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Pagelle Rally WRC

Discussione in 'WRC - World Rally Championship' iniziata da F150, 23 Agosto 2011.

  1. A T RACING TEAM

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    -Rally di riscatto per i talenti "E' senza alcun dubbio il rally dove, grazie ad una FFSA molto efficiente, i giovani francesi esaltano le proprie doti. Modello da esportare?"

    Dopo la Finlandia o forse anche prima questa è una realtà ed è sicuramente da esportare
     
  2. F150

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    WRC: Pagelle degli ultimi due appuntamenti ridotte,

    *P.S. Prossimo appuntamento, pagelle finali del CIR.

    PAGELLE RIDOTTE DEL RALLY DI SARDEGNA 2012

    sardegna_rally_06.jpg


    TOP TEN

    Mikko Hirvonen 8/9

    Evgeniy Novikov 8+

    Ott Tanak 7/8

    Mads Ostberg 7/8

    Sébastien Ogier 9

    Chris Atkinson 7-

    Andreas Mikkelsen 8+

    Martin Prokop 6,5

    Petter Solberg 5/6

    Luca Pedersoli 6+

    CLASSIFICA PWRC

    Nicolas Fuchs 8+

    Marcos Ligato 8

    Valeriy Gorban 8

    Subhan Aksa 7

    Michal Kosciuszko 6

    Benito Guerra jr. 6

    CLASSIFICA MISTA

    Giuseppe Dettori 7

    Jari-Matti Latvala 5/6

    Sèbastien Loeb s.v.

    Thierry Neuville 6


    PAGELLE RIDOTTE DEL RALLY DI SPAGNA 2012


    citroen-spagna-00.jpg

    TOP TEN

    Sébastien Loeb 9,5

    Jari Matti-Latvala 9

    Mikko Hirvonen 8,5

    Mads Ostberg 7,5

    Jarkko Nikara 7,5

    Craig Breen 9,5

    Chris Atkinson 6/7

    Per Gunnar Andersson 8,5

    Dani Sordo 8-

    Evgeniy Novikov 7+

    PWRC

    Benito Guerra jr. 9

    Marcos Ligato 7/8

    Subhan Aksa 7

    Valeriy Gorban 7

    Lorenzo Bertelli 7

    Michael Kosciuszko 5,5

    CLASSIFICA MISTA

    Petter Solberg 5+

    Thierry Neuville 5/6

    Ott Tanak 6
     
    #102 F150, 7 Dicembre 2012
    Ultima modifica: 7 Dicembre 2012
  3. Bartolbia84

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    X me Rally Sardegna

    TOP TEN


    Mikko Hirvonen 8,5

    Evgeniy Novikov 8

    Ott Tanak 7,5

    Mads Ostberg 7

    Sébastien Ogier 10

    Chris Atkinson 6,5
    [B][I][B][I][B][I][B][I][B][I]
    Andreas Mikkelsen 8[/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B]


    Martin Prokop 6

    [URL="http://www.rally.it/forum/f44/solberg-petter-2239.html"]Petter Solberg[/URL] 5

    [B][I][URL="http://www.rally.it/forum/f44/pedersoli-luca-2640.html"]Luca Pedersoli[/URL] 6,5

    [B][I]CLASSIFICA PWRC

    [B][I]Nicolas Fuchs 8

    [B][I]Marcos Ligato 8

    [B][I]Valeriy Gorban 8

    [B][I]Subhan Aksa 7

    [B][I]Michal Kosciuszko 5,5

    [B][I]Benito Guerra jr. 5,5

    [B][I]CLASSIFICA MISTA

    [B][I][URL="http://www.rally.it/forum/f44/giuseppe-dettori-4766.html"]Giuseppe Dettori[/URL] 8

    [B][I][URL="http://www.rally.it/forum/f44/latvala-jari-matti-2608.html"]Jari-Matti Latvala[/URL] 4,5

    [B][I]Sèbastien Loeb 4

    [B][I][URL="http://www.rally.it/forum/f44/thierry-neuville-7008.html"]Thierry Neuville[/URL] 5,5



    Voto all'organizzazione? [/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B]
     
  4. F150

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    Grazie per l'intervento, hai ragione, avrei dovuto lasciare un piccolo spazio extra per tematiche inerenti la gara nel suo formato, purtroppo ho dovuto restringere in semplici voti, senza commento, le pagelle, per dedicare più tempo a quelle finali, WRC, IRC, CIR. Sarà senza dubbio uno dei tanti argomenti dell'analisi finale, in questo WRC in fase di transizione, è ancor più corretto riproporre gli aspetti fondamentali del campionato, analizzandoli nei particolari. Cito, ad esempio, l'organizzazione, la partecipazione televisiva di ciascuna nazione, in assenza di una copertura ufficiale, il calendario, scenari futuri e ancora molto altro. Detto questo, encomiabile la preparazione del rally, la partecipazione è stata straordinaria, in crescendo da molti anni, è diventato senza dubbio il punto di forza, assieme alla qualità delle prove, del rally in Sardegna, nonostante l'esiguo numero iscritti. Per me è un 9.
     
  5. A T RACING TEAM

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    TOP TEN

    Mikko Hirvonen 9

    Evgeniy Novikov 8+

    Ott Tanak 7+

    Mads Ostberg 7+

    Sébastien Ogier 9+

    Chris Atkinson 6

    Andreas Mikkelsen 8-

    Martin Prokop 6

    Petter Solberg 5,5

    Luca Pedersoli 6,5 la posizione finale alla fine non l'ha fatto sfigurare tanto ,cmq è stato bravo

    CLASSIFICA PWRC

    Nicolas Fuchs 8

    Marcos Ligato 8+

    Valeriy Gorban 8

    Subhan Aksa 6,5

    Michal Kosciuszko 6-

    Benito Guerra jr. 6-

    CLASSIFICA MISTA

    Giuseppe Dettori 7,5

    Jari-Matti Latvala 5

    Sèbastien Loeb 5

    Thierry Neuville 6


    PAGELLE RIDOTTE DEL RALLY DI SPAGNA 2012


    [​IMG]



