prima tappa la classifica, per le successive l'ordine di arrivo. In tal modo, come ricorda Wilson, non si verificano risultati prevedibili e, in effetti, ben due mondiali su quattro sono stati contesi fino all'ultimo rally, gli unici dal dominio Loeb. E' vero, come ricorda Solberg, ciò favorisce tatticismi poco piacevoli, ma che altrettanto garantiscono lo spettacolo, vera essenza del rally. E' ben noto che in materia di regolamenti, raggiungere equità e perfezione non è possibile, bensì è realizzabile il raggiungimento di compromessi. Per certi versi, tale sistema ha contribuito anche a sviluppare una certa "creatività" fra squadre e piloti, intenti a calcolare l'incidenza del ruolo di apripista su terra. E' pertanto indubbio che per quanto vengano meno i valori tecnici in pista, le doti estreme del pilota a dispetto di ciò, emergono con più evidenza. Il 2011 è sicuramente la stagione dell'era convenzionalmente denominata "Loeb" più spettacolare, densa di colpi di scena. Non solo per i tatticismi, non solo per l'insieme di capacità del pilota che vengono raccolte, ma anche perchè la terra "sporca", possiamo pure chiamarla così, quindi a seconda di ciascun fondo (ghiaioso, ciottoloso, etc..). A proposito di virtù, colui il quale dispone di maggiore sensibilità alla guida, sarà sicuramente avvantaggiato e ad ogni modo, il più talentuoso riuscirà a spuntare. Non a caso, -questa è la dimostrazione più lampante- i privati dal 2012 incontrano meno difficoltà, disponendo di un percorso pulito. Ecco perchè, fra Citroen e Ford, fra Loeb, Latvala, Hirvonen e Solberg il bilanciamento più corretto prevede, per l'appunto, l'esistenza di un pilastro che consenta ad entrambe le parti di sfidarsi in un testa testa. Adesso possiamo pure fare un passo in avanti e tornare all'immediato presente, ovvero la Qualifying Stage.

    Qualifying Stage: un percorso in controtendenza
    Detto questo, è evidente che in un contesto sportivo mondiale in cui vengono in sostanza congelati quelli elementi che possono contribuire al predominio tecnico, anche nella stessa F1, nel WRC invece si percorre una stradaassolutamente anticonvenzionale, puntando invece sulla qualità del prodotto realizzato da ciascun costruttore, anche perchè la Qualifying Stage esalta ancor di più questi valori, l'equilibrio in campo, a giudizio dei realizzatori del format, va ricercato nello sviluppo, evidentemente. Questo sentiero merita comunque una lode: il WRC è una sorta di oasi nel deserto o ginepraio, chiamatelo come preferite della FIA, che pur di rilanciarsi, ha proposto idee progettate alla sola ed esclusiva ricerca dello spettacolo, ch enon è affatto competizione pura. Nel WRC, evidentemente, vogliono ricostruire uno scenario del passato (si veda
    http://www.rally.it/wrc-20132015-un-ritorno-al-passato/), dove è lo spirito di innovazione ad aver attirato un numero di costruttori oggi impensabile. Se bisogna ripensare la strada da seguire, è giusto che il WRC si sia orientato in una navigazione indipendente, al di là della personale critica. La possibilità di scegliere la posizione di partenza rimette in moto i motori tattico/strategici togliendo un pò di brio al rally, ma tant'è.

    Il commento: ricercare la natura originale del rally
    Ci apprestiamo quindi a chiudere questo articolo con il commento di rito. La domanda che sorge in senso quasi spontaneo è la seguente: meglio mantenere il regolamento invariato od apportare la modifica già nota? La risposta è conservata nel titolo, penso che la Qualifying Stage sia solo una sottovoce di un capitolo ampio, qual è la ricerca dell'equilibrio fra competizione pura e spettacolo. Il rally è la perfetta unione, riproducibile solo in una manciata di altre serie, di spettacolarità e di finezza, di competitività. Se viene a mancare uno di questi elementi fondanti, la struttura crolla. E' stato il rischio d'altro canto corso in questi anni, segnato da poca spettacolarità. Ritengo che la situazione precedente non andasse affatto ad inficiare questi due valori, favorendo quindi competizione fra i piloti, l'aspetto tattico e soprattutto lo spettacolo. E' desolante seguire un rally per una sola tappa, perchè spesso accade ciò. Lo è altrettanto vedere uno sport morire per perseverare in una politica improntata al business, ovvero allo spettacolo, idoneo per un pubblico scarsamente competente. La F1 oggi si perde proprio per questa stretta correlazione nel mercato dei diritti televisivi. Pertanto, il WRC sta imboccando, in assoluto, un percorso che lo condurrà ad salute a medio/lungo termine. Tuttavia, il parziale, ma non assoluto e completo, rimescolamento dei valori in campo, avrebbe, a mio giudizio, messo in evidenza non solo il talento, ma avrebbe altrettanto garantito divertimento per il pubblico, cogliendo così il giusto compromesso, il quale non sarebbe stato certamente un ostacolo alla qualità del rally stesso.

    PAGELLE RAPIDE

    Loeb 9,5

    Latvala 8,5

    Hirvonen 7,5

    Ostberg 7,5

    Atkinson 7+

    Ogier 8

    Mikkelsen 7/8

    Al-Attiyah 6

    Sordo 7/8

    Arzeno 8+

    Solberg 7-

    Neuvile 7

    Tanak 7,5

    PWRC

    Kosciuszko 8,5

    Guerra jr. 8+

    Ligato 7-

    WRC ACADEMY

    Evans 8

    Suarez 7,5

    Mac Crone 7+

    Van der Marel 7

    Reeves 6+

    Fisher 5

    LINK DIRETTO ALLE PAGELLE COMPLETE:

    http://www.rally.it/forum/f24/pagelle-rally-wrc-5159-9.htm

     

     

    Sébastien Loeb 9,5

    Inutile essere ripetitivi. La vittoria al Rally di Germania è solo un tassello in più. Anzi, è proprio una questione di numeri per Loeb, non più di risultati. Il 2012 rientra solo in una carriera di successi. Si è detto molto sul suo conto. Il fatto è che fino ad ora nessuno ha trovato gli strumenti ed i mezzi per poter battere sul campo il francese. Sono discorsi già fatti e noti a tutti, fra i quali anche la consacrazione di Ogier a diretto rivale dell'otto volte campione del mondo. Hirvonen, Latvala, Solberg, tanti nomi che possiedono stoffa e tenacia sufficiente per poter competere in campo o per meglio dire, in prova speciale. Altri, come lo stesso Hirvonen, hanno invece la stessa lungimiranza e sagacia per poter, in ambito stagionale, poter confrontarsi nell'arco di un'intera stagione. Tutte queste doti, tuttavia, solo se riunite in un unico grande gruppo offrono un potenziale "esplosivo", così si distingue il campionissimo dall'ottimo pilota. Non siamo più in quell'era dei piloti che lottavano con il coltello fra i denti, a tutti i costi per la vittoria; oggi viene premiato il più costnate. "Il Professore", meglio noto come Alain Prost, insegnava, in un'epoca di grandi combattenti, era l'unico a sperimentare questa logica per l'iride. Il francese vinse quattro titoli mondiali, spesso senza essere necessariamente il più competitivo. Il Rally di Germania del 2012 è comunque un'altra storia: non raccontiamo certo gli eventi del 2011, tutti da seguire, dove giocare con la tattica e la strategia era fondamentale. Prove da maestri. Sappiamo che l'entrata in vigore della Qualifying Stage ha ridefinito i valori in campo; ciò non significa che la mancanza di confronto sia giustificata. Spiegare questo 2012 in voti è molto più difficile: è stato un breve ritorno al passato, celebre per le sequenze straordinarie di Loeb. L'alsaziano ha lottato contro sè stesso, quello portato da Latvala e Solberg non è stato un inseguimento nel senso proprio della parola. Insomma, vittoria non in discussione, la quale rispetta i pronostici che avevano ampiamente preannunciato la vittoria del francese. E' parso quasi un gioco, uno scherzo. Un'amara beffa per gli avversari del campionato, "deliziati" da una sconfitta la quale, senza giri di parole, definiamo comunemente come "umiliazione".

    Jari-Matti Latvala 8,5

    Latvala è il pilota che più sorprende su asfalto in questa tranche della sua carriera. E' lontano da Loeb, che corre, come molti si divertono a definire, su un altro pianeta, che possiamo classificare come quello delle piste. La pulizia di guida nei rally è un'arte, la quale si affina con l'esperienza, con la tecnica e la precisione meticolosa. Il ritratto di un pilota francese, in sostanza. I finlandesi, lo sappiamo non sono rinomati certamente per spiccate doti sull'asfalto; attenzione, comunque, a non cadere in luoghi comuni. Nella prova di Latvala si addensano un insieme di valori positivi, ad eccezion di qualche sbavatura, fra cui un'escursione di pista non troppo pericolosa. Il giovane pilota della Ford ha trovato il suo equilibrio, concretezza, da qualche gara a questa parte. Che ben si intenda, è un fatto al quale ci siamo ormai abituati. Un finale in crescendo, ma è abbastanza lampante un principio per cui i campionati non si vincono all'ultima gara. Ad ogni modo, ritornando sulla gara tedesca, è l'emblema di un driver in crescita esponenziale in un ambito nel quale, evidentemente, può sviluppare, completando il proprio percorso di maturazione, che pur presenta molte lacune. Il Rally di Germania, bisogna essere realistici, lo vede distante due minuti, c'è anche Ogier fra i piloti più accreditati sull'asfalto, ma ciò non toglie che Jari sia attualmente lo scandinavo che più si esalta sul "tarmac". Come dire, c'è ancora molto da fare, ma i primi passi sono stati compiuti, specie se relazionati al disastro 2011, escludendo solo la prova svolta in Catalogna. E' un risultato storico, prima piazza d'onore nel suo Palmares in un rally su asfalto. Ci sono, insomma, tanti fattori in gara che possono essere migliorati, una gestione dell'evento più sobria nel suo insieme, a mio avviso. Vogliamo parlare del suo futuro? Ritengo che attualmente sia orientato verso Volkswagen, anche perchè, inutile negarlo, Hirvonen così come Latvala si sono lanciati verso l'assalto al mondiale senza riuscire nell'impresa con la casa dell'ovale blu. Spesso, per propri demeriti, specie nei momenti nei cruciali. Visto un Solberg non in formissima, a mia opinione, per il vice campione 2010 è giunto il momento di costruire un team attorno a sè, come fatto da Loeb nel passato. I propositi ci sono, la velocità assoluta anche. Manca ancora il giusto bilanciamento nel rapporto il quale, se perfezionato, rende una squadra eccellente sotto tutti i punti di vista. Mi riferisco ovviamente, all'equilibrio fra vettura, pilota e team. Alcuni reparti devono essere rivisti. Si può attuare un "riformone" per rilanciare la propria figura. Latvala, scegliendo la Volkswagen, non sarebbe certamente il top driver, bensì una seconda guida non troppo differente da Hirvonen, il quale, per quanto competitivo, è un subordinato dell'otto volte iridato.

