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Tour de Corse 2013

Discussione in 'ERC - European Rally Championship' iniziata da rally, 28 Febbraio 2013.

  1. Norman Bates

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    Breen vanifica la rimonta con un altra toccata sul posteriore.
     
  2. Norman Bates

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    Belle gara tra i primi 4 , vedremo durante il giorno come muterà la classifica
     
  4. Norman Bates

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    Ps 8 molto bagnata potrebbero esserci ulteriori evoluzioni
     
  5. Norman Bates

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    Dopo ps 8 nulla di variato ma Breen ora ha soli 3" da Sarrazin per cui la riconquista del podio e' imminente.
     
  6. Norman Bates

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  7. Jafry

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  8. Mannucci

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    Giru di Corsica 2013
    Quest'anno il Giru si è preannunciato con una Lista Partendi di primo grado, una ventina tra S 20 e RRC con tante altre ottime presenze con le Megane Ufficiali e la R4 di Aigner.
    Da subito si è visto che l'affaire si sarebbe giocato tra i due pretendenti naturali Kopecky e Bouffier che sembra sempre dover carburare come un diesel e nelle prime prove dall'outsider Craig breen il ricco irlandese che sta macinando km. e tempi oramai in pianta stabile in Peugeot. Altra forte presenza è stata quella del campione pistaiolo Robert Kubica che sulla RRC Citroen DS3 aveva ordini ben precisi, basta errori e soprattutto basta scocche da buttare.
    La battaglia è stata subito serrata nel rally delle 10.000 curve, su prove incredibilmente tortuose lunghe e molto variabili nel fondo secco umido, e asfalti vecchi dei tempi di napoleone con qualche tratto più nuovo, ma con le vetture e gomme odierne in alcune speciali si sono toccati i 100 km/h. di Media ! incredibile, si dovrà sicuramente fare qualcosa con la massima urgenza. Breen dopo aver vinto le prime prove speciali ha iniziato a non mantenere le aspettative con errorini o scelte forse un po troppo azzardate, facendo toccatine qui e la che alla fine con relative forature, lo ha fatto retrocedere fino al 4 posto, Kubica per la prima volta ha corso che il piede collegato alla materia grigia e non solo agli attributi, così quando è stato il buon momento si è trovato in testa alla gara, ma il colpo seppur fortunoso lo ha subito pagato con una seria problematica di alimentazione che lo ha tolto di gara già alla penultima prova speciale della prima tappa. In seguito in Citroen hanno deciso di non farlo ripartire con il super rally e questo è stato un peccato non poterlo vedere all'apice della battaglia tra Bouffier e Kopecky che dopo aver capito, il primo che per vincere si deve accelerare per davvero e il secondo non deve avere remore di assetti e scelte estreme da secco per l'umido corso. Terzo incomodo si è visto Sarrazin con una buona Mini RRC ma che nulla ha potuto contro le migliori S 20 anche se per sua ammissione lui ha potuto correre senza remore di campionato e pertanto " a fondo perduto", ma comunque non ce l'ha fatta ad inserirsi nella lotta per il vertice assoluto. Alla fine la Classifica ha premiato Brian Bouffier con credo la sua più bella vittoria ancor più del Montecarlo 2011, qui si è dannato ha schiacciato l'acceleratore come non mai e ha sofferto davvero, mentre Kopecky a volte si è pò tirato indietro dall'arena non prendendosi qui rischi dovuti per poter vincere, terzo Sarrazin e quarto un Breen troppo falloso davvero, vero che è giovane e mezzi per crescere. Si è visto anche un ottimo Aigner con la Subaru che ha vinto il produzione contro un Germain Bonnefis che per tutta la gara ha combattuto di più con l'assetto della sua megane che contro gli avversari, solo lui sa quanto ha sudato e faticato bravo davvero ha portato a casa punti molto importanti in chiave campionato, di questo giovane campione ne sentiremo ancora parlare un gran bene.
     
  9. F150

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    Difficile non sottoscrivere quanto afferma Canova e pertanto, in ambito di commenti e osservazioni, mi permetto di anticipare il mio prologo alle pagelle del Tour De Corse:

    Era una rivincita attesa da tempo, come nel duello fra Bezuchov e Dolochov in “Guerra e Pace”: in questo caso, la ferita inflitta da Kopecky allo Janner Rallye, non è bastata per eliminare il rivale storico Bouffier, penetrante poiché giunta a sorpresa e inaspettata. Allora però, si poté parlare effettivamente di freddezza ritrovata del ceco. E’ questo l’estremo riassunto dell’edizione 2013 del rally immortale per eccellenza, che tuttora sopravvive nella sua natura, riproponendo di anno in anno un format tradizionale e storico, conservando ancora quei patrimoni che appartengono alla cultura sportiva europea. Un vero polmone verde, che offre ossigeno ad una disciplina che l’aria sta per esaurirla; nonostante una sforbiciata del percorso, il Tour de Corse raccoglie sempre le eccellenze storiche di questo rally: l’uomo dell’evento, il simbolo, avendo vinto nel 1993, è chiaramente Delecour, ma anche Sarrazin lascia il segno. Come vedremo, gli occhi sono tutti per il corpo a corpo Kopecky-Bouffier, perché i più arrembanti Breen e Kubica, di fatto i più competitivi, sono state le vittime dell’appuntamento, fra sfortuna e imprecisioni. Significativo è il coraggio della rivincita di Bouffier, che non si sottomette alla pressione del ceco e nell’insieme, con un podio così formato, emerge quel volto caratteristico del Tour de Corse, in mano eternamente al tatto degli asfaltisti puri, capaci di estrarre da un fondo umido ed in costante evoluzione tutta la propria abilità interpretativa, nonché versatilità ed incisività. Non sono casuali i successi di Neuville e Sordo, così come i tre tentativi falliti di Kopecky nell’agguantare una classica prestigiosa. Difficile riuscire a sconfiggere questo tabù…
     
  10. Gabri94

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    L'unica cosa da aggiungere è che il successo è anche un po' firmato Italia: la 207 di Bouffier è del team DELTA RALLY
     

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