    TOP TEN

    Sébastien Loeb 9,5

    Jari Matti-Latvala 9,5

    Mikko Hirvonen 9-

    Mads Ostberg 7+ speravo che facesse meglio

    Jarkko Nikara 8-

    Craig Breen 10

    Chris Atkinson 6,5

    Per Gunnar Andersson 8+

    Dani Sordo 7

    Evgeniy Novikov 7

    PWRC

    Benito Guerra jr. 9

    Marcos Ligato 7,5

    Subhan Aksa 7

    Valeriy Gorban 7+

    Lorenzo Bertelli 7-

    Michael Kosciuszko 5

    CLASSIFICA MISTA

    Petter Solberg 5

    Thierry Neuville 5

    Ott Tanak 6-




    voto organizzazione ,considerando il periodo ,il meteo e le diffcoltà econimiche direi 8,5 per l'anno prossimo sicuramente si spererà in un 10 :1_smile_24:
     
  6. F150

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    Pagelle Finali WRC 2012: Si chiude l’oligarchia di Loeb
    Stagione, neanche a dirlo, dominata per la nona volta da Loeb e pertanto, non potevamo intitolare in altro modo queste pagelle, segnate da voti molto alti: nell’anno di transizione, in cui l’unico protagonista è sembrato Loeb, si è preparato un futuro molto più combattuto, aperto a sfide di più ampio respiro. Bisogna, d’altro canto, mantenere il passo dei cambiamenti e ciascuno si è distinto, poche, seppur profonde, le delusioni. Hirvonen, Ostberg, Latvala sono solo tre dei tanti nomi che hanno raccolto quest’anno importanti progressi in ottica 2013. Anche nelle categorie minori, spuntano e brillano figure importanti, in verticale crescita. Fra i privati, un boom di exploit, contrapposti al grande fallimento della stagione di Solberg, forse metafora del nuovo che avanza verso nuovi scenari mentre “l’usato viene gettato”? Le polemiche, come di consueto, non sono mancate, ma ciò non inficia una stagione atipica, specie da un punto di vista meteorologico, sempre nel segno del nove volte iridato.

    LINK ALLE PAGELLE COMPLETE (FORUM):
    http://www.rally.it/forum/f24/pagelle-rally-wrc-5159-11.htm

    CLASSIFICA DEI PROTAGONISTI

    Sébastien Loeb
    10 e lode
    E’ un tributo alla carriera, è come quei Premi Nobel assegnati più alla carriera che all’opera pioneristica stessa. Perché nel 2012 ha ottenuto uno dei tanti titoli, il nono, ma non è questo ad impressionare, forse ormai abbiamo perso la sensibilità rispetto a ciascuna vittoria, ogni gara ha il sapore di quella precedente, quasi a voler dimostrare che la concorrenza, convinzione diffusa ma errata, non si all’altezza. L’ho ribadito diverse volte, 2009 e 2011, paradossalmente, sono i suoi anni migliori, perché nelle difficoltà, si può comprendere l’effettivo valore del pilota. Nel momento in cui ha dato dimostrazione di forza, anche considerando di dover per la prima volta inseguire, ha mostrato una superiorità netta in quanto a freddezza e classe di guida. E nel momento di dominare, ha raccolto tutto. La premessa è d’obbligo. Quest’anno, quindi, come detto la sensazione è stata quella del dominio effettivo e psicologico, una sorta di gioco, nei confronti degli avversari, nelle condizioni peraltro migliori, senza quell’Ogier che, pronto ad ingarbugliare la squadra, ne ruppe l’equilibrio per diverso tempo. Invece, nel 2012, partenza a razzo a Montecarlo, una breve altalena durata fino al Rally Portogallo, fra vittorie ed errori. Eppure, il fatto che nessuno sia riuscito a strappargli la testa del campionato in questa prima fase, è stato già un segno abbastanza chiaro, che ha indicato la scarsa solidità del fronte avversario, incapace di reagire al full di vittorie di Loeb, durato quattro mesi, in tutte le condizioni possibili, asciutto, bagnato, terra e asfalto. Una combinazione perfetta. D’altro canto, le combinazioni perfette incarnano la personalità del francese. Un passo gara, non serve elencare tutte le vittorie, reso ancor più efficace dalle scelte strategiche impeccabili di Citroen, in altre parole al suo miglioramento, si è verificato un peggioramento degli avversari, quanto mai sotto pressione. Tanti aggettivi, tanti soprannomi in questi lunghi nove anni marchiati, etichettati con il suo nome, il quale, al di là delle poco fondate critiche, rappresenta una vera era, forse fin troppo sminuita. Rendiamo così onore a un personaggio per certi versi non gradito, come d’altro canto avviene per i grandi campioni, ma obiettivamente epocale. Perché, se è pur vero che i numeri non rendono un pilota il più grande di sempre, spesso parlano al di sopra del giudizio obiettivo. EPOCALE

    Mikko Hirvonen 8/9

    Si è temuto a lungo una chiusura di stagione senza vittoria, ma alla fine, è pervenuta, come sempre, tutt’altro che in grande stile, bensì in silenzio, come il finlandese ama fare. Considerando anche la vittoria in Portogallo negata più per mezzo di un cavillo, che per altro, sarebbero due, ironia della sorte, proprio nei rally in cui Loeb si è ritirato. Questo dato, tuttavia, va preso con le pinze: il francese è stato a lungo sostenuto dal finlandese per mettere in cassaforte entrambi i titoli, per un lungo periodo sono state congelate le posizioni, specie durante quel “full” di vittorie di cui si è già parlato. Concretamente, il 2012 è stato solo un anno test, da scudiero, per puntare in seguito al titolo 2013. Può apparire una teoria abbastanza fantasiosa, ma in Citroen sono ben note le regole interne, secondo cui ci deve essere solo un punto di riferimento nella squadra, è un fatto ampiamente assodato. Hirvonen, compiendo questa scelta, si è assicurato una stagione dal bilancio positiva, un futuro a breve termine, in prospettiva dell’abbandono di Loeb, che potrebbe rivelarsi vincente, ma forse ha ceduto al rivale, da primo avversario ad aiutante. Una decisione ambigua, ma ponderata. Se il 2013 è l’anno decisivo per confermarsi come vicecampione dell’era Loeb, nel 2012 compie la medesima azione, non riuscendo affatto a prevalere su quest’ultimo, ma assicurando la propria lieve superiorità, grazie ad un’esperienza invidiabile, nei confronti di piloti a tratti un po’ arruffoni e maldestri. Da segnalare il poker di piazze d’onore, che si è tradotto in una serie di doppiette per la squadra. Penso che Loeb+Hirvonen sia un binomio impossibile anche da scalfire, aggrega esperienza, acume e collaborazione in modo irraggiungibile per i più. E’ stata l’estate, diciamo così, la stagione della consacrazione di un team che funziona perfettamente. Importante, invece, il progresso sull’asfalto, che sarà di primaria importanza verso un 2013 più ricco di ostacoli, è piaciuta l’umiltà con cui ha promesso di crescere ed è stato altrettanto apprezzabile il miglioramento. Hirvonen è sinonimi di solidità e stabilità, sebbene non sia riuscito a strappare neppure un titolo a Loeb, mai una sbavatura, mai un’imprecisione. Con queste qualità, si candida al titolo dell’anno prossimo. CANDIDATO