    Mikko Hirvonen 7,5

    Detto di Latvala, riprendiamo proprio dal confronto con Hirvonen, dovuto. L'anno scorso il suo compagno è uscito dalla non troppo aspra contesa fra team mate come favortio su asfalto. Il suo ingresso non ha cambiato molto i valori in campo, anzi, abbiamo perfino notato un piccolo regresso, nonostante il podio. Oserei dire che la sua prima frazione di gara è compresa fra un punteggio di cinque/sei decimi. Il sesto piazzamento, per un top driver, nel più efficace mezzo a disposizione, è assolutamente insufficiente. Poi, a partire dal secondo giorno il passo gara è cambiato, permettendo al finlandese di riaccodarsi al "trenino" di piloti in lotta per il podio. Diciamo la verità, il terzo gradino di Hirvonen è frutto di una guida accorta all'Arena Panzerplatte. Certo, la sagacia e l'astuzia di un pilota si distinguono così; il vice campione in carica ha quindi sopperito in modo eccellente ad una carenza prestazionale evidente ma per l'appunto colmabile attraverso la regolarità. I quasi cento chilometri, inclusa ripetizione, hanno eliminato uno dopo l'altro, come fantocci. Come se non bastasse ha recuperato punti nella Power Stage, con un ritmo quindi discreto, combinato ad un'intelligenza di guida eccellente. Seconda porzione del rally, da nove. E' una politica alla Briatore quella Citroen: mai accostare ad un pilota competitivo un altro che possa danneggiare o compromettere il campionato. La priorità, per un team, è lavorare in modo coeso. Scelta giusta, un pò meno quella di Hirvonen. E' davvero questo il suo obiettivo? Lottare per il podio? Nonostante sia difficile criticare il finlandese, il quale pur offre sempre delle buone prove, non è mai convincente al punto tale "da scommetterci sopra". Escludendo la Svezia, non ricordo dal 2009 una gara condotta con la forza del campione. Penso che si sia un pò perso, a metà fra la volontà di emergere (a qualsiasi costo) e tra la consapevolezza di non riuscire più a forzare i tempi. Le ragioni non sono note. Hirvonen punta sempre al piazzamento, ai punti. Requisito vitale per il successo finale, ma con dei punteggi rivoluzionati dal 2010, la vittoria permette all'inseguitore competitivo di recuperare in fretta. Pertanto, è ben evidente, a conquistare il titolo finale, è sempre il driver dai giusti compromessi. Manca invece all'ex titolare Ford il giusto equilibrio, si veda capitolo 2011, perso con uno scarto minimo, ma con un gap prestazionale fin troppo ampio.
     
    #91 F150, 27 Settembre 2012
    Ultima modifica: 27 Settembre 2012
  12. F150

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    Mads Ostberg 7,5

    Ed ecco il terzo incomodo che ancora una volta si inserisce fra piloti i quali hanno senza dubbio qualcosa in più da dimostrare su asfalto. Il Rally di Germania raccoglie un gran numero di piloti europei che su questo fondo si esaltano, senza alcuna ombra di incertezza. In funzione di questa premessa, volendo indicare una posizione media di arrivo, Ostberg si sarebbe collocato intorno alla settima/ottava posizione, che è stata in effetti attribuita al norvegese nel primo arco di gara. In altre parole, piena zona punti. I rally, naturalmente, sono sempre arricchiti da imprevisti ed è in tale evenienza che si evince il genio automobilistico. Probabilmente non possiede ancora le ferite del reduce pluridecennale di rally, una qualità assolutamente esclusiva, ma il suos tile di guida impressiona, in quanto sempre più pulito, indirizzato al costante raggiungimento di un piazzamento. Così, anche valutando secondo questa prospettiva la performance di Ostbaerg, notiamo che il quarto posto è frutto di un lavoro eccezionale in una gara non particolarmente amata. A conferma del fatto che il vituperato o se non altro trascurato pilota norvegese, sta esprimendo un potenziale esponenziale (scusate il gioco di parole), senza che sia troppo noto. Sì, perchè il vincitore del Rally del Portogallo, raccoglie tutto ciò che si può catturare, senza manovre "ad effetto". Il suo "compito" lo svolge in silenzio. Ecco perchè Ford deve puntare a rilanciarlo da ufficiale. In sunto, questo quarto posto non è eccezionalmente ricco di spunti d'attacco, ma sicuramente risalta ancora una volta quella crescita che è complessiva, a tutto tondo, in quanto inerente un insieme di settori vasto.

    Chris Atkinson 7+

    Mancava dalla top five dal lontano 2009, quando disputò una gara di rilievo con Citroen in Irlanda. Da allora, ad esclusione di una semi-sconosciuta collaborazione con Proton, pertanto di scarsa popolarità, si può descrivere la transizione che lo ha condotto al 2012 come un buio totale della sua carriera, ai margini degli eventi "che contano". Pur criticando e ripudiando senza minima esitazione i sistemi impiegati da Mini Motorsport Italia per escludere dal progetto Armindo Araùjo, è d'uopo dare atto alla casa italiana di un lavoro assolutamente lodevole in ambito di ricerca di talenti. C'è Atkinson, ma in lizza per un sedile troviamo anche Patrik Sandell. In seguito alle sporadiche partecipazioni con Citroen, nel 2012 concluderà la stagione con una nuova squadra. Come ricompenso "astratto", l'australiano ha sicuramente portato una ventata di rinnovo e freschezza, se consideriamo il modesto livello raggiunto dall'ex titolare portoghese. E se il buongiorno si vede dal mattino, il bottino potrebbe essere solo l'assaggio di un rapporto positivo per entrambe le parti. Il quinto posto raccolto all'ADAC Rally Deutschland, in verità, è frutto, in principio di una guida accorta, che ha avuto il suo seguito nel momento in cui molti protagonisti sono usciti di scena. Come dire, in funzione di un passo gara sufficiente per la zona punti, l'unica strada per ambire a risultati di rilievo è stata quella del "temporeggiamento", fino alle ormai decisive Arena Panzerplatte. E' riuscito, in tal modo, a scalare una vetta fino ad allora inavvicinabile. Presupponendo, inoltre, la lunga assenza dal circus agonistico mondiale, ad eccezion di qualche saltuaria presenza, è d'obbligo tener presente che il percorso dell'australiano sarà tutto in discesa. L'inizio è buono, in quanto è giunto un piazzamento insperato per mezzo di una tattica vincente, che ha aiutato i più acuti e perspicaci, anche disinteressati dall portare avanti attacchi per una manciata di punti.

    Sébastien Ogier 8 e Andreas Mikkelsen 7/8


    Commentando la discreta prova di Atkinson, anche in riferimento a quella di Ostberg, abbiamo parlato di gestione lungimirante e attenta della propria posizione. L'approccio, per il duetto Ogier-Mikkelsen, è quanto mai analogo, così come efficace. Sul francese, penso che le analisi siano ormai scontate e accettate comunemente da tutti. Ribadiamo, per cronaca, l'elevata qualità della prova del francese, il quale conferma con solidità le proprie attitudini ad un progetto che andrà a gestire, con tuttà probabilità da leader. Questo, tuttavia, è un altro discorso di cui si è ampiamente parlato. E' stato il rally degli exploit, anche fra le categorie minori, ma è ancora giusto sottolineare il predominio in ambito di velocità assoluta, potenziale dell'ex seconda guida Citroen. E' lo specchio che dovrebbe riflettere il processo attraverso il quale Ogier e Volkswagen si accingeranno a crescere ed a sviluppare una vettura che, alle parole dello stesso, è ancora un pò acerba su terra. Quest'anno, ad esclusione del Rally Montecarlo, Ogier ha concluso tutte le gare. Discorso naturalmente non valido per Mikkelsen, il quale coglie i primi punti in questa rinnovata esperienza con Skoda, in ottica 2013. Come dire, l'obiettivo è maturare...

    Nasser Al Attiyah 6


    Per Al Attiyah, ragioniamo nell'ambito della sufficienza piena. Non di più. La motivazione è ben chiara, la sua navigazione, per oltre due terzi della gara si è limitata ad una mesta top 15, ben lontana dai punti, sia a livello cronometrico che di piazzamento, anche dietro a Van Merksteijn, autore di una discreta prova (6+). La lotta, che peraltro si è conclusa in modo fallimentare, con Mikkelsen, ne è la più lampante prova. Non possiamo parlare di gestione ragionevole e consapevole dei propri mezzi: solo nelle ultime fasi abbiamo notato un timido e cauto attacco. Al Attiyah, insomma, aiutato dai ritiri altrui, conquista quattro punticini insperati quanto, per una volta, poco meritati: non si è nemmeno intravisto un raggio, uno spiraglio di quell'aggressività che lo contraddistingue e che lo colloca, ad ogni modo, fra i drivers più apprezzati dal pubblico.

    Dani Sordo 7/8


    Non è un otto pieno perchè nei fatti, i quali lo hanno d'altro canto condotto a questa impostazione di gara, ha solo raccolto un nono posto, in seguito ad una foratura, nella prima Arena Panzerplatte; nella ripetizione si è imbattuto in una toccata che ha irreparabilmente compromesso la sua vettura e di conseguenza, una prestazione eccellente. Passando invece alla faccia positiva, alla "delizia" della prova dello spagnolo, possiamo sicuramente evidenziare ancora una volta, le grandi doti messe in campo. Nutriamo qualche dubbio sulla persistente ed inossidabile competitività di questa Mini, la quale ha sicuramente risolto i suoi problemi di affidabilità, elemento fondamentale per lo sviluppo, mentre in termini di direzionalità ed inserimento in curva, rimane tuttora molto agile. Ancor più, se guidata dal suo vero conduttore, Dani Sordo, che ha creduto da sempre in questo progetto. Ha inanellato una sequenza di piazzamenti (fra cui una vittoria di PS) che comunque certificano, per chi dubitasse della bontà del pilota, un perfezionista alla guida. Il Rally di Germania presenta un terreno sconnesso: in Francia, avrà "le carte in regola" per puntare con tenacia alla lotta per il podio, in un percorso il quale possiamo definire "pulito". Il 2012 è stato il secondo anno consecutivo privo di grandi soddisfazioni; si impegnerà BMW per rilanciare un programma dalle ottime premesse, puntando ed investendo su una crescità di visibilità del WRC?

    Mathieu Arzeno 8+


    Eccezionale, Arzeno è un giovane da lanciare quanto prima possibile. Onore alla Sainteloc Racing che si è impegnata in un un programma "trilaterale", snodato fra Francia, IRC e perfino WRC. Saranno, a fine anno, oltre venti le gare disputate dalla promessa francese. Un progetto d'investimento a tutto tondo, su asfalto e terra: la meta è ben chiara e limpida, cercare di portare Arzeno in vetta a breve, probabilmente entro due anni, così si potrebbe ipotizzare, quando ci sarà un rimescolamento generale delle gerarchie. Il decimo posto, con una Peugeot 207 S2000, è il frutto di una performance e di un minuzioso lavoro di crescita. Certamente dietro a Ogier e Mikkelsen, intoccabili della serie S2000, ma di fronte anche a coloro i quali hanno usufruito del Rally2, imponendo un passo che certamente non scopriamo oggi, casualmente. Non bisogna scavare troppo: Rally Montecarlo 2012, condotto sopra le righe, nella "mischia" delle WRC. Parliamo, molto semplicemente, di puro talento. Ed oggi, il decimo posto, ne è il mezzo per confermarlo.

    CLASSIFICA MISTA

    Petter Solberg 7-

    Gli errori si pagano a carissimo prezzo in Germania, a causa della tortuosità delle strade locali. Dovrebbe essere già la terza volta consecutiva che l'origine del ritiro o dell'impiego del Rally2, non è altro che una perdita di aderenza, che talvolta, può regalare "brutte sorprese". Diciamo subito che un pò di perplessità proviene proprio dal suo collocamento nella classifica assoluta, secondo, troppo lontano per puntare al successo, troppo distaccati gli avversari per poter solo programmare un assalto alla sua piazza d'onore. Molto semplicemente, si è trattato di comune incidente di gara, che in linea teorica, al netto delle prove attualmente disputate, poteva, potenzialmente, rilanciarlo per la lotta al comunque prestigioso titolo di vice campione del mondo: considerando le difficoltà della Ford sul piano economico, è necessario cogliere punti importanti e soprattutto non lasciare per strada podi. E' stata, in senso negativo, la chiave della sconfitta di Solberg e Latvala, i quali spesso devono, a onor del vero, sopperire alle carenze del proprio mezzo. Il campione del mondo 2003, a favore di questa tesi, non è più il pilota incisivo noto a tutti: dopo una prima parte di stagione eccezionale, si è un pò perso per strada, proprio all'inverso di quanto svolto dal proprio team mate. Sembrava una grande scommessa per la casa dell'vlae blu: ci crediamo ancora, ma forse la pressione ha avuto un'influenza tale da non essere trascurata. Attendiamo il rilancio nel 2013 e magari ancor prima la vittoria, che non rientra nel Palmares di Solberg dal lontano 2005. Anni di nostalgia e di amarcord, quando il WRC era puro spettacolo e interpretazione...

    Thierry Neuville 7
    Nel primo filone di queste pagelle abbiamo raccontato in sostanza il percorso dei piloti che hanno portato al traguardo la propria vettura con successo; fra il novero degli equipaggi i quali, ancora una volta si sono imbattuti in incidenti, siamo costretti a citare anche Neuville, autore di una rovinosa uscita di strada. E' un giovane irruente, lo abbiamo ripetuto spesso. Comunque finasca la sua stagione, è stato un anno dagli spunti positivi e senza giri di parole, è il vero candidato al sedile di Loeb. Tuttavia, per avere le certezze di un ufficiale, sarebbe necessario che il belga riuscisse ad acquisire anche un ritmo combinato anche ad una costanza di risultato. Fino ad ora, lo ricordiamo, ha raccolto ben poco, briciole rispetto ad un potenziale ben più vasto. Ha confermato quanto di buono realizzato nell'IRC, limando i propri tempi su sterrato, inizialmente tallone d'Achille di Neuville. Su asfalto invece, è esplosa tutta la grinta del belga, che ha dimostrato di avere ben pochi rivali fra i privati in questo senso. Tesi rafforzata dal cronometro, il quale, prima di una classica come l'Arena Panzerplatte, nota per aver dato uno "scossone" al rally, lo vedeva al quarto posto stabilmente. Vale a dire, in piena lotta fra gli ufficiali. Senza alcun dubbio, l'equilibrio fra prestazione e classifica. Neuville non corre certo per quest'ultima, il 2012 è una sorta di anno di apprendimento. Tuttavia, si attende un cambiamento, in virtù della sua posizione. Discorsi già ampiamente portati al banco per Novikov e Ostberg, i quali oggi svettano nell'assoluta. Un raffronto decisamente interessante.

    Ott Tanak 7,5
    Il ritiro, per una volta, è in secondo piano. Tanak, senza voler instaurare confronti poco credibili, è un miscuglio molto interessante, da analizzare nelle sue origini. C'è sicuramente un pizzico di Galli, sregolatezza e limiti sono due principi fondanti dell'estone. Non possiamo sicuramente escludere il fattore spettacolo, nella guida è quasi unico nel suo genere, taglia e aggredisce le curve con impeto. Lodevole sotto questo aspetto. Manca, ahimè, concretezza. In un'era in cui la moltiplicazione dei talenti non corrisponde, proporzionalmente, alla crescita dei sedili, anzi, in questi ultimi anni si è verificato uno stallo, nella pienezza del suo significato. Non è un gran periodo per sperimentare nuovi piloti. Per tal motivo, l'analisi svolta nello spazio inerente Neuville, abbiamo diverse volte marcato come pilastro portante di ciascun pilota, la solidità che può offrire ad un team, in particolar modo in una sfida così aspra come quella del WRC, per conquistare uno spazio di visibilità. Se essa viene meno, si rompe una catena che mantiene coeso il rapporto Team-Vettura-Pilota, di cui spesso abbiamo discusso. Con altre parole, si può spiegare questo fenomeno osservando il crollo Ford, team il quale pur dispone dei mezzi a sufficienza per competere nella lotta iridata. Visto l'aspetto che sicuramente deve essere rafforzato e rinsaldato, dobbiamo sicuramente spendere due parole per la performance dell'estone, il quale si è reso protagonista di una metà gara di spicco assoluto. Due prove agguantate con tenacia, in un tira e molla fra la soglia della top five. E' arrivato, nella ripetizione dell'Arena Panzerplatte, il contatto con un "Hinkelstein", decisivo per compromettere un risultato ancor più impoverito da un ritiro di una natura meccanica. La metafora, insomma, di un'intera stagione.

    CLASSIFICA PWRC

    Michal Kosciuszko 8,5

    Gara da manuale, nel pieno rispetto delle aspettative. La questione della gara è sempre stato un discorso realtivo a Kosciuszko e Guerra, una sfida a due, proprio come quella appena profilatasi nel campionato. Si sapeva delle grandi doti del polacco su asfalto, l'unico in una stagione dominata dai piloti sudamericani, con un buon bagaglio di esperienza su questo fondo. Per tale ragione, ha subito preso il comando delle operazioni, subendo appunto solo l'iniziativa del messicano, incappato in un errore nella PS8. Da lì, i due minuti di vantaggio accumulati sono sostanzialmente rimasti tali. Ad ogni modo, penso che la sfida finale sarà appunto fra il polacco e il messicano: il restante gruppo è troppo incostante, ci sono alcuni equipaggi più o meno regolari, come Aksa (6/7) e Trivino (7) ma poco incisivi sul passo gara complessivo. Altri, come Ligato e Gorban, conservano un ottimo potenziale, ma non riescono a esprimerlo totalmente, causa incidenti. Ecco che il testa a testa sarà fra i due più competitivi del campionato; Kosciuszko potrà dire la sua sia in Italia che in Spagna. E sappiamo bene quanto sia imprevedibile il PWRC. La rincorsa, comunque, sarà ricca di travagli...