    Jari-Matti Latvala 7,5

    Quando si parla di arruffoni, ecco che spunta Latvala, terzo assoluto in campionato, ma grande, grandissima delusione, ormai da qualche anno a questa parte la stagione si chiude nella speranza di ripartire al 120% in quella successiva, ma è proprio l’eccesso di foga ad inizio stagione a tradire Latvala. Guai a mantenere questo atteggiamento con una squadra come la Volkswagen che deve, almeno per ora, macinare chilometri. Come in molti avranno notato il finlandese ha ottenuto, in cinque gare, una vittoria e tre scocche piegate, sommate ad un’assenza in Argentina a causa di un “incidente extra-rallistico”. Un disastro irreparabile, il quale non solo ha compromesso la sua stagione in partenza, ma anche quello della squadra, che a sua volta ha rigettato la questione su Solberg. C’è poco da discutere, il livello del WRC è molto alto e forse il vicecampione 2010 è anche il più veloce in assoluto, meglio anche di Ogier, noto per la sua irruenza, ma non c’è spazio per chi spreca, in un team ufficiale dove prevale il pragmatismo. Da quel momento, è arrivato un miglioramento, tanti risultati a podio, qualche uscita di strada in stile personale, con manovre al limite per la sua incolumità. Soprattutto, ha conquistato un’altra vittoria, la seconda, che in questa particolare classifica, lo vede secondo, dietro a Loeb a quota nove, quasi a voler dire che il successo è un discorso privilegiato. Il bilancio, però, non può essere positivo: il WRC, come già detto, è uno sport estremamente competitivo e perdere un altro anno, indipendentemente dallo strapotere del francese, è un duro colpo. Ripartire da zero, con una nuova squadra, può essere “salutare”, ma nulla si cancella con una bacchetta magica, bisogna voltar pagina con un taglio netto. Concludendo, una stagione più di sofferenze che piaceri…ENERGICO

    Mads Ostberg 9-

    Ostberg, invece, non avendo nulla da dimostrare, corre in modo parallelo alle vicende piuttosto aggrovigliate e astruse di Citroen e Ford e il bottino sembra trarre vantaggio da questo approccio determinato ma disteso al WRC 2012: tre podi, una vittoria, undici piazzamenti su undici partecipazioni in top five. Un risultato che ha delle sfumature straordinarie, eccezionali, considerando che si è presentato da privato, ma la classifica assoluta lo premia in toto, quarto definitivo davanti a Solberg, a un passo da Latvala. Ne parleremo anche in seguito, ma è stato senza dubbio l’anno della riscossa per le squadre minori, specie quelle sotto il nome della casa dell’ovale blu. Il norvegese, pur valutando questi limiti, è un po’ il personaggio dell’anno, originale nel conquistare la visibilità dei team che “contano”, con serietà, professionalità e linearità. Poco fumo, poche prove altisonanti, ma la regolarità è stata la sua arma vincente. Un atteggiamento di chi ha sulle spalle molta esperienza, realismo, efficace in offensiva e in difensiva. Sull’asfalto si possono denotare miglioramenti più o meno interessanti, ma è ancora un padrone del fango, del viscido. Quest’anno, come in passato, in condizioni estreme è riuscito a fare la differenza sul passo gara è una sua abilità che è stata di notevole supporto nel 2012. La gara dell’anno non è stata la vittoria in Portogallo a tavolino, seppur sia stato un rally assolutamente condotto con acume; ricorderei piuttosto le sue esperienza “mediterranee”, quali Grecia e Italia, ad esempio, molto riuscite. Il meno si riferisce al risultato spagnolo, con il quale avrebbe potuto chiudere la stagione con un podio ricco di significati e di grande slancio, senza un’uscita di strada che ha pregiudicato l’esito finale della prova. CONCRETO

    Petter Solberg 6,5

    Stagione poco convincente, per usare un eufemismo: ad oggi, neppure gli “aficionados” di Solberg possono difendere un 2012 quasi inspiegabile, solo quattordici punti in più rispetto al 2011, condotto da privato, poca sostanza, perché è mancato il passo, oltre che la costanza. Attenzione però, perché stiamo parlando della seconda metà dell’anno, perché la prima “fetta” è stata molto positiva, al punto tale da candidare Solberg a serio rivale di Loeb: in quattro gare, tre podi e un quarto posto, a dispetto di un ritiro, un sesto posto e due vittorie. In un certo senso, i rally successivi sono stati indice della grande pressione che è pesata sul norvegese, molto rapido in senso assoluto, a tratti anche in modo straordinario, ma poco attento al risultato; un atteggiamento che descrive l’approccio fino alla fine del 2012, più arrendevolezza, non solo mancanza di linearità ed anche poca incisività. Un crollo, per l’appunto, difficile da raccontare, proprio in quanto inesplicabile. Una situazione, più precisamente, la quale si è sviluppata a partire dal Rally Nuova Zelanda: ha utilizzato quattro volte il Rally2, conquistando qualche piazzamento e appena due podi. Un bottino magrissimo, positivo solo per le prove speciali vinte, quarantadue, che dimostrano certo la tenacia di Solberg, ma che confrontate al risultato in classifica, quinto, sono piuttosto in contraddizione. E non è giunta neppure quella agognata vittoria, attesa dal 2005. E ’ la dinamica del campionato dell’iridato 2003 ad essere incomprensibile, aggettivo perfetto per delinearne il ritratto. Unica certezza, è che non sarà alla partenza della prossima stagione. CRIPTICO