    Benito Guerra jr 8+

    La sua prova testimonia che Guerra, su asfalto e sullo sterrato, è in assoluto colui il quale raccoglie nel miglior moto tattica, strategia e velocità, i tre elementi portanti di un pilota, a mia opinione. Non è stato forse il miglior interprete del Rally di Germania, ma senza dubbio la piazza d'onore va inserirsi ad una stagione che, a dispetto di ciò, lo colloca meritatamente al primo posto. Lungo gli stterati più impervi e tribolati, si veda Messico, Argentina e Grecis, si è difeso a spada tratta. Tuttavia, sappiamo che con un numero così elevato di exploiter, la questione iridata è ancora aperta. Il PWRC ha spesso mostrato l'ampio gap prestazionale fra ciascun partecipante, in funzione del fondo; motivo per cui, trarre un giudizio, un pronostico, è tuttora affrettato. Ritengo ad ogni modo Guerra un veterano del gruppo N, quindi saprà, con tutta probabilità, non solo fare la differenza, ma anche saper gestire un duello il quale si preannuncia ricco di spunti interessanti; vincerà il più audace e coraggioso, colui che saprà dare il colpo di reni più efficace.. Insomma, si presenta da favoritissimo, sia in ambito di punti che di qualità "tecnico/morali".
    Marcos Ligato 7-
    Prova discreta, ma per rimettersi in gioco serve ben altro di un semplice podio. Dopo la prestazione neozelandese, l'argentino ha sfruttato al massimo le sue possibilità, ma ormai la partita è chiusa da un pezzo; potrebbe essere la cosiddetta scheggia impazzita della serie, non è da escludersi una sua partecipazione decisiva nel ruolo di terzo incomodo; tuttavia, i ben ventotto punti di gap equivalgono ad oltre una vittoria; in altre parole, Kosciuszko, Guerra, ma anche lo stesso Gorban dovrebbero cadere in un clamoroso flop...

    ALTRI:

    Ricardo Trivino 7

    Nicolas Fuchs 6

    Valeriy Gorban 5+
     
    #92 F150, 27 Settembre 2012
    Ultima modifica: 27 Settembre 2012
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    CLASSIFICA WRC ACADEMY
    Elfyn Evans 8
    In un campionato il cui livello ormai rasenta il fondo dagli anni della sua creazione, Evans ne è il dominatore assoluto. Gli unici esperti della serie, Reeves e Fisher, hanno gettato, gara dopo gara, le loro possibilità iridate, il primo per ragioni di pura prestazione, insufficiente, l'altro invece ha avuto un calo verticale in quanto a "resistenza psicologica". Il britannico ha così preso il volo e il comando delle operazioni, ma nutriamo dubbi sulla effettiva bontà di queste performance. Ovvero, non sono affatto in discussione, Evans è sicuramente il meritato leader dell'Academy e ormai prossimo vincitore, ma è altrettanto indubbio il crollo dell'Accademia dei giovani. Se nel 2011 abbiamo assistito alla nascita di due fenomeni, quali Breen e Kaur, in una sfida all'ultimo sangue o ancora più indietro, sono cresciuti Ogier, Burkart, Prokop, Sordo, Meeke, allora si deduce molto rapidamente che Elfyn non ha semplicemente avuto degni avversari...
    Josè Suarez 7,5

    John MacCrone 7+

    Timo van der Marel 7

    Brendan Reeves 6+

    Alastair Fisher 5
    CLASSIFICA SQUADRE

    Citroen 9+
    Si interrompono le doppiette, ma non le vittorie. Penso, comunque, che nonostante la squadra non sia riuscita a giocare in simbiosi, per via di un Hirvonen tutt'altro che in forma su asfalto, sia la vittoria più facile da un paio di anni a questa parte. E' stato ancora una volta, un divertente gioco per gli ossevatori, naturalmente - la realtà è un'altra- che hanno come me notato il gioco del tira e molla, solo che in questa occasione, ai diversi exploiter, Loeb ha solo lasciato le briciole. Non funziona, come diceva un motto "si può desiderare che i due leoni si sbranino, fino a lasciare a terra le code e, caso mai, andare a raccoglierle". Semplicemente perchè non si è mai presentato all'appello un vero antagonista, che sappia sfoderare, "inventare" una prestazione. Semmai, a raccogliere le code, è stao proprio Hirvonen, il quale, intelligentemente, ha colto un terzo posto in seguito ad un survival sulle due Arena Panzerplatte. Succede che Ford (7,5), pur mostrandosi in buona forma in Germania, a dispetto del 2011, occupa solo la piazza d'onore, ponendo così in serio rischio il terzo posto, già molto deludente, in classific adi Solberg. Di fronte alla scarsa solidità altrui, Citroen porta a casa un bottino di altri due podi; in altre parole, una sequenza magica di scelte corrette razionali, che vanno a testimoniare il perfetto smalto della casa francese.

    Mini 7

    SPAZIO DEDICATO AGLI UTENTI

    Rally di Germania 7+
    Tanti colpi di scena, uno scenario tradizionale e sempre piacevole da seguire. Tuttavia, immagino che i protagonisti 2011 (Ogier e Loeb) non sarebbero d'accordo se solo io provassi a istituire un confronto fra l'edizione passata e quella attuale. Perchè, alla fine dei conti, i primi due gradini, grosso modo, sono rimasti gli stessi. Il rimescolamento è inerente solo il gruppone della zona punti, che in una grottesca sfida alla sopravvivenza, è stato coinvolto, in una scalata per l'ultimo gradino del podio che è stato successivamente conquistato con una grande beffa da Hirvonen.

    Qualyfing Stage ?
    Abolirla o rafforzarla? A voi l'opinione.

    PAGELLE

    WRC+S2000

    Loeb ?

    Latvala ?

    Hirvonen ?

    Ostberg ?

    Atkinson ?

    Ogier ?

    Mikkelsen ?

    Al Attiyah ?

    Sordo ?

    Arzeno ?

    Solberg ?

    Neuville ?

    Tanak ?

    PWRC

    Kosciuszko ?

    Guerra jr ?

    Ligato ?

    WRC ACADEMY

    Evans ?

    Suarez ?

    MacCrone ?

    SQUADRE

    Citroen ?

    Ford ?

    Mini ?

     
     

     

     
     
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    PAGELLE SINTETICHE DEL RALLY DEL GALLES 2012


    CLASSIFICA DELLA TOP TEN

    Jari Matti Latvala 9,5

    Sébastien Loeb 8/9

    Petter Solberg 8/9

    Mads Ostberg 8+

    Mikko Hirvonen 7+

    Evgeniy Novikov 6/7

    Thierry Neuville 6,5

    Matther Wilson 6,5

    Martin Prokop 6+

    Nasser al Attiyah 6

    CLASSIFICA >10 / RITIRI

    Chris Atkinson 6-

    Ott Tanak 6-

    CLASSIFICA S2000 / RRC

    Sèbastien Ogier 8-

    Craig Breen 7/8

    Thomas Cave 7+

    Edoardo Bresolin 7

    Alastair Fisher 6+

    Karl Kruuda 7

    Per Gunnar Andersson e Hayden Paddon 5/6




     
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    PAGELLE SINTETICHE DEL RALLY DEL GALLES 2012


    CLASSIFICA DELLA TOP TEN

    Jari Matti Latvala 9,5 a fine campionato migliora sempre e ci far ricredere della sua dote da velocista che quest'anno ha dimostrato in diverse occassioni , l'anno prossimo forse potrebbe essere pronto a vincere il mondiale

    Sébastien Loeb 8,5 naturalmente non ha più bisogno di forzare tanto ma abbiamo visto che non è imbattibile ,cmq sempre da lodare le sue prestazioni

    Petter Solberg 8,5 sfortunato in diverse occassioni ma già dall'inizio del campionato aveva fatto capire che doveva essere tra i primi , sicuramente va migliotando sempre più così come la Ford

    Mads Ostberg 8 l'unico "giovane" quest'anno che è stato sempre a passo con i big , la gara era difficile ma mi aspettavo questo risultato

    Mikko Hirvonen 7 credo che sia stata la sua peggiore gara , troppo insicuro ma come sappiamo lui vuole arrivare sempre

    Evgeniy Novikov 6,5 nelle ultime gare si è perso un pò , all'inizio aveva fatto intuire che sarebbe stato sempre tra i primi 5 , forse sono stati gli altri che hanno migliorato

    Thierry Neuville 6,5 di solito le sue prestazioni sono migliori , troppe volte gare no e poche gare si , cmq va maturando


    Matther Wilson 6+

    Martin Prokop 6+ quest'anno non ha convinto a sufficenza per essere un pilota che da anni fa il mondiale

    Nasser al Attiyah 6

    Atkinson 6 non ha convinto molto il suo ritorno forse dovrebbe cambiare auto

    CLASSIFICA >10 / RITIRI

    Nobre 5 ma quando migliorerà ?
    XD

    Ott Tanak 6 si ci aspettva molto di quest'anno da lui specialmente su terra , non saprei sfortuna o deve fare ancora molta esprienza

    CLASSIFICA S2000 / RRC

    Sèbastien Ogier 8,5 questa volta non c'è la fatta ad essere tra i primi 10 , non ha spinto al massimo secondo me

    Craig Breen 7,5

    Thomas Cave 7+

    Edoardo Bresolin 7 per una gara mondiale direi che è andata abbastanza positiva , lo vorrei vedere spesso per valutarlo meglio , merito anche della Fiesta RRC

    Alastair Fisher 6,5 rispetto all'anno scorso non stà facendo benissimo , con la S2000 ha fatto vedere ottime prestazioni ma in questa gaar ha deluso troppo, non mi sembra tanto in forma quest'anno

    Karl Kruuda 7

    Per Gunnar Andersson e Hayden Paddon 5/6


    P.S Atkinson non è tra i ritirati
     
  16. F150

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    Quoto il tuo intervento; ti faccio tuttavia notare che Atkinson non è considerato fra i ritirati, nota bene:

    CLASSIFICA >10 / RITIRI

    Ovvero piloti esterni alla zona punti oppure ritirati.
    ______________________________________________________________

    In realtà ero intenzionato a scrivere le pagelle complete del Rally del Galles, ma in virtà dei pochi iscritti, della penuria di spettacolo, dello scarso dinamismo della classifica, ho optato per la versione corta, senza commento.
    Purtroppo il periodo di inizio settembre non è stato positivo per il rally nazionale e internazionale, male il San Martino ( per il quale osno state comunque realizzate pagelle complete e integrali), così come Yalta Rally, GB e Sliven. Da un altro lato è possibile finalmente riavvicinarci alle date di svolgimento dell'evento; sono infatti in preparazione i commenti del Rally di Alsazia, che saranno dettagliati e minuziosi; attendo una vasta partecipazione. Inoltre, è in arrivo, spero di poterlo portare a termine entro il fine settimana, un articolo dal titolo banale, ma dovuto, per celebrare, sempre nei limiti e nelle forme dell'imparzialità, i nove titoli di Sébastien Loeb: "WRC. Loeb, la fine di un’era e di un mito", penso che sia piuttosto eloquente.
     
  17. A T RACING TEAM

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    Mi era sfuggito il segno > =ovvero superiore a 10, in questo caso oltre la 10^ posizione , mi sembrava strano che avessi sbagliato XD, nelle ultime pagelle non sono stato tanto presente ma vorrei che anche altri dessero il loro parere magari inserendo solo il voto :1_smile_24:
     
  18. F150

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    PAGELLE DEL RALLY DI FRANCIA 2012

    Introduzione al Rally d'Alsazia 2012:
    SIamo giunti al terzultimo appuntamento della stagione 2012, ampiamente dominata da Loeb, come è noto a tutti i lettori. Volendo descrivere questo campionato, direi senza dubbio che si conferma sotto tutti i punti di vista un anno di transizione. Non solo perchè funge di passaggio, come si accennava in articoli precedenti ad un cambiamento poderoso, bensì si tratta di uno stravolgimento colossale, di proporzioni notevoli; è la fine dell'era Loeb. In realtà, il cambiamento lo si poteva intravedere già nel 2011, quando Hirvonen, con sagacia, si accorse di poter prendere in mano la guida di Citroen, almeno nell'anno successivo. Chiudendo questa parentesi, ammetto di essere stato critico con il finlandese, per una scelta controversa. Sicuramente ricorderemo Hirvonen come l'antagonista assoluto del francese. Detto questo, il Rally d'Alsazia si conferma, come nel 2011, non una delle massime delizie, ma ugualmente apprezzato in quanto ad organizzazione; la trasmissione live dell'intero rally è qualcosa di eccezionale, riuscito solo in Francia. Il contorno, è uno scenario tradizionale dell'Alsazia, anche se con un pizzico di nostalgia, ricordo con più piacere il Tour de Corse. Si accennava, precedentemente, che le prove sono il riflesso del rally su asfalto per antonomasia, un classico, in altre parole. Asfalto non sconnesso, regolare, solo a tratti viscido, molto veloce, forse uno dei pochi dove si evidenzia più nettamente la superiorità del mezzo, Sordo ne sa qualcosa. Vale a dire, la patria di Loeb, non solo in termini "anagrafici", ma anche come conformazione, non nutro esitazioni nell'affermare che si tratta di una gara per perfezionisti. Come scritto nello spazio d'approfondimento, è senz'altro anche la gara in cui i giovani hanno avuto la possibilità di emergere, più che ovunque. Al di là anche dell'eccezionale exploit di Neuville, che ha il supporto di Citroen; mi riferisco in particolare a Chardonnet, portabandiera di tanti altri, quali Consani e Arzeno, per citarne due. Sul piano della preparazione, la Francia è il modello da esportare, nel rally proseguirà certamente il dominio nazionale se nessun altro investirà con altrettanto coraggio e destrezza. Naturalmente, non si tratta di copiare, sarà capitolo da trattare in un articolo separato. E' una Spagna, con una metafora calcistica, difficile da imitare nel gioco, perchè in fondo la Francia è un team unico tutto compreso nella FFSA, che si preoccupa di un novero di piloti assai ampio. La lista iscritti corposa, ben diciotto WRC, su settantuno equipaggi, arricchiti anche dagli incalzatori, le S2000, il cui schieramento è anche di alto valore, sono stati il contorno vincente di un weekend preparato in modo minuzioso e perfetto. Plastico invidiabile, non ci sono modelli più efficaci di questo, a testimonianza del fatto che quello sviluppatosi in Francia è un vero e proprio culto del rally. Chiudiamo con i dovuti onori delle armi a Loeb: un pilota straordinario, eccezionale, il cui talento ha messo perfino in dubbio la credibilità dei propri avversari; la questione è un'altra, Loeb rappresenta un altro esempio di prototipo prossimo alla perfezione. Ci sarà, anche per questo, un articolo separato. Non mi resta che augurare buona lettura!

    LINK ALLE PAGELLE COMPLETE:

    http://www.rally.it/forum/f24/pagelle-rally-wrc-5159-10.htm


     

    Sébastien Loeb 10

    Oramai da anni abbiamo finito gli aggettivi per Sébastien Loeb. "cannibale", "alieno", "fenomeno"... tutto inutile, non c'è modo per spiegare a parole la grandezza del francese, assoluto signore e padrone del rallismo moderno ma non solo, come dimostra tutte le volte che tocca una vettura da pista, con le quali ha già mostrato un feeling eccezionale.
    Anche questo Rally di Francia finisce nell'immenso medagliere di Loeb, che per vincere in casa il nono titolo di Campione del Mondo consecutivo si è autolimitato nell'ultimo giorno e dato un po' spazio anche a qualche altro nome, dopo aver dominato le prime giornate. Per tale motivo, un dieci celebrativo nel giorno in cui, si presume, festeggia il suo ultimo titolo mondiale WRC; fino ad ora abbiamo escluso il voto corrispondente pressochè alla perfezione, perchè Loeb di gara in gara, crea sempre più aspettative e certezze, che ad oggi culminano in risultati quasi scontati. A tratti, sembra quasi capace di prendersi gioco dei propri avversari, imponendo il proprio ritmo a piacere. I numeri sono eloquenti: un solo piazzamento, un ritiro e un secondo in posto in Galles che ha tutto il sapore di un'accorta gestione delle risorse in campo in un rally ricco di insidie. Io ritengo personalmente che in funzione di questo panorama, in qualche sfumatura anche assurdo, si nasconda una ragione più ampia: definitivamente, a rendere immenso il francese, sono stati gli avversari, incapaci di dare quel colpo di reni decisivo per le sorti del campionato. Anzi, alla resa dei conti, si è rivelato il francese predominante in quanto a freddezza e preparazione. Ricordiamo, invece, che l'unico ad aver seriamente impensierito Loeb, è stato proprio un connazionale, Sébastien Ogier che promette di esserne il sostituto. C'è una ragione, forse, di formazione rallystica, ma in quest'ambito non vogliamo e non possiamo rientrare, semplicemente perchè è difficile dimostrare questa condizione con sufficiente validità. E' certamente indubbio che la scuola francese primeggi fra le altre, anche ad un meccanismo di rotazione, un "turnover" molto efficiente. Ciò non implica affatto una rivalutazione delle nove vittorie iridate, non è vero che la storia la scrivono solo i vincitori, ma certamente la posizione di un campione non può essere sminuita al punto tale da non essere pienamente riconosciuta. In altre parole, se i numeri non bastano, si può fare affidamento a quanto costruito da Loeb: una guida che definire pulita allo stato puro è riduttivo, è quasi un modello, uno schema da nessuno applicato. Con una metafora calcistica, una Spagna compatta sul terreno di gioco, che posa i suoi pilastri in una tecnica di gioco la cui unicità è data dall'impossibilità di essere riprodotta in sede esterna. Come si suol dire, poi, la fortuna aiuta gli audaci; questa si esprime sotto forma di ricompensa dei propri sforzi. In fondo, dal 2004 bisogna impegnarsi per argomentare un titolo immeritato fra l'ampio novero costituito fino al 2012. Ad oggi, sono giunto ad un'unica conclusione, penso la più ragionevole:è stato Loeb stesso a sminuire i suoi avversari, che pur fino al suo arrivo si sono sfidati ad alti livelli. E' stato, molto semplicemente l'uomo giusto nella squadra giusta, cresciuto nel modo corretto, vantando un Palmares ancor prima che ricco, variegato. Si può quindi congiungere ad un'idea ampiamente condivisa di una straordinaria era, a tratti forse indebolita dalla presenza di due soli costruttori, ma non certo da concorrenti poco agguerriti. Il Rally di Alsazia, in casa sua, è il riflesso, come quello di tante altre gare, non solo di una stagione, ma di un'intera carriera costellata di rally dominati in lungo e in largo, dettati da una cupidigia incontrollabile, che, in modo del tutto giustificabile, si è trasformata in voglia di cambiare orizzonti, prospettive, perchè lui, dal WRC, ha ottenuto veramente tutto. Il ritiro, d'altro canto, non ha poi destato troppa sorpresa: la possibilità circolava già da molto tempo...