    Evgeniy Novikov 7,5

    Novikov decide di voltare pagina nel 2012 e i risultati testimoniano una svolta decisa, al punto tale che non si riconosce più quel pilota che tante vetture ha distrutto, fra incidenti spettacolari e terrificanti. Sembra quasi parte di un passato lontano. I numeri parlano chiaro, d’altronde, è la sua vera prima stagione, perché in passato ha solo raccolto ritiri o qualche “miracoloso” arrivo al traguardo. Il passo, la grinta in prova è sempre stata parte integrante del suo spirito, ma è mancata in modo evidente la capacità di concludere tre giornate di gara. Poi è venuta questo cambio di pagina, a Montecarlo ha lasciato tutti a bocca aperta con un quinto posto da incorniciare, replicando il proprio miglior risultato in carriera, ma dimostrando di aver ben altro in mente, di possedere ancor quel passo “nel taschino” per arrivare a podio. In seguito, si è replicato in Svezia, confermando pertanto l’omogeneità della qualità di guida; da quel momento in poi, sono maturati anche due podi, Rally Italia e Portogallo, certamente due appuntamenti dalla personalità grezza, molto difficili da affrontare. Non sono mancati gli errori, gli incidenti, spesso rocamboleschi, ma ciò non svilisce un anno eccezionale, il cui obiettivo è stato sostanzialmente centrato, impressionare i vertici Ford. Adesso il russo ha conquistato credibilità, è pronto per compiere l’ultimo passo di qualità. ROTTA INVERTITA

    Thierry Neuville 7-

    E’ un debuttante e pertanto l’esito finale è da considerarsi, quasi a prescindere, positivo. Il settimo posto finale è anzi indice di un buon lavoro personale, ma non per questo sempre sufficiente. Tanta vigore e carattere nell’affrontare una gara, ma nella sua arma vincente, potremmo dire, ha raccolto anche i numerosi incidenti. E’ chiaramente una di quelle figure destinate, prima o poi, a emergere e sbocciare, ma non dimentichiamo che “svezzare” un pilota prematuramente può avere gravi conseguenze, forse Latvala potrebbe essere un esempio. C’è voglia di emergere, sin dal primo anno al top, in modo alquanto irrealistico e spesso questo potenziale, espresso senza limiti, conduce ad una catena di uscite di strada, incidenti, i quali, molto rapidamente, contribuiscono ad etichettare un driver altamente professionale. Ad ogni modo, il suo talento è stato così impressionante, nel 2011 con Peugeot, al punto tale da convincere i vertici Citroen e crescere il belga nel proprio vivaio. Per essere chiari, ha disputato solo tre gare “perfette”, mentre nelle altre, anche considerando le forature, si è ritirato oppure è giunto al traguardo dopo un percorso travagliato. Nessun podio, ma il ritmo è quello di un vincente, di un pilota sopra le righe, di un vero “matador”. Gara dell’Alsazia è stata quella più significativa, quarto posto in un rally definitivo più volte per perfezionisti, condotto praticamente al pari dei team ufficiali. Bene anche altre prove impegnative, fra cui quella finlandese, ma spesso la sostanza si è dispersa nel vuoto. DISSIPATORE

    Ott Tanak 6,5

    Le doti sono cristalline, ma l’analisi appena fatta per Neuville è analoga, se non perfettamente coincidente, a quello che si potrebbe realizzare per Tanak. Un podio, a differenza del primo, l’ha conquistato, fra gli sterrati piuttosto insidiosi della Sardegna, ma non si è certo limitato in quanto a follie di stampo personale. Al di là dei ben cinque ritiri, l’estone può vantare altrettante performance disputate senza sbavature ed incidenti. E’ innegabile la spettacolarità di questi giovani ed è ancor più curioso il confronto, quanto impietoso, fra Neuville-Tanak e Novikov e Ostberg. Gli ultimi due, grazie alla propria accortezza, si sono assicurati un posto in Ford in stabilità, i primi due hanno lontano con unghie e denti per trovare un sedile, ma a spuntarla è stato il belga. A stagione terminata, al di là del punteggio “fotofinish”, i due sono appaiati, Neuville ha mostrato maggiore omogeneità, su terra ha sorpreso tutti, migliorando rispetto al passato, su asfalto entrambi si sono distinti, ma il pilota ex-Peugeot ha mostrato una superiorità a volte lieve, a volte anche netta. L’evoluzione, inoltre, del Pirelli Star Driver 2010, è stata limitata, nonostante conosca meglio il contesto del WRC rispetto al suo rivale, in questo senso non sembra ancora di essere così brillante come i rivali. A volte poco convincente, a volte troppo. Perché se Neuville non ha concretizzato, Tanak a volte non è riuscito a costruire un passo gara. Così, incrociando i dati, al primo anno di WRC, può dirsi soddisfatto, comunque, per una stagione di alta qualità, ma in questo caso una concorrenza spietata lo ha condannato temporaneamente ad un posto secondario in Ford. I sedili non aumentano in proporzione ai piloti, in effetti…DISCONTINUO

    Martin Prokop 6+

    Inversamente a quanto detto, Prokop ha utilizzato, rispetto a Tanak e Neuville, come proprio cavallo di battaglia, la costanza. Un solo incidente, a fine stagione e un ritiro in Germania causato da un incendio. Pesano molto di più i nove arrivi in zona punti, una sorta di “abbonamento” alla soglia interna ed in particolare alla nona posizione, conquistata ben cinque volte. Non è stato, in altre parole, un fulmine di guerra, ma certamente è stato interessante il metodo per affrontare la stagione, la prima con una WRC. Probabilmente è stata la scelta migliore per iniziare, ma adesso serve altro, non solo linearità. Perché per confrontarsi ad alti livelli è necessaria anche competitività, ingrediente che deve convivere, per l’appunto, con la regolarità. Prove degne di nota, Portogallo, Argentina e Grecia, concluse nella top five, grazie ad un giusto mix di velocità pura e costanza, la terra umida è stata una variabile di buon auspicio per il ceco. Adesso, però, bisogna alzare la posta. COSTANTE

    Sébastien Ogier 9

    Grande tenacia e alacrità, Ogier entra di diritto fra i protagonisti del WRC 2012, in quanto nessuno scommetterebbe, ad inizio stagione, che la decima posizione assoluta vada in mano ad una S2000. Se a guidarla, non c’è il francese, perché altrimenti il decimo posto assoluto appare come una certezza. E chissà, forse con un più accortezza e attenzione, forse non ancora del tutto parte integrante del francese, avrebbe puntato al settimo posto, che in fin dei conti, per un top driver, non fa la differenza. Ogni performance ha una sua storia, ciascuna affascinante e tutte da raccontare; ne possiamo selezionare due, le migliori, Montecarlo e Sardegna, certamente due rally molto tecnici e impegnativi. Il francese, in un certo senso, si commenta facilmente, con una guida pulita, caratteristica del “maestro e rivale” Loeb, ma pur sempre con una Skoda Fabia S2000, lottare addirittura a cavallo della top five è stato un risultato degno di lode. Dopo il ritiro, si è tolto la soddisfazione non solo di concludere nei primi cinque nel rally sardo, ma perfino è stato capace di vincere una PS in condizioni estreme, dovute ad un’usura anomala delle coperture. Sempre al limite, forse anche oltre, Ogier, compiendo un passo indietro, ne ha fatti cinque indietro. Perché ritornare a viaggiare nelle zone basse della classifica è un’esperienza formativa molto efficace per crescere sotto un’altra prospettiva. E non abbiamo dubbi, il francese sta maturando l’indole del leader quale potrebbe essere effettivamente. MATURATO
     
  7. F150

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    Dani Sordo 7,5
    In un anno in cui sembra correre senza programma e senza squadra, Sordo non si esonera dall’offrire spettacolo, attraverso una serie di partecipazioni al WRC, quasi con lo spirito di chi non ha obiettivi. D’altronde, sorge subito il dubbio per cui un pilota di una squadra ufficiale possa temporaneamente collaborare con un’altra, ricordiamo che Sordo ha disputato una gara con Ford in Argentina, interrompendo, per un rally, la partnership con Mini. Senza dimenticare, inoltre, che l’investimento di due anni in un progetto dal volto ambizioso sono andati in fumo, come spesso è accaduto al suo motore, simbolo di un biennio segnato da un’affidabilità precaria, pilastro per centrare obiettivi di grande portata. Anno poco proficuo, insomma, un solo, ma quanto mai splendido, podio a Montecarlo, frutto di uno sforzo notevole. Da quel momento, si sono susseguiti una serie di disastrosi piazzamenti, causati principalmente dall’impasse tecnico, ma senza dubbio la guida, Dani Sordo, ha ben figurato ed ha portato al termine il proprio compito, anzi, spesso colmando le lacune di un team troppo pasticcione. Lo spagnolo ha tentato di diventare leader di una squadra costruita attorno a se, ma l’impresa è fallita. Quali saranno le prospettive in Citroen? CAUDILLO

    Nasser Al Attiyah 6+
    Solo otto appuntamenti, Nasser al Attiyah è partito da casa Citroen in seguito ad un solo anno di convivenza fra luci e ombre. Il qatariano, da parte sua, non ha avuto sempre l’occasione di mostrare effettivamente il proprio talento, ma è apparso piuttosto ambiguo, competitivo ad intermittenza. A parte l’ingiudicabile Rally di Svezia, ha guidato molto bene, nonostante fosse il primo anno con una WRC, su terra ha mantenuto un ritmo migliore di diversi drivers i quali, a loro volta, sono poi giunti nella top ten finale. Forse non è stato brillante talvolta a causa di qualche errore da “rookie”, ma ciò non implica comunque un giudizio negativo. Molto semplicemente, una serie di incidenti hanno formato una spirale errori che hanno poi disturbato l’esito finale, lasciando sospeso il giudizio. Il manico c’è, su questo non c’è dubbio, ma dall’anno prossimo forse dovrebbe affrontare la stagione con obiettivi maggiori. OGGETTO MISTERIOSO

    Chris Atkinson 6/7 e Armindo Araùjo 6-

    Colleghiamo le due vicende, perché, ad ogni modo, sono legate in modo molto stretto, il passaggio certamente è stata una macchina per MINI WRC Italia, in quanto avvenuto all’oscuro, intrecciato fra episodi e racconti contrastanti. Noi, invece, preoccupandoci dell’aspetto sportivo, possiamo solo tessere le lodi di una scelta tecnicamente vantaggiosa, al di là, appunto, della questione morale. Non ce ne voglia Araùjo, che pur si è impegnato con buona volontà, con un mezzo dalle potenzialità assai limitate, nel confronto con Atkinson sfigura, l’australiano si è rimboccato le maniche, consapevole di non avere fra le mani la miglior vettura del lotto, ragionando quindi nei termini razionali della zona punti. Insomma, niente effetti speciali, bensì equilibrio e regolarità, che hanno condotto l’australiano a raccogliere frequentemente un bottino di punti interessante, confrontandosi ad un livello discreto, nonostante raccolga le macerie della Mini. Il portoghese invece ha raccolto l’eredità, ma ha dato l’impressione di non saperla gestire, essendo un piccolo protagonista del WRC, giungendo appena sporadicamente in zona punti. Il confronto, parla da solo. QUESTIONE DI STILE

    Andreas Mikkelsen 7,5

    Chiudiamo questo spazio con Andreas Mikkelsen, degno rivale di Ogier, ma ancora troppo acerbo e “spericolato”. Spesso è riuscito a duellare con il team mate, ma è mancata fondamentalmente la regolarità, che ha impedito al norvegese di maturare a pieno titolo. E’ stato un anno di test, prove e gare dall’altissimo livello, ma nel 2013 serve un valore aggiunto, il 2011 e il 2012, in totale quasi cinquanta rally in due anni, sono stati l’antipasto di una carriera che deve ripartire. Tanto talento, ma spesso si è disperso. Lo interpretiamo così il suo WRC di quest’anno: positivo in quanto formativo, anche perché sul piano della competitività non abbiamo più dubbi da tempo. Le uniche incertezza, pesano appunto sulla linearità. ANNO DI PREPARAZIONE

    CLASSIFICA SWRC

    Craig Breen 8,5
    Il giovane irlandese punta ad una scalata al successo breve, in due soli anni ha vinto il WRC Academy e il SWRC, oggi potrebbe guardare all’ERC e magari a qualche gara con una WRC. Eppure, qualche critica è pervenuta, l’irlandese non è apparso così convincente e incisivo come Per Gunnar Andersson, suo diretto rivale, specie ad inizio stagione, durante le prime tre gare, quando sono emersi altri piloti. Più ragionevolmente, Breen ha bisogno di tempo per crescere, la sua esperienza con le S2000 è limitata al solo 2012, ad eccezione di qualche sporadica partecipazione nel 2011: nonostante ciò, è riuscito a sorprendere con un progressivo miglioramento nella seconda metà dell’anno, acquistando un notevole feeling con la propria vettura e battendo sul campo gli avversari diretti, fra cui lo stesso svedese. In un anno segnato dalla tragedia del proprio copilota, ha avuto la forza non solo di ripartire, ma anche di vincere, con grinta e caparbietà. Un personaggio ammirevole, contraddistinto da una guida irruente, che ha tanta strada da percorrere. Tuttavia, checchè ne dicano i critici, il titolo SWRC ne corona le doti. DETERMINATO