    Jari-Matti Latvala 8,5

    Otto e mezzo per consacrare l'altro volto della medaglia: non la figura decadente, in ritiro, bensì l'astro nascente, J.M. Latvala. E' un'espressione a cui ricorriamo ormai da diversi anni e che poi viene puntualmente smentita all'inizio di ciascuna stagione, regolarmente positiva, si vedano gli esempi 2011 e 2012, dall'ottimo slancio, ma che nel concretizzarli nella seconda fase dell'anno, si consumano invece in crisi profonda, nel buio pesto dei ritiri e degli incidenti. per poi ricongiungersi ad una rimonta troppo tardiva. E' ormai noto che ogni errore, ogni sbavatura, in funzione di un Loeb "che non sbaglia mai", che nel 2012 ha sfiorato la perferzione in una combinazione vincente di ritmo e controllo strategico della gara, chiave del resto dei tanti successi. E' ciò che è mancato al binomio Ford-Latvala, la freddezza nell'interpretazione tattico/strategica, a doppio senso, gara e campionato. Anche grazie ad una rinnovata vettura, oggi molto più affidabile, in un certo senso gli ufficiali hanno a disposizione gli strumenti per duellare al vertice; tuttavia, l'uso, sebbene applicato, non si è materializzato se non in due vittorie. Anzi, pare quasi che i piloti della casa dell'ovale blu si pongano come unico obiettivo appunto il successo locale, temporaneo; si noti infatti come fattore determinante e incontrovertibile la perdita di punti "per strada", fra Power Stage sfruttate in modo alquanto discutibile e uscite di strada rocambolesche, non ultima quella di Solberg fra i vigneti dell'Alsazia. Noi, ad ogni modo, discutiamo della gara attuale; di questa, possiamo solo evidenziare l'ottima prova del finlandese, unico capace di mantenere, -a tratti- il passo del francese, il quale, ancora una volta ha giocato al tira e molla, dal quale ne è uscito appunto campione. Il distacco in parte attendibile di quindici secondi, limitato anche in funzione della conformazione delle prove, rivela, comunque, tutta la bontà del lavoro svolto da Latvala il quale non ha mai desistito e ha cercato di artigliare un successo che non perviene su asfalto, che d'altro canto è il fondo intoccabile del nove volte iridato, sfiorato grazie ad una condotta lodevole, costruita mattone su mattone. E' il riflesso di un pilota che può competere a livelli altissimi senza dover "strapazzare" il proprio mezzo, perchè sa sfruttarlo fino in fondo, con consapevolezza. Se questo è l'elemento di giudizio, se questo è il vero Latvala, costituisce il futuro del WRC; tuttavia, i tempi stringono e c'è ancora molto da confermare e dimostrare, nonostante ciò

    Mikko Hirvonen 8
    Questa volta l'otto è tutto meritato, perchè pur in virtù di una DS3 competitiva, sviluppata sul modello Loeb, molto efficace su asfalto, caratteristica sempre "maldigerita" dalle sue Ford del passato, Focus e Fiesta, ha mantenuto quella sorta di promessa fatta in un'intervista, nella quale ha affermato di poter migliorare Nel passaggio a Citroen, invece, manca ancora la prima vittoria, quasi un divieto in questo debutto che è da considerarsi un tirocinio, per sostituire l'ambita posizione del collega e team mate. In funzione di questo mutamento, il quale è da considerarsi ancor peggio un terremoto, che inevitabilmente rivoluzionerà i valori in campi. In virtù di queste premesse, è fondamentale disporre non solo di un binomio vincente, in piena sintonia, la quale sembra essersi già creata fra la squadra e il finlandese, ma anche di un ritmo uniforme lungo tutto il calendario. Per tale motivo l'otto è un punteggio di fiducia, assegnato in quanto punto di partenza verso un progresso ancor superiore, giacchè c'è, il lettore se ne sarà sicuramente accorto, un ampio margine di crescita. E' in primo luogo una lode: Hirvonen è un pilota concreto esperto, minuzioso, che non prende rischi se possibile oppure se non dispone del mezzo in perfette condizioni; essendo un veterano della categoria, è anche un perfezionista, il quale cura il suo setup ed ogni dettaglio inerente la gara. In fin dei conti, il terzo gradino del podio non è altro che il frutto di un prostico ampiamente atteso, ma neppure troppo. Penso che in Francia a fare la differenza sia la vettura, ma anche l'accuratezza e la finezza del pilota; in quest'ambito, è altrettanto limpido che questo sia il punto di forza del finlandese. Drivers come Sordo hanno patito l'assenza di sviluppi della propria vettura; non a caso le Mini hanno sofferto a lungo durante il rally. Le Citroen, si veda anche Neuville, nelle giuste mani, invece, hanno espresso tutto il volume di fuoco possibile, conducendo due piloti sul podio ed un altro ai bordi di quest'ultimo. Ad impressionare, a dispetto di queste analisi, è proprio il brusco calo del gap del finlandese rispetto ai passati appuntamenti su asfalto; bisogna ricercare la risposta in un incisivo progresso personale, caratterizzato da un crescente feeling con il fondo in questione. Sommando queste valutazioni, si deduce che il Rally di Alsazia è stato uno dei più importanti e fruttuosi rally del finlandese: meno di un minuto di distacco, ritmo regolare al top, un podio che in futuro potrebbe equivalere a risultati di punta. C'è la giusta serenità per affrontare un 2013 decisivo per la sua carriera...

    Thierry Neuville 8+
    In un rally denso di piacevoli sorprese, non poteva mancare Thierry Neuville, asfaltista per antonomasia. I due minuti di ritardo, comunque, al Time Control, a causa di una svista del navigatore, non hanno compromesso nulla: è ben evidente che nell'ultimo giorno, ipoteticamente quello della riscossa, ha offerto il massimo della prestazione. L'unico rischio in palio, è stata la perdita del tutto temporanea del quarto posto, recuperato agevolmente, grazie ad una eccezionale sequenza di cinque PS conquistate; vale a dire, senza penalità, appena quarantasette secondi di gap, che per un privato, è un margine assai limitato. Si sapeva che Neuville avrebbe dato prova del proprio repertorio in Francia, un percorso su misura del belga, ma la lotta addirittura estesa anche agli ufficiali, con successo, aumenta e rafforza il valore di una performance la quale, pescata nel suo singolo significato, ovvero i quattordici punti (in virtù della PowerStage) sono un'ampia dimostrazione di tenacia e di alacrità. La sua guida è siggestiva, grazie anche al supporto degli onboard mostrati durante tutto l'evento e non nasconde anche dei margini di eccesso, fra cui anche qualche isolato testacoda. Penso, in conclusione, che rinnovare il contratto di Neuville in Citroen sia la migliore scelta, perchè il talento c'è, ma non è ancora florido. Sarebbe un azzardo troppo grande, il tentativo di portarlo nel team ufficiale; nello Junior potrà ancora consolidare le proprie capacità, in modo decisivo, perchè con pochi sedili in palio -il suo ha molti pretendenti- è facile smarrirsi. Neuville ha confermato con il Rally alsaziano due aspetti, quali una capacità di imporre un ritmo incisivo lungo un intero weekend in modo encomiabile, ma anche l'impossibilità di fare parte della struttura madre, troppa tensione e nervosismo hanno condito i dettagli di contorno della gara, fra cui anche un piccolo diverbio con il navigatore. Inoltre, non dimentichiamo che il quarto posto non cambia un trend negativo durato per il restante campionato, giustificato in funzione della sua posizione di promettente debuttante. Resta comunque più di una promessa, ma un investimento che a medio termine, porterà molti benefici ai francesi di Citroen Sport...
     
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    Mads Ostberg 7,5
    Ritengo che ormai i settantacinque centesimi siano il punteggio assolutamente più adeguato alla stagione di Ostberg, che pur essendo assente dal podio da diverso tempo, rimane l'indiscusso dominatore fra i privati; se Neuville è stato capace di infastidire gli ufficiali in gara, ancor più eccezionalmente, il norvegese è ancora in lizza per conquistare il prestigioso terzo posto della serie, tutt'altro che scontato: in due rally impegnativi quali Italia e Spagna, il risultato non è affatto scontato, sebbene sia evidente che il favore dei pronostici pende verso il duetto Ford, ragionevolmente più competitivo, disponendo peraltro di una vettura ufficiale. Ad ogni modo, è sorprendente notare che Ostberg fino ad ora non solo non si sia mai ritirato, ma addirittura non è mai uscito dal bordo della top five, un record assoluto per un pilota che porta, con la politica "dei piccoli passi", piazzamenti in modo costante e continuo, al fine di garantirsi, ancor prima che una stabile posizione in campionato, la quale, in quanto a obiettivi, è solo di secondaria importanza, un sedile per una squadra ufficiale. E' fra i piloti più "maturi" del circus, senza dubbio il giovane che possiede i requisiti basilari per un balzo in avanti: sagacia e regolarità. In quanto a velocità pura, come certificato su asfalto, è in verticale miglioramento, lo ribadiamo, la seconda guida ideale per la Ford, che quest'anno ha patito proprio l'incostanza dei propri piloti. Lasciarsi sfuggire un driver di questo spessore sarebbe folle e irragionevole, specie in virtù del probabile abbandono di Latvala. Ritengo altrettanto che il lavoro della "formichina" sia stato fin troppo trascurato, in quanto poco eclatante, ma in realtà ciò che è stato costruito dal norvegese è in assoluto eccezionale. La chiave per le conquiste dei futuri campionati, i quali saranno molto probabilmente equilibrati, sarà la costanza, ancor più che oggi. Ad Ostberg, mancano solo i mezzi...

    Ott Tanak 7-
    Tanak ha disputato una buona prova, nulla comunque di fronte alla più eclatante che concreta performance tedesca su asfalto; ha comunque conquistato la Power Stage, dando prova di una buona gestione delle risorse umane complessive, evitando lotte sconsiderate per risultati a cui non può competere. Condotta di gara peraltro rispettata durante l'intero anno, giacchè la stagione di Tanak, a tratti interessante, a volte insipida, più spesso insoddisfacente, non ha etichetta. Ogni rally fa una storia a sè, non è confrontabile con gli altri. Dell'estone si scopre qualcosa di nuovo ad ogni gara; in realtà è indubbio il genuino talento, ma a testimonianza del fatto che il vicecampione SWRC 2011 sia ancora piuttosto instabile nel rapporto con ciascun appuntamento, conferma che si tratta tuttora di un oggetto "misterioso", tutto da scoprire. C'è Montecarlo, la Germania e la Francia: tre rally concettualmente differenti, pur essendo del medesimo fondo, nei quali, senza troppi giri di parole, si evidenzia il perfezionista puro, il manico "alla francese". SI noti attentamente non solo la differenza nel risultato statistico, ma anche in quanto a passo gara, incolore nella prima ma accettabile, competitivo ma insostenibile nella seconda, intermedio nell'ultima. In Tanak risiede un potenziale esplosivo, ma che non si è realizzato in tutte le sue forme in neppure una dei rally fino ad ora disputati. Bene l'Alsazia, quindi, per aver portato a termine la prova in modo anche positivo, sebbene il piazzamento sia in controtendenza rispetto agli altri.

    Evgeniy Novikov 6,5
    La sensazione è che Novikov si sia effettivamente perso, forse è la conseguenza di un debutto 2012 eccezionale, strepitoso. Una carica la cui efficacia è andato scemando, gara dopo gara, in seguito ai primi ritiri, alle prime difficoltà, che forse sono l'emblema di un equilibrio non ottimale. A differenza degli altri compagni di avventura o sventura che si preferisca, è fra i più giovani del circus, appena ventidue anni; vale a dire che può ancora formare un ampio bagaglio di esperienza, sempre in virtù di ciò. Tuttavia, la grinta, l'impavidità, quest'anno opportunamente combinati in modo regolare, da un pò di tempo il russo è altalenante ed è, a causa di tale ragione, anche a rischio la credibilità acquisita durante la prima aliquota della stagione, anche se la sesta posizione assoluta, salvo complicazione, è al sicuro. Il settimo posto equivale a sei punti, ma è il distacco fin troppo ampio anche dagli altri compagni di marca, Tanak e Ostberg, a preoccupare in Alsazia, oltre che la scellerata uscita di strada, senza conseguenze, fortunatamente. Ad oggi, ciò che più conta, è impressionare le grandi case ufficiali, per raccogliere i sedili liberi, fra cui quello Hyundai, piuttosto interessante, in palio.

    Chris Atkinson 6,5
    Atkinson ha ottenuto il posto di Araùjo, conquistando in tre gare più punti dello stesso in otto rally. Il talento dell'australiano è indubbio, ma è evidente che ha ereditato una situazione se non disastrosa, comunque complessa. E' un'occasione d'oro, perchè un posto da semi-ufficiale, altro nome idoneo al ruolo di MINI Motorsport Italia non c'è, è un'opportunità da sfruttare, che permette di rientrare se non altro nel circus, quello che conta, per poter alla ormai prestigiosa zona punti, così affollata di veterani ed esperti, che hanno tutti i mezzi per escludere i drivers come Atkinson, il quale proviene da un assenza piuttosto lunga, dal 2009 e sono lecite alcune ovvie difficoltà, dal momento in cui Atkinson è al suo esordio nella cosiddetta nuovo era del WRC. Fatta questa premessa, il sei e mezzo rispecchia una prova ben più che sufficiente, in virtù appunto dei punti sopracitati, un ottavo posto che con un novero di piloti agguerriti, è tutt'altro che alla portata. Ampiamente superiore ad altre WRC, il gap inferiore al minuto da Novikov conferma la bontà di guida di Atkinson e la sua vasta visione di gara, testimoniata da una impressionante regolarità nel passo gara; un atteggiamento decisamente lontano da quello tenuto in Subaru, dove emerse in tutta la sua pienezza l'audacia dell'australiano.

    Martin Prokop 6+
    Ormai quello di Prokop è un abbonamento alla nona posizione, che in fondo è lo specchio di un pilota costante, fra i pochi accorto a raccogliere quanto possibile e pronto a sfruttare occasioni favorevoli; tuttavia, per pensare di superare la barriera del semplice privato, serve ben altro: ad oggi, infatti, nonostante la stagione complessivamente positiva, è noto a tutti che in fondo non è semplicemente possibile pensare di distinguersi così; in altre parole, pur essendo un 2012 allestito al ruolo di scuola in ottica futura, il confronto a parità di vettura con altri partecipanti del WRC è impietoso; abbiamo speso ottime parole durante il corso del 2012, rimangono ben salde, ma il Rally d'Alsazia, il quale si colloca al termine della stagione, non invia segnali di miglioramento, necessari per poter competere degnamente nelle prossime sfide.Non dimentichiamo infatti, che la zona punti giunge solo in seguito ad una serie di circostanze favorevoli...

    Sébastien Chardonnet 7,5
    Un debutto con i fiocchi, straordinario, giunto in modo del tutto inaspettato, specie in seguito alla assai limitata conoscenza della vettura ed in virtù della deludente performance al Rally Vosgien. Le premesse negative, invece, hanno mostrato tutt'altro aspetto nel momento di trasformare in fatti la prestazione. Peraltro, ancor prima di procedere, vorrei evidenziare un episodio di unica eloquenza: Il francese Chardonnet, in seguito all'uscita di strada di Al Attiyah, anche a costo di sacrificare la propria performance, fino a quel momento eccellente, ha prestato soccorso all'equipaggio ed agli spettatori, ricevendo poi un tempo abbastanza equo per riallinearsi nella classifica. Un esempio, in altre parole, ammirevole. In abbinamento a questo particolare molto piacevole per uno sport la cui credibilità, che consiste propri nei piloti, anzichè nelle blande associazioni, non si può neppure scalfire. Chardonnet, è anche l'emblema del funzionamento in Francia di queste ultime: portato in Francia con una WRC dalla FFSA, ha sfruttato tutto il proprio potenziale per poter se non altro dare rilievo alla propria figura, con ovvio successo...
     
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    CLASSIFICA WRC >11 / RITIRI

    Julien Maurin e Romain Dumas 6-

    Possiamo affermare che la prova dei due francesi è al margine della sufficienza. Il primo, dalle ampie disponibilità economiche, ha ormai un'esperienza consolidata con la Fiesta WRC, oltre che con la S2000; arrancare in zone poco appetibili, per un driver abbastanza rinomato localmente, è stato un duro colpo, giacchè non è avvenuto neppure un confronto a distanza con qualche contendente mondiale; un giovane come Chardonnet, che fino ad ora si è limitato a poche esperienza con la R3T, ha rifilato quattro minuti esatti a Maurin. Avere alle spalle Yvan Muller, il quale pur dispone di scarsa conoscenza del suo mezzo, è ancor più preoccupante. Non pervenuto.

    Yvan Muller 6+
    Vale più di una sufficienza piena, perchè in fondo il suo obiettivo è stato quello di giungere al traguardo senza troppi intoppi; i tempi segnati al termine del rally dimostrano che in realtà, sulla medio-corta distanza, il francese può anche competere con qualche nome interessante. Da non dimenticare che inoltre la sua partecipazione non ha fini agonistici, bensì di puro "divertimento", perchè in fondo il rally non è altro che passione, così come l'automobilismo, genuina. Forse è un test in ottica futura: Muller è stato appiedato dalla Chevrolet in seguito al ritiro di quest'ultima dal WTCC. Complessivamente, il risultato è buono: un primo passo verso un passaggio diametralmente opposto a quello che potrebbe compiere Loeb?

    Petter Solberg 6-
    Ormai Solberg è ai margini della sufficienza, essendo un ufficiale, in vista del 2013, quando sarà semi-ufficiale, ma prima guida della squadra, non può proseguire fra ottimi risultati ed escursioni al limite, attraverso le quali si è anche reso protagonista di incidenti alquanto pericolosi, anche oggetto di amara critica; forse specchio di un Solberg che vuole emergere, ma non ha ancora tutti gli strumenti a disposizione. Che ben si intenda, la gara vera è durata appena otto PS, seguita da altrettante di Rally2; dalla SS17 alla SS22 si è trattata di una passerella. Solberg doveva essere l'uomo squadra, il sostituto ideale di Hirvonen, che prima aveva pieno potere in Ford; di fronte ad un Latvala invece agguerrito, nulla è stato possibile anche in virtù del fatto che dopo un debutto straordinario, costellato di podi, fondamentali per la lotta iridata, si è perso, come spesso si è detto, in un sentiero di errori, disattenzioni, causati dalla pressione di doversi imporre. E' ciò che non è riuscito a fare; ma con un giovane in squadra ed un team tutto da riformare, l'approccio sarà totalmente differente. Sarà importante girare pagina, poichè il 2012 è meglio considerarlo un trampolino di lancio. Poco incisivo.

    Dani Sordo 7+
    Dani Sordo si è difeso con le unghie e con i denti. Ribadiamo, difeso, perchè la sua gara non è stata impostata sull'attacco, sin dall'inizio. Doveva essere, invece, il rally del riscatto. Ed e' stato quasi l'ovvio riflesso di una squadra priva di possibilità materiali, che non casualmente, ha annunciato un ritiro già ampiamente prevedibile. Il suo rally, giunto al termine peraltro per un problema tecnico, è la più chiara dimostrazione che in fondo, anche nella realtà dei traversi, un minuzioso ed accurato sviluppo è la chiave di volta per progredire in modo deciso; invece, da fine marzo, la Mini John Cooper Works Countryman non subisce interventi, i quali per una vettura neonata sono ancor più necessari, per rimuovere quei difetti di gioventù che talvolta persistono. Lo spagnolo ha sofferto i privati, ha subito uno schiaffo da tutti gli altri ufficiali che hanno mantenuto un ritmo esponenzialmente superiore, proprio quando lui, con la Mini, aveva dato prova di poter prevalere sui rivali, nel 2011, per mezzo di una performance di primissima scelta, dove il pilota fine, maniacale nella guida, si esalta. In altre parole, è stato un deprimente viaggio fra le posizioni di rincalzo, senza poter dare stimoli di ripresa, di grinta e vigore, perchè i limiti, evidentemente, li ha già raggiunti. Il ritiro, mesto, è solo il contorno che aggrava ancor di più le deficienze di una vettura giovane, abbandonata a sè stessa ancora prima di poter germogliare.