    Per Gunnar Andersson 8,5

    Stesso voto di Breen perché anche se non vince convince. Prove magistrali ad inizio campionato, velocissimo a Montecarlo, sulla neve un vero “rullo compressore”, qualità confermata in Svezia con una vittoria nettissima sugli avversari. Ha condotto una Proton Satria, che fino all’anno precedente con difficoltà entrava nella zona punti dell’IRC, ma soprattutto, soffriva di disparati problemi di affidabilità, in ben due occasioni all’interno della top ten. Qualcosa di straordinario, il cui merito è anche della squadra, ma che ha avuto come conduttori due drivers di spicco, Andersson e Basso, piloti dalla stupefacente esperienza e abilità di guida. Il bottino è di sole due vittorie, Svezia e Finlandia, tuttavia in numerose occasioni è apparso quanto mai competitivo, venendo a mancare nel momento decisivo di attaccare e cambiare approccio strategico. In questo senso, errori e ritmo altalenante sono stati decisivi per perdere il titolo. Adesso, si guarda al 2013, nella consapevolezza che il 2012 è stato un anno di riconferma, anche se all’orizzonte nessun team si è interessato a questo eccezionale talento. STOFFA VINCENTE

    Yazeed al Rajhi 6/7


    Hayden Paddon 7

    Il neozelandese è stato forse uno dei piloti più veloci del campionato, ma contemporaneamente anche fra i più maldestri, a dispetto di quanto visto l’anno passato nel PWRC, costanza e passo gara ben al di sopra delle possibilità degli altri piloti. Fatto il balzo in avanti in categoria, dopo poche partecipazioni ha ritrovato quella “pace”, ma non la linearità, due vittorie, ma tanti incidenti a lavoro quasi ultimato. Così, si sono spente progressivamente le speranze di un titolo alla portata: un vero rivale, ma incapace di dare un seguito alla propria azione. Nonostante l’amaro in bocca, può dirsi ugualmente soddisfatto. DISCONTINUO

    Maciej Oleksowicz 6


    CLASSIFICA PWRC


    Benito Guerra jr. 8+

    Non è il mattatore in solitaria caratteristico del WRC, ma il suo percorso verso il successo non è stato neppure troppo difficile: la conoscenza minuziosa dei percorsi ed un livello di competitività molto buono lo hanno favorito nella scalata. A suo vantaggio, anche i ripetuti errori degli avversari, i quali spesso, a causa di una concentrazione precaria in ottica campionato, si sono imbattuti in una rincorsa troppo frenetica. Guerra, dal suo canto, nonostante in un paio di occasioni sia uscito di strada, compromettendo la gara, grazie a due solide vittorie di inizio campionato e, successivamente, per merito di una brillante gestione dei podi, si è concesso di chiudere il campionato tutt’altro che in affanno, come quei ciclisti scalatori puri capaci di distaccare il gruppo nell’ordine di diversi minuti. Tre vittorie sono un buon bottino, specie in ottica 2013, considerando il suo passaggio verso il team Mini Motorsport Italia. CAMPIONATO DA PROTAGONISTA

    Marcos Ligato 7,5

    Come tanti altri piloti, l’argentino ha molto da recriminare a se stesso, considerando, ad esempio, la vittoria sfuggita dalle mani in Argentina, in casa. Tuttavia, c’è spazio anche per la gloria, quattro podi, una vittoria e un ritmo omogeneo hanno permesso, se non altro, di raggiungere la piazza di vicecampione. Buon risultato, ma è stato comunque a lungo lontano dalla vera vittoria finale, è stato premiato da una seconda parte di stagione molto redditizia, ma gli errori iniziali hanno, come sempre, pesato sul
    conto finale. DISCRETO

    Michael Kosciuszko 7,5

    Nell’anno della sua consacrazione, si è fatto beffare dal veterano Guerra, nonostante partisse con il grado di favorito, in virtù di un 2011 in crescita verticale. L’andamento altalenante, sebbene lo abbiano tenuto in lotta fino alla fine, hanno in realtà pregiudicato sin dall’inizio l’esito finale, che, razionalmente, ha premiato il giusto vincitore, il più completo. Kosciuszko invece non ha mantenuto quell’efficacia nei risultati ad alto livello tale, appunto, da compromettere il risultato. Due vittorie sull’asfalto,
    c’è sostanza, ma da protagonista qual è partito, il quarto posto è alquanto deludente. FLOP (PARZIALE)

    ALTRI:


    Lorenzo Bertelli 6,5

    Valeriy Gorban 7
    Subhan Aksa 6/7
    Nicolas Fuchs 7
    Ricardo Trivino 6/7
    Gianluca Linari 6+

    CLASSIFICA WRC ACADEMY


    Elfyn Evans 8,5

    Evans è il vincitore del WRC Academy, eppure non ha impressionato come fece, ad esempio, Craig Breen l’anno scorso, merito anche di una concorrenza poco attenta: a parte un avvio irto di difficoltà nella gara portoghese, inondata dall’acqua, il resto della stagione è stato un monologo, record di vittorie, quattro, record di prove vinte, ventitré, sufficienti per costruire un vantaggio vicino ai cinquanta punti, che per un “campionatino”, concedetemi il termine, è un gap quasi impossibile da colmare. Nonostante il successo, infatti, che lo rivaluta, essendo stato a lungo un piccolo protagonista delle serie nazionali, considerando soprattutto l’importanza di aprirsi nuovi varchi e panorami, di fronte a dei veri “suicidi” in gara da parte di Fisher, peraltro ottimo pilota, ma ben lontano dal livello elevato delle categorie successive, non si può certo negare che la conquista sia stata ampiamente semplificata. Detto ciò, non si vuole affatto sminuire un’impresa: in un colpo solo, grazie comunque ad una crescita tutta “nazionale”, svolta in casa, ha centrato l’obiettivo in un colpo solo. Il voto alto è indice, appunto, di un risultato conseguito in tempi veramente celeri e per tali sorprendenti. Sarà, tuttavia, più interessante misurarsi nei scalini più alti della competizione rallistica.