    ALTRI:

    Nasser Al Attiyah 6

    CLASSIFICA S2000 / SWRC

    Sébastien Ogier e Andreas Mikkelsen 8
    Non figura fra le migliore prove della squadra preparata da Volkswagen, composta da Ogier e Mikkelsen, ma è giusto ribadire un voto alto alla coppia per rimarcare il silenzioso e laborioso lavoro compiuto. Ciò che è opportuno evidenziare, in primo luogo, è l'affidabilità in crescendo del francese, non perviene dal Rally Montecarlo un ritiro. Altro aspetto da non trascurare, la linearità nel campionato; nonostante la massiccia presenza di WRC, si è posizionato ai margini della zona punti, per una manciata di secondi. Nel momento di sfoderare aggressività Ogier si è rivelato nettamente superiore, nonostante la carenza di mezzi. In quest'ambito, inoltre, eccelle anche la neo promessa Mikkelsen, in quanto a competitività ancora lievemente inferiore, pur essendo finalmente riuscito a acquisire maggiore costanza e concretezza. Il Rally di Francia, in altre parole, non è altro che una riconferma dell'omogeneità del binomio su tutti i fondi: vale a dire, che per quel che concerne il capitolo piloti, Volkswagen si è preparata in modo adeguato, riparandosi da eventuali complicazioni...

    Hermann Gassner jr. 7,5

    Craig Breen 7,5
    E' indubbio e innegabile che Breen sia un sorvegliato speciale, nel senso più positivo della parola; dopo aver lasciato, come si suol dire, a bocca aperta per il suo celere rientro nella serie, sorprende altrettanto, lo abbiamo già evidenziato in altre occasioni, la passione che muove l'irlandese, la volontà e lo spirito. Penso che fra i titoli del JWRC e dell'Academy, non ne sia mai stato assegnato uno così denso di coraggio; nonostante un ritiro assai penalizzante nel penultimo rally rispetto al rivale Egon Kaur, con impavidità lo superò grazie alla somma di PS vinte. Breen, rimarrà, per diversi motivi, indelebile nella sua porzione di storia. Pertanto, non nego neppure che vedere il giovane e fresco vincitore del Rally di Francia conquistare, vincere l'iride fra le S2000, sia una speranza, al fine di lanciare un nome tutt'altro che inosservato nelle zone della classifica che conta, senza nulla togliere ai diretti avversari, i quali si sono distinti con altrettanta efficacia.

    Yazeed al-Rajhi 7+

    Per Gunnar Andersson 7-
    Si preannuncia una sfida in volata, dove calcoli, strategie e tatticismi non avranno rilievo e lo spirito più grintoso avrà la meglio; non è un testa a testa che si decide sul punteggio, in quanto con quasi totale certezza, si deciderà in una lotta al vertice che vedrà vincitore, di fatto, solo chi si troverà davanti. In altre parole, il "mini bonus" di Breen di soli due punti, non ha alcuna utilità, azzerando di fatto i risultati del restante campionato. Tuttavia, lo svedese non parte con i favori dei pronostici: nell'ultima tranche della sua stagione non ha ben figurato e ha subito puntualmente l'iniziativa dell'avversario, cadendo non di rado nell'errore. In virtù di queste premesse, ad ogni modo, si prospetta una gara in Spagna tutta da seguire, in quanto Andersson ha comunque un bagaglio invidiabile di esperienza ed è indubbio che metterà in campo tutto il proprio potenziale per duellare ad armi pari con l'irlandese, seppur in ombra in Francia ed in Gran Bretagna.

    Hayden Paddon 6
    In fondo, dopo un inizio incolore nel campionato, nel momento di sfidarsi con i migliori interpreti SWRC, si è rivelato all'altezza, a tratti anche lievemente superiore, regolarmente al vertice della classifica, confermando, anche ad un passaggio così importante, fra N4 ed S2000, di poter sempre rispondere alle attese. In altre parole, ha le carte in regola per scalar le categorie velocemente; tuttavia, ciò che è venuto a mancare sia in Francia, sia nel campionato, è stata quella costanza di rendimento chiave invece fondamentale per il successo dell'anno scorso ed in qualunque caso generale, WRC 2011 e 2012 docet. E' il candidato numero uno al titolo 2013, se ne farà ancora parte, ma nel frattempo, quello 2012, è sfumato in modo piuttosto assurdo e rocambolesco...

    Andreas Aigner 6-

    CLASSIFICA SQUADRE

    Citroen 10 / Ford 8,5 / Mini 6+
    In seguito alla vittoria del costruttori, è stato già detto molto sullo strapotere della DS3. Solo condizioni estreme hanno fermato la scalata verso la vittoria della vettura francese, i dati sono eloquenti, nove vittorie su dodici (ndr, in Sardegna), di cui otto del leader della squadra, podi costanti e regolari durante tutto il campionato. Penso che sia non solo la chiave di volta del titolo, ma anche l'elemento attraverso il quale Citroen, se proseguirà nella sua esperienza, senza alcun dubbio conserverà il titolo riservato al costruttore per lungo tempo. ormai l'esperienza si è fusa in un insieme compatto, invulnerabile, nessuno è mai stato capace di distruggere l'imponente struttura fondata da Citroen se non, paradossalmente, un membro interno, quale potrebbe essere Ogier. L'unica incertezza che sorge è la seguente: che cosa succederà nel dopo Loeb? Capitolo Ford, lodevole il progresso sull'asfalto, che vede la Fiesta ormai molto vicina prestazionalmente alla DS3, così come Latvala e Solberg sono stati in questa aliquota stagionale idonei rispetto alle aspettative ed in esponenziale crescendo. Il Rally d'Alsazia è uno spartiacque fra presente e futuro, con un pizzico di amarcord. Che cosa succederà al team semi-ufficiale Ford? Sarà ancora competititivo? Mini invece allo sbando; abbandono ufficializzato per il 2013, una partecipazione solo parziale di Prodrive nello sviluppo e soprattutto una vettura dalle grandi potenzialità lasciata sola al suo destino; dopo aver mostrato i muscoli con Sordo, anche rispetto ad una casa dalla notevole portata come Ford, l'effetto è andato scemando fino allo stato attuale, in cui lo spagnolo è costretto a lottare con i privati. Ecco, pertanto, l'emersione di un ritratto a tre sfaccettature, dove resiste solo il più forte...

    CLASSIFICA WRC ACADEMY

    Elfyn Evans 9
    La questione si è chiusa; la sensazione, d'altro canto, circolava nell'ambiente da molto tempo. Evans ha vinto il WRC Academy con una gara in anticipo, in quanto in seguito al tribolato rally portoghese, il britannico ha conquistato un prezioso poker di vittorie, dominando sugli avversari non solo in ambito di successi, ma anche di PS vinte, che testimoniano il singolare dominio, insolito in una serie come questa. Cinquanta punti di vantaggio sono un abisso, ma non dobbiamo essere troppo sorpresi: l'unico rivale sufficientemente incisivo tale da poter contrastare il connazionale, è proprio Fisher, ancora una volta ritiratosi, il quale dopo un incipit stagionale brillante, si è perso in disavventure, pur possedendo, sulla carta, i favori dei pronostici. E' emerso quindi Evans, a discapito anche di coloro i quali conoscono la serie, ma non riescono ad eccellere. Resta, ahimè, il titolo più insipido mai assegnato: Evans, di fatto, è un esordiente, che ha centrato l'obiettivo; ma senza sminuire la grande opera compiuta, quale futuro lo attende? La sua esperienza, fino ad ora, si è limitata fra R2 ed R3; è stato un exploit in un momento in cui l'offerta suepra decisamente la domanda...

    José Antonio Suarez 7,5

    John MacCrone 7

    Brendan Reeves 6,5

    Alastair Fisher 5

    SPAZIO D'APPROFONDIMENTO

    -Rally d'Alsazia: 8
    Si veda la premessa per un assaggio riassuntivo.

    Percorsi: 6/7

    Gara: 8+

    Altro (Organizzazione, ecc.): 9,5

    VOTO UTENTI:

    -Rally d'Alsazia

    Percorsi:

    Gara:

    Altro:

    -Rally di riscatto per i talenti
    E' senza alcun dubbio il rally dove, grazie ad una FFSA molto efficiente, i giovani francesi esaltano le proprie doti. Modello da esportare?

    PAGELLE

    WRC

    Loeb ?

    Latvala ?

    Hirvonen ?

    Neuville ?

    Ostberg ?

    Tanak ?

    Novikov ?

    Atkinson ?

    Prokop ?

    Chardonnet ?

    Maurin ?

    Dumas ?

    Muller ?

    Solberg ?

    Sordo ?

    Al Attiyah ?

    S2000

    Ogier ?

    Mikkelsen ?

    Breen ?

    Al-Rajhi ?

    Andersson ?

    Paddon ?

    COSTRUTTORI

    Citroen ?

    Ford ?

    Mini ?

    WRC ACADEMY

    Evans ?

    Suarez ?

    MacCrone ?

    Fisher ?
     

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