    José Antonio Suarez 7,5

    Paradossalmente, è stato l’unico a poter “battagliare”, giungendo fino al secondo posto, con Evans, eppure i tanti nomi prestigiosi, Fisher, Evans, MacCrone, ponevano sin dall’inizio un importante ostacolo per puntare addirittura a risultati di tale prestigio. Invece, con la giusta dose di regolarità e linearità, ha confermato la tesi secondo cui il campionato si è svolto al rovescio. Una vittoria in casa, dopo Lemes la Spagna ha due nomi di piloti che sull’asfalto possono, se colti opportunamente, puntare a traguardi importanti.

    Pontus Tidemand 7,5

    Tanta destrezza e alacrità dello svedese hanno contribuito a chiudere il campionato in un’ottima posizione, terzo, al pari di un Reeves (6,5) non troppo in forma, nonostante un bagaglio di esperienza rilevante. Invece Tidemand, dopo Evans è stato fra i più sorprendenti, prossimo certamente ad un balzo in avanti per una condotta lodevole sul campo, unico rammarico è stato quello di non aver vinto nulla. Anche le prime esperienze su S2000 lanciano segnali positivi.

    John MacCrone 6,5


    Alastair Fisher 5,5

    Chiudiamo con la più grande delusione dell’accademia, Fisher, stretto nella tenaglia della pressione psicologica: incidenti, distrazioni, sviste, sono l’etichetta di una stagione riuscita male, anche nelle uscite con le S2000, tanti pasticci e poca concretizzazione di abilità pur straordinarie. Basti pensare che la sua assenza dai piani alti delle classifiche ha svilito la serie stessa, priva di stimoli senza una lotta al suo interno. Dopo una vittoria ottenuta in condizioni estreme in Portogallo, si è perso. E tuttora, va recuperato, perché il talento è puro e limpido.
     
  8. F150

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    CLASSIFICA COSTRUTTORI

    Citroen 10 e lode


    Voto alla vettura: 10

    Voto al team: 10

    Co-artefice della vittoria di Loeb, è stata senza dubbio Citroen, che con la perizia di chi è saggio ed ha esperienza pluri-decennale, mentre in realtà Citroen è solo una realtà di questo millennio. Se pensiamo, tuttavia, alle vittorie di Grecia e Argentina, notiamo la forte impronta di scuola “Ferrari”, lanciata negli anni dell’era Todt, secondo cui ci deve essere un solo riferimento all’interno della squadra. Congelamento immediato delle posizioni, divieto di lotte intestine. La prelibatezza, naturalmente, è stato il Rally Nuova Zelanda, gestito in condizioni molto variabili e mentre Ford, con disperazione, ha cercato la giusta strategia, con lucidità e freddezza i francesi hanno compiuto le loro mosse in tranquillità, vincendo il rally ancor prima di partire, grazie ad una serie di mosse da “scacco matto”. Così si è vincenti, attorno ai due piloti, il meglio del circus, veloci, concreti e sagaci, c’è una solidissima struttura, oltre che un mezzo di primissima scelta, la DS3. Sembra sempre di più un team in fase di pensionamento e smembramento, ma non è ciò che ci auguriamo, sarebbe come perdere un diamante, giustamente protagonista, “luccicante” in un WRC fra luci ed ombre. Anche a Citroen va la lode, in quanto capace, in parte per merito di un condottiero qual è Loeb, di andare alla conquista di un titolo conseguito senza sudare troppo, ma ottenuto egualmente grazie ad un minuzioso lavoro fatto principalmente di razionalità.

    Ford 7

    Voto alla vettura: 8
    +
    Voto al team: 5+

    Tre vittorie, di cui una alla squadra di Ostberg. Bottino magro e scarno, conseguenza certamente di scelte incomprensibili: la Qualifying Stage, grande novità del 2012, ha esaltato le qualità tattico/strategiche di Citroen ed ha, per certi versi, messo a nudo alcuni punti deboli della casa americana, la quale ha talvolta gestito situazioni delicate in modo piuttosto frettoloso. Scelte scellerate hanno infatti penalizzato la squadra che, dovendo compiere una rimonta, ha pur avuto diverse occasioni di recuperare, senza sfruttare queste ultime in modo adeguato. Ancor peggio, nella fase centrale della stagione Citroen ha infilato delle doppiette straordinarie ed è qui che Ford ha costruito il suo incolmabile gap, fra gravi mancanze dei piloti ed l’altrettanta impotenza del team, il crollo è stato bilaterale. Il bilancio, è disastroso: terza e quinta posizione per gli ufficiali, staccati di sessanta punti da Hirvonen e ben centoventi da Loeb, quasi il doppio dei punti stessi. Da semi-ufficiali, ci saranno nuovi stimoli?

    Mini 5
    ,5
    Voto alla vettura: 7-
    Voto al team: 5-

    Chiudiamo con il fallimento del campionato, non tanto per quanto riguarda la vettura, che pur non essendosi dimostrata versatile sui diversi fondi, si è comportata discretamente, nonostante la quasi totale di aggiornamenti a partire da marzo, certificando definitivamente il più che buon progetto di base. E’ stato l’apparato interno al team Prodrive e soprattutto BMW ad “azzeccare un garbuglio”, ad imbrogliare la matassa, attraverso una chiusura dal vertice dei rubinetti, soffocando un piano ambizioso, gettandolo al vento a metà percorso. E’ così che è stato condotto un anno fra incertezze e carenze, fra interessi personali di Prodrive e BMW e lotte intestine. Problematiche di cui ha risentito, ovviamente, il risultato finale e pertanto Sordo, trovatosi ad avere in mano una situazione complessa. Stagione all’insegna della disorganizzazione ed in questo senso, è una grande perdita, anche per Il WRC, per avere un’occasione di ulteriore rinnovo.

    SPAZIO SPECIALE COMMENTO E ANALISI

    I tre piloti dell’anno:


    1. Mads Ostberg
    2. Dani Sordo
    3. Sébastien Ogier

    Può apparire una classifica anomala, specie se confrontata a quelle stilate in stile “Autosport”, che premiano il miglior pilota. Noi lanciamo invece la nostra e proponiamo i tre migliori piloti per tre ragioni differenti. In altre parole, il primo, Mads Ostberg, lascia un segno, in quanto si è distinto come giovane emergente, con classe ed elegenza, Sordo si è lanciato nella sua figura di “caudillo” di una squadra che versa in pessime condizioni, mostrando ottime qualità di leader ed Ogier, altro driver dall’invidiabile lungimiranza, che ha chiuso una pagina della propria carriera, aprendone un’altra, in Volkswagen, disposto anche ad un anno di sacrificio. Nel 2012, con una S2000, ha combattuto con grinta, confermando lo smalto della promessa, la quale, inevitabilmente, non può rimanere tale. Questi, all’opinione di chi scrive, hanno avuto il loro spazio di onore, in un campionato invece dominato da Loeb. Tante novità, nel riscaldamento di un 2013 tutto da gustare, nei volti di un WRC che cambia.

    Spazio utenti:

    I tre piloti dell’anno:

    1. ?
    2. ?
    3. ?

    La gara dell’anno: Rally Montecarlo 2012
    Con difficoltà, scelgo il Rally Montecarlo gara dell’anno: in primo luogo, spettacolo e divertimento per un pubblico che non ha mai accettato la retrocessione nel campionato IRC e pertanto accogliamo il ritorno con piacere, con auspici e speranze future per un appuntamento di spessore eccezionale, unico nel suo genere, un classico dell’asfalto. Neanche a dirlo, si è aperto il campionato così come si è chiuso, con Loeb, ma ciò non ha negato al Montecarlo di ben figurare, in ben cinque giornate di gara. L’atmosfera, poi, è unica. Poi, a pari merito il rally del Portogallo, che ha avuto il merito di regalare uno show straordinario, un vero survival, grazie agli acquazzoni che si sono abbattuti nel periodo di marzo/aprile, il rally di Francia, il quale in quanto a contenuti naviga nella sufficienza, ma ha avuto l’appoggio di Sport+, che ha trasmesso tutte le prove in diretta: offerta più che gradita dallo spettatore “da casa”, è un’occasione di incontro per un radicale cambiamento nel rapporto rally-televisione. Infine, otto al rally di Finlandia, il quale, seppur e insolitamente magro nella lista iscritti delle WRC, neppure paragonabile a quella del 2011, è pur sempre l’amato Mille Laghi ed entrerà sempre di diritto nella top five, per la sua atipicità. Infine, quinto posto per il rally nostrano, percorsi mozzafiato nella panoramica, le prove speciali di selezione naturale, basti pensare la gara-resistenza venutasi a creare, sono state il nucleo di un weekend preparato con cura.

    La top five in breve:

    Rally Montecarlo (9)
    Rally Portogallo (8,5)
    Rally Francia (8,5)
    Rally Finlandia (8)
    Rally Sardegna (8)

    Spazio utenti:

    Rally Montecarlo ?
    Rally Portogallo ?
    Rally Francia ?
    Rally Finlandia ?
    Rally Sardegna ?

    Pagelle utenti


    PROTAGONISTI

    Loeb ?
    Hirvonen ?
    Latvala ?
    Ostberg ?
    Solberg ?
    Novikov ?
    Neuville ?
    Tanak ?
    Prokop ?
    Ogier ?
    Sordo ?
    Al Attiyah ?
    Atkinson ?
    Mikkelsen ?
    Araùjo ?

    SWRC

    Breen ?
    Andersson ?
    Al Rajhi ?
    Paddon ?
    Oleksowicz ?

    PWRC

    Guerra jr. ?
    Ligato ?
    Gorban?
    Kosciuszko ?
    Fuchs ?
    Bertelli ?

    WRC ACADEMY

    Evans ?
    Suàrez ?
    Tidemand ?
    Reeves ?
    MacCrone ?
    Fisher ?

    SQUADRE

    Citroen ?
    Vettura (DS3) ?
    Team ?
    Ford ?
    Vettura (Fiesta) ?
    Team ?
    Mini ?
    Vettura (Countryman) ?
    Team ?
     
  9. Bartolbia84

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    Spazio utenti:
    Rally Montecarlo 7
    Rally Portogallo 8,5
    Rally Francia 6 (9 per la diretta, 4 per le prove)
    Rally Finlandia 9
    Rally Sardegna 8

    Pagelle utenti

    PROTAGONISTI
    Loeb 10
    Hirvonen 7,5
    [B][I]Latvala 7
    [B][I]Ostberg 8
    [B][I]Solberg 5,5
    [B][I]Novikov 7
    [B][I]Neuville 6
    [B][I]Tanak 6,5
    [B][I]Prokop 6
    [B][I]Ogier 8
    [B][I]Sordo 7,5
    [B][I]Al Attiyah 5,5
    [B][I]Atkinson 7
    [B][I]Mikkelsen 7
    [B][I]Araùjo 5
    [B][I]
    SWRC
    [B][I]Breen 9
    [B][I]Andersson 8,5
    [B][I]Al Rajhi 6,5
    [B][I]Paddon 6
    [B][I]Oleksowicz 6
    [B][I]
    PWRC
    [B][I]Guerra jr. 8
    [B][I]Ligato 7,5
    [B][I]Gorban 7,5
    [B][I]Kosciuszko 6
    [B][I]Fuchs 7
    [B][I]Bertelli 6
    [B][I]
    WRC ACADEMY
    [B][I]Evans 8
    [B][I]Suàrez 7,5
    [B][I]Tidemand 5
    [B][I]Reeves 6
    [B][I]MacCrone 6
    [B][I]Fisher 6,5
    [B][I]
    SQUADRE
    [B][I]Citroen
    [B][I]Vettura (DS3) 10
    [B][I]Team 10
    [B][I]
    Ford
    [B][I]Vettura (Fiesta) 8
    [B][I]Team 7
    [B][I]
    Mini
    [B][I]Vettura (Countryman) 7,5
    [B][I]Team 4[/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B][/I][/B]
     
  10. A T RACING TEAM

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    I tre piloti dell’anno:


    1. Ostberg -in crescendo tutto l'anno
    2. Ogier - solo perchè in S2000 altrimenti lo avrei messo 1°
    3. Hirvonen -sempre attento non ha sbagliato un colpo, un pò troppo conservativo forse
    4. Breen- credo che sia pronto per fare esperienza con una Wrc
     